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All shadows stretched è un passaggio attraverso le molteplici forme della materia.
Con due cuffie negli orecchi, diventiamo per tre quarti d’ora esploratori spaziali che si lasciano alle spalle le tristi certezze della vita sul nostro pianeta per avventurarci nell’iperspazio, risucchiati ed a volte anche “spaghettificati” da diversi buchi neri incontrati durante il percorso. Poi ne usciamo modificati e accresciuti.
Un’incredibile esperienza sonora in cui l’ultima traccia del mondo conosciuto sono i nostri ricordi, che assumono la forma della voce che, assai di rado, emerge.
Il resto è un intreccio di suoni, talmente potenti da divenire tangibili come cose.
Si capisce che mi è piaciuto il nuovo album dei Folwark?
Folwark è un duo umbro a cui le antiche divinità etrusche hanno probabilmente concesso le chiavi per accedere alla dimensione divina della musica in una forma tutt’altro che scontata.
Chitarre sensazionali, synth ambient avvolgenti e un accompagnamento ritmico estremamente intelligente sono le componenti essenziali di questo successo psycho rock o come volete etichettarlo.
Per me l’etichetta giusta è una: BELLA MUSICA.
La dimostrazione che nell’underground italiano abbiamo, sotto al nostro naso, eccellenze troppo poco conosciute.
Probabilmente il brano più rappresentativo è “Amygdala”, scelto non a caso per un singolo.
Eppure, “Vacuum Dancer” mi conquista con il suo ipnotismo e la sua drammaticità.
“Agartha” come brano conclusivo è il dolce congedo, meritato dopo il lungo viaggiare.
Mi sono chiesto anche perché non un basso a corroborare le strutture principali dei pezzi…
Vorrei al contempo conoscere i testi ed il significato dei brani…ma magari ci sarà occasione per un’intervista.
In particolare, ho apprezzato molto la tensione generale dell’album e la scelta (saggia) di concedere degli intervalli “orecchiabili” all’interno dei percorsi musicali più complessi.
In questo modo, il lavoro non si perde mai in eccessive elucubrazioni melodiche/ritmiche che porterebbero solo confusione e non aiuterebbero l’ascoltatore a concentrarsi sul focus concettuale: ovvero?
Per me, soprattutto, la trasformazione: la ricerca e la perdita dell’equilibrio.
Il raggiungimento di uno status “superiore”.
Ben fatto Folwark!



