NECROART – The Highest Law

Titolo: The Highest Law
Autore: Necroart
Nazione: Italia
Genere: Dark Metal
Anno: 2023
Etichetta: Nova Era Records

Formazione:

Max : voce
Filippo : chitarra
Marco : chitarra
Davide : tastiere e synth
Daniele : basso
Paolo : batteria


Tracce:

1. Inhale
2. Son of Worms
3. Still Dying God
4. The Highest Law
5. For Any Earth Is Sky
6. Calvario
7. The Hangman’s Noose
8. Exhale


Voto del redattore HMW: 8/10

Visualizzazioni post:744

Quinto lavoro in studio per i pavesi Necroart che ritornano sulle scene dopo un’attesa di quasi cinque anni grazie all’interesse della Nova Era Records, pubblicando The Highest Law.
Il sestetto viene spesso associato alla scena death metal, in ambito soprattutto dark, ma se le atmosfere rispecchiano appieno questa etichetta, la musica strizza più l’occhio ad una certa corrente black metal, che riprende certe velature degli esordi, influenzate probabilmente dal ritorno alle tastiere dello storico musicista Davide Quaroni. L’ombra oscura pervade tutte le composizioni, su cui si stagliano “Still Dying God” che vede un lavoro di chitarre acustiche e pulite notevole, perfettamente alternato alla prova dietro alle pelli corposa e violenta di Paolo Blinda.

Da un punto di vista testuale invece è impossibile non rimanere coinvolti nella cupezza di “Calvario”, cantata interamente in italiano e che ci regala una prova intensissima del cantante Max Finotello, perfettamente a suo agio sia nelle soffuse strofe in voce pulita sia nei ritornelli in growl quasi urlato. SI passa da un incedere quasi doom metal al sinfonico estremo. E la teatralità del cantato di Max si ritrova in quasi tutte le canzoni, rimanendo il segno distintivo in tutta la discografia dei Necroart. “The Hangman Noose” gode di una parte centrale brutalissima con parti in blast beat e sincopi continui che sfociano in ritornelli, questi si, formati da un miscuglio di black e death dal sapore melodico.

Sembra a volte un disco fuori dal tempo questo “The Highest Law” perché viola qualsiasi volontà commerciale moderna: non si cerca la tecnica ad ogni costo, anzi, ogni nota è profusa a sostegno dell’atmosfera e del concept decadente dei testi, creando una simbiosi musicale che resta sì ancorata all’underground, ma che a differenza di certe uscite patinate dai numeri a cinque zeri riesce a scalfire l’animo di chi riesce a comprendere la parte artistiche che i Necroart ricercano.

Vale la pena segnalare la buona produzione, con mix e master ad opera del noto Tommy Talamanca ai suoi Nadir Music Studio di Genova e soprattutto la splendida, a mio giudizio, copertina ad opera dell’artista polacca Margo, in arte blackmargo.

Consigliatissimo a tutti gli amanti dell’estremo atmosferico, non fine a se stesso.

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