Il Dottore ha una scatola di pillole per voi: recupero dischi usciti nel 2025

Tracce:

AXETASY – Withering Tides

PENTAGRAM – Lightning In A Bottle

GRIMA – Nightside

DARK HORIZON – 9 Ways To Salvation

W.E.T. – Apex

HEAVEN SHALL BURN – Heimat

BLACKBRAID – III

WARMEN – Band Of Brothers

HELSTAR – The Devil’s Masquerade

OUTERBURST – Witchcraft

 



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Ma quanti dischi sono usciti anche in questo 2025!? Tanti…  forse troppi. C’è una produzione immensa, esagerata di dischi. E c’è il rischio di perdersi. Nei tanti siti specializzati avrete letto nomi importanti, gruppi underground, magari si sarà parlato del gruppo in cui suonate voi stessi (beh, perché ormai suonano tutti). Noi cerchiamo sempre di dare ampio spazio all’underground, non tralasciare nomi medi o di una certa importanza e ci occupiamo anche di certe cose autoprodotte che ci sono andate nell’occhio.

Purtroppo non è proprio possibile occuparci di tutto e anzi, a volte vorremmo parlare di qualche disco in più, ma non c’è il tempo o magari ci è sfuggito qualche bel nome di cui avremmo voluto rendervi partecipi. Ed è così che guardando la lista dei dischi usciti per fare una classifica dei più belli, ci siamo resi conto che mancavano ancora tante cose da cui almeno valeva la pena, anche in poche righe, di tirar fuori alcune delle nostre amate pillole. Non c’è sempre bisogno di fare una recensione dettagliata per parlare di musica. Ecco alcune uscite che sono riportate qui in ordine di data di uscita… allora andate pure alla ricerca del titolo che fa per voi perché ne abbiamo per tutti i gusti!

Buona lettura a tutti e buon 2026!

 

AXETASY – Withering Tides – Usciva il 17 gennaio 2025

L’ultimo incrocio con i tedeschi Axetasy era avvenuto nel 2021 in occasione dell’uscita di Slicing Dreams, buon demo di cui vi parlai su queste colonne e con cui i Nostri compirono il loro esordio assoluto. Li ho ritrovati nel corso del 2025 non con un nuovo demo o un EP ma, come auspicavo a suo tempo, con il primo album Withering Tides, pubblicato sotto l’egida di Dying Victims Production. Un disco che conferma gli ingredienti che compongono il suono degli Axetasy, ovvero uno speed / heavy metal che attinge da quanto forgiato negli anni ottanta da gruppi tedeschi quali Scanner e Warrant e che, in virtù dei nove brani che formano la scaletta, permette di apprezzare anche le influenze più classiche esercitate dai primissimi Helloween e dai Running Wild: nel complesso, spicca l’ottimo lavoro delle chitarre, efficacissime sui ruvidi riff quanto affilate negli assoli, oltre che nell’evidenziare le melodie che innervano i brani. Una proposta genuina, energica ed irruente – un po’ mi ha ricordato i nostri Baphomet’s Blood – che colpisce con “Beyond All Order”, “Deadly Witch” e “Fatal Maze”, a mio parere i pezzi più riusciti di un album i cui ritmi serrati vengono allentati, di tanto in tanto, da qualche passaggio più arioso (la già citata “Fatal Maze”,”Withering Tides Of Space”). Il cantato abrasivo e lacerante di Johnny “Amon” Kröner e una resa alle casse decisamente vintage completano il quadro di un convincente esordio sulla lunga distanza: Withering Tides è un bel debutto, onestamente non un disco da avere a tutti i costi.. a me è piaciuto e, ovviamente, l’ho acquistato! (Luca Avalon)

Mogwai
MOGWAI – The Bad Fire – Usciva il 24 gennaio 2025

Tra i grandi esclusi del 2025, merita di essere citato e brevemente descritto il lavoro dei Mogwai, che dalle alte e fredde scogliere scozzesi fanno calare una corrente calda, umida, leggera. Se la band non ha bisogno di presentazioni, il miglior modo con cui si può rendere omaggio a questo album composto da 10 brani per 54 minuti di musica è non perdersi in elucubrazioni descrittive molto fini a se stessi. Essendo musica perlopiù strumentale, assomiglia all’astrattismo pittorico: il suo significato non può trascendere dal soggetto che lo osserva. Chi non volterà loro le spalle, sarà ampiamente ripagato in neurotrasmettitori quali endorfina e serotonina a pioggia. Le mie preferite? Fanzine Made Of Flesh – Hammer Room. Buon ascolto. (R.M.)

