CROWNSHIFT – Crownshift

Titolo: Crownshift
Autore: Crownshift
Nazione: Finlandia
Genere: Alternative metal / Death Metal / Progressive Metal
Anno: 2024
Etichetta: Nuclear Blast

Formazione:

Tommy Tuovinen – Voce
Daniel Freyberg – Chitarra
Jukka Koskinen – Basso
Heikki Saari – Batteria


Tracce:

1. Stellar Halo
2. Rule The Show
3. A World Beyond Reach
4. If You Dare
5. My Prison
6. The Devil’s Drug
7. Mirage
8. To The Other Side


Voto del redattore HMW: 7/10

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I finlandesi Crownshift approdano sul mercato con il loro album di debutto accogliendo al suo interno i membri di formazioni già collaudatissime come Nightwish, Children Of Bodom e Wintersun, sarà dunque per questo motivo che la varietà di generi proposta rappresenta senza dubbio un valore significativo.

Il disco passa dalle tracce più psichedeliche ai più aggressivi componimenti death metal passando per il prog e a composizioni mid-tempo o ancora più intime e commoventi.

Questo viaggio sonoro senz’altro ambizioso si apre con “Stellar Halo”, una traccia al cui interno già possiamo notare molti dei generi sopra citati. La commistione delle differenti anime sono sublimate dagli innesti a volte inaspettatamente melodici del cantato di Tommy Tuovinen che quasi funge da ponte tra un genere e l’altro. Se pensiamo a brani come “A World Beyond Reach” o “My Prison”, uniti agli ottimi assoli di Daniel Freyberg, i Crownshift riescono a rendere anche i passaggi più pesanti, fruibili ad un ampio pubblico, dal punto di vista commerciale. Un pregio che è stato sicuramente recepito dall’importante eredità dei Children Of Bodom di cui lo stesso chitarrista Freyberg ha fatto orgogliosamente parte. Il gruppo finlandese non rinuncia all’aggressività più genuina ed asciutta su brani come “If You Dare” o la più lunatica “The Devil’s Drug” che forse meglio di altri componimenti mostrano il legame con le loro radici.

Come promesso il disco lascia spazio a brani più psichedelici come “Mirage”, prima di accompagnarci verso l’ultimo grande viaggio. “To The Other Side” è una sorprendente suite di dieci minuti che sorprende ad ogni passaggio. Una sorta di “Pulp Fiction” musicale in cui convivono le mille anime del gruppo nordico che si intrecciano armoniosamente senza mai calpestarsi in un intenso crescendo dinamico garantito dalla precisione svizzera della sezione ritmica composta dal batterista Heikki Saari e il bassista Jukka Koskinen. In questo equilibrato finale la voce di Tuovinen brilla al massimo delle sue possibilità ed in tutta la sua estensione dimostrando una tecnica ineccepibile ed una versatilità rara.

Con l’omonimo album di debutto i Crownshift si dimostrano già molto consapevoli degli indirizzi artistici che intendono percorrere, sempre molto attenti a non risultare troppo rigidamente impostati o troppo fedeli ai loro riferimenti, che comunque ne costituiscono lo scheletro dell’impianto sonoro, seppur contaminato e reinterpretato.

La proposta è ambiziosa ma tutto sommato non meno godibile o di difficile ascolto dal momento che anche i brani meno immediati colpiscono per la loro varietà.

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