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CCCP in DDDR: l’antologia riparte da Friedrichshain
I CCCP ritornano sulla strada partendo da Berlino con un tour ricco di sorprese e provocazioni. Davide ed io, come molti italiani provenienti da ogni angolo del paese e d’Europa, ci siamo uniti alla zingarata.
Il tour italiano sta per iniziare, e non riveleremo alcun dettaglio; ci penseranno gli altri. Ciò che invece vogliamo raccontarvi è l’energia e la gente che si è radunata a Berlino Est in questa serata di lunedì, l’ultima e conclusiva della serie di tre concerti nella DDDR.

La trasferta degli agenti
Arriviamo nel quartiere Friedrichshain-Kreuzberg, uno dei pochi luoghi ancora testimoni del passato della DDR. Uno dei tesori tra le rovine industriali di Friedrichshain è l’area dell’Astra Kulturhaus (stabilitasi nel 2009), ex complesso industriale e centro culturale della GDR Reichsbahn, conosciuto anche come la precedente sede del leggendario centro concerti RAW-Friedrichshain (RAW-Tempel o RAW-Gelände).
Cercando un biglietto mancante, arriviamo in anticipo e, varcato il cancello in ferro, cominciamo a socializzare con i numerosi gruppi di italiani che affollano il giardino interno, circondato da vecchi edifici industriali.
Gli italiani sono sempre i migliori; l’atmosfera è emozionante e carica di eccitazione per l’evento, si respira l’aria delle occasioni storiche. In fila si vocifera sulle sorprese che ci aspetteranno durante il concerto, ci sentiamo come una grande famiglia al cospetto di un evento atteso da molti anni.
Tra il popolo del concerto
La sala è piena, a pochi metri dal palco siamo impaccati e felici, il calore umano è assurdo e fantastico. Parliamo con persone provenienti da tutta Italia, c’è un desiderio irresistibile di partecipare e condividere, siamo pronti per un grande convivio.
La scaletta? Non ve la sveliamo! Le sorprese? Nemmeno! Gli Artisti? A modo nostro.
I CCCP live nella DDR
Con la formazione storica: Giovanni Lindo Ferretti e Massimo Zamboni alle corde, Danilo Fatur e Annarella Giudici per cori e performance. I turnisti Luca Rossi (basso), Simone Filippi (batteria), Simone Beneventi (percussioni), Gabriele Genta (percussioni) e Ezio Bonicelli (violino, chitarra acustica) supportano bene lo show, mantenendo viva l’essenza dei loro storici spettacoli.
Fatur & Annarella: ribelli senza ritorno
Partiamo dal cuore popolare dello show, l’artista del popolo Danilo Fatur. Non più statuario come nelle sue apparizioni degli anni ’90, ma se possibile ancora più carismatico ed evocativo. Creativo, ironico ma mai goffo senza motivo, a sottolineare che l’arte è ciò che si è, al di là delle apparenze. Si permette di essere punk ed è orgogliosamente credibile, trasformando rottami in espressioni ribelli metafisiche. Per me è stata la prima occasione di vederlo dal vivo, e ne sono rimasto incantato, senza ritorno.
Ancora di un’imponente grazia è Annarella che condivide il fronte del palco con Fatur; la chimica e il bilanciamento dei due personaggi non sono stati scalfiti dal tempo. Più composta, politica e sognatrice, Annarella incarna ancora il lato più idealista dei CCCP ed è la colla che connette poesia e punk, fungendo da punto di unione tra la musica e l’interpretazione fisica della stessa.
Il punk cabaret è uno spettacolo intenso e travolgente.
Lindo e Zamboni: Poesia in musica incendiaria
Questo concerto è un’antologia con variazioni sorprendenti; Lindo recita teatralmente le sue composizioni con la stessa intensità dei tempi passati, una presenza carismatica che contribuisce allo show con abiti ed esibizioni studiate per ogni segmento. In alcune tracce si avvicina al pubblico per caricarlo di energie, mentre si allontana per recitare l’utopia, elevando l’atmosfera verso una profonda intimità.
Massimo è un abile artigiano che detta la linea musicale in supporto al cabaret, pacato e delicato con le corde quando serve, ma incendiario alla prima occasione per scatenare il pubblico. Inutile spendere altre parole su di lui; non perdetevi il prossimo tour e godete senza filtri della sua melodia.
La gente del sogno di Berlino
Vi ho già detto che il pubblico italiano è il migliore? La GenX è scatenata, e siamo tutti inebriati di gioia per questo evento. Alla prima nota di chitarra, la folla muove onde in una lunga risacca, telegrafata dai pogatori. Ci prendiamo cura dei nostri vicini, ma non si lesinano salti e spintoni in preda all’energia travolgente. Qualcuno perde anche le scarpe, impossibile recuperarle in questo mare di festa. Le mani si alzano, gli abbracci si stringono per raccogliere i messaggi della poesia utopica; alcuni cori non si possono trattenere, tutti vogliono partecipare all’unità di questo evento. Un’emozione che va dalle lacrime alla frenesia.
Il concerto termina, e lentamente il sogno si rattrappisce, lasciando una sensazione onirica di incanto e disappunto per la realtà. La DDR, da cui tutto è partito, giace demolita.
Rimaniamo aggrappati a questo momento ancora qualche ora, bevendo e scherzando come se il tempo non dovesse mai finire, ritornando lentamente individui nella notte di Berlino.
Ringraziamenti
Ringraziamo il buon samaritano che ha condiviso con noi il prezioso biglietto a prezzo d’acquisto, una piccola vittoria contro il bagarinaggio a cui non abbiamo voluto cedere.
Stefania, grazie per il pennarello da firma, purtroppo rimasto inutilizzato. Per chi deluso dal nostro lassismo volesse un report più serio, Stefania ha pubblicato per Rockerilla un bel pezzo (Link) con la professionalità che ignoriamo noi agenti del caos imbucati alla festa.
Grazie a Helmut Josef Michael Kohl per l’ottimo lavoro svolto con la rete ferroviaria tedesca.
Il pubblico di persone ha trasformato il concerto in una festa, questo live report é tutto per loro.



