NEGATIVE 13 – Recover What You Can

Titolo: RECOVER WHAT YOU CAN
Autore: NEGATIVE 13
Nazione: Stati Uniti d'America (Pennsylvania)
Genere: STONER/SLUDGE/POST-PUNK
Anno: 2025
Etichetta: autoprodotto

Formazione:

Scott Fisher – voce
Edward Banchs – chitarra
Chip Reynolds – batteria
Mary Bielich – basso


Tracce:

1. The Desolate (1:05)
2. Casket Trail (4:13)
3. The Vulture Circles (4:47)
4. Horizon Divides (6:38)
5. Devil In Your Head (8:57)
6. Recover What You Can (7:46)


Voto del redattore HMW: 6,5/10

Visualizzazioni post:1134

Il quartetto stoner/sludge/doomcore originario della Pennsylvania rilascia un album in cui l’impronta post-punk è molto forte.

Con curiosità mi approccio a questo band dalla storia singolare (attiva dal 1999, sciolta nel 2003 e riunita nel 2021!).

Il passo d’inizio dell’album è, però, assai incerto e le prime tre canzoni mi lasciano abbastanza deluso.

Tuttavia, la seconda terzina di brani è assolutamente di livello, per questo consiglio a tutti gli appassionati dello stoner più sperimentale e dello sludge più ruvido di dare un ascolto non superficiale a questo Recover what you can.

La canzone che dà titolo all’album ha un ritmo sincopato e fluido, in grado di trasmettere un’energia positiva/cattiva indubbiamente attraente. In 5:18” di musica si possono toccare più sentimenti grazie ai cambi di tempo e le dissonanze; le cuciture melodiche si incastrano bene fino a svolgere verso una melodia nostalgica degnissima; alla fine c’è spazio per un fraseggio chitarristico svolto con sobrietà. Molto giusta la scelta di mettere il brano a conclusione del lavoro proprio per il suo carattere.

La mia preferita, però, è senza dubbio “Horizon Divides”, per i suoi colori contraddittori, l’asprezza, la tensione e la soluzione armonica che trova.

In generale, il sound è ben infarcito di frequenze basse: in cuffia una vera goduria.

Bene la batteria che suona naturale con un tocco semplice.

Seppur sbagliando il singolo, i Negative 13 fanno un sicuro passo in avanti da un punto di vista generale rispetto all’album di debutto Mourning Asteri, conferendo una sottolineatura matura alla loro musica.

33 minuti. Non un solo genere, non un suono scontato, ma più influenze che varcano i confini vicendevolmente.

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