 

 

 

 

PENTAGRAM – Lightning In A Bottle – Usciva il 31 gennaio 2025

Come è stato possibile che ci siamo persi Lightning In A Bottle, il nuovo album dei Pentagram? (Silenzio…) La mitologica/storica band doom metal della Virginia ha letteralmente gettato fuori una dozzina di pezzi sorprendentemente forti e energetici, filtrati attraverso un sound che non rinnega le sue origini degli anni ’70: un rock heavy assai fedele a sé stesso, una vera chicca per gli amanti dei Sabbath e delle origini dell’heavy metal. Non a caso, molti della loro fan base hanno parlato di “istant classic”, “killer album” o di un ritorno alla magia da parte di Bobby Liebling e compagni. Ascoltate anche solo i primi due pezzi e vi accorgerete come la spiritualità di quella voce così estemporanea ed allo stesso tempo biblica vi coinvolga assieme a tutto il contorno di suoni fuzzosi. Sicuramente “Lady Heroin” e “Spread Your Wings” sono i miei brani preferiti, per l’equilibrio melodico e per l’intreccio dinamico, ma de gustibus…In generale, penso che Lightning In A Bottle possa soddisfare i gusti sia dei fan storici che di coloro che seguono la scena doom contemporanea ed aspirino anche a qualcosa di un po’ più moderno; proprio l’ispirazione generale e sorprendentemente solida del disco è capace di ipnotizzare qualsiasi amante del genere – esattamente come fanno gli occhi spiritati di Bobby. Rispetto al più recente lavoro prodotto – Curious Volume – questo è sicuramente un rilancio creativo, che non torna alle origini molto sabbathiane di Relentless, ma è un degno passo in avanti rispetto alla vena introspettiva di Be Forewarned. Un album molto istruttivo per tutti e soprattutto per le nuove generazioni: salvatelo nella vostra discografia! (Ruth Maddison)

 

GRIMA – Nightside – Usciva il 28 febbraio 2025
Dei Grima, duo dei gemelli Sysoev proveniente dalla profonda steppa russa attivo da una decina d’anni, avevo sentito parlare già qualche anno fa. Ma, ahimé, il tempo è tiranno e si fatica davvero tanto a star dietro a tutte le uscite interessanti e mi ero limitato soltanto a qualche canzone qui e là. Pertanto, già da diversi mesi mi dicevo “c’è da recuperare questi ascolti“, ma continuavo a rimandare. Finché il 28 febbraio esce questo disco e ho detto “stavolta no… lo ascolto per forza“. Così eccoci qui, con questo album che, vi dico subito, mi ha colpito sin dalla prima traccia ed è stato in grado farmi pentire di aver aspettato fino ad oggi per questi ascolti. Già con l’intro rimango stupito, perché ormai i gruppi metal utilizzano ogni tipo di strumento da includere nelle loro canzoni, ma l’utilizzo della fisarmonica in un contesto evocativo come questo non è da tutti. Con un risultato incredibile, decisamente azzeccato e amalgamato alla perfezione. Lo strumento è, almeno per noi italiani, fuori dalle coordinate culturali e musicali dello stivale, mentre lo è molto di più andando verso culture balcaniche o comunque spostandosi non di molto a est. Ma rimane il contesto a renderne l’utilizzo molto interessante.
Sempre di Black Metal stiamo parlando. Perché appena parte Beyond the Dark Horizon lo stile e la cifra musicale su cui i nostri si muovono diventa decisamente più familiare, pur restando nell’insieme di quelle realtà capaci di tenere alto (se non altissimo) il livello di attenzione dell’ascoltatore. Per fare questo servono degli artisti in grado di far fluire il proprio flusso di coscienza in maniera incredibilmente naturale e Dal momento che non mi piacciono le recensioni traccia per traccia consiglio ascolto approfondito da parte Vostra, per cogliere tutte le sfumature e particolarità di questo ottimo lavoro. (Enkindled)
DARK HORIZON – 9 Ways To Salvation – Usciva il 14 marzo 2025
I Dark Horizon sono tornati con un nuovo disco. 9 Ways to Salvation vede una nuova formazione e rappresenta una rinascita per la band. Questo lavoro, pubblicato da Underground Symphony, ci fa vedere una band matura che cresce, sia nella creazione dei brani che nello stile che diventa meno sinfonico e, forse, meno “power metal italiano”. Non che sia un male questo, il sound di questo genere ci identifica in tutto il mondo per gli ottimi dischi; i Dark Horizon vanno verso dei brani più heavy, bastano pochi secondi del primo brano “Parasite” per accorgersi. Ottima la prestazione del nuovo cantante Giulio Garghentini, con linee vocali interessanti perfette per le melodie di Daniele Mandelli alla chitarra e Alessandro Battini alle tastiere. Nel comunicato stampa leggiamo che “I testi esprimono la crescente rabbia per un mondo in cui il significato della parola “giustizia” sembra essere stato dimenticato; da qui l’urgente necessità di allontanarsi da persone e situazioni negative, verso una possibile rinascita”. Sia per i pezzi più cadenzati, che per quelli più aggressivi, tutto pare al proprio posto e realizzato con grande qualità e professionalità; dal prog/heavy di “The Spy” e “Waiting” (che bomba, questa) al lento (ma non troppo) “Our Star Is Born”. Splendida la conclusiva “The Theater Of Appearance” ed un punto in più per la bellissima cover di “Precious” dei Depeche Mode. Nel complesso un gran bel disco, se non lo avete ascoltato questo è il momento per recuperare. (Lele Triton)

 

W.E.T. – Apex – Usciva il 28 marzo 2025

Con Apex, i W.E.T. consegnano esattamente ciò che ci si aspetta da loro: un album godibile, immediato, perfetto per essere ascoltato in auto, mentre si lavora o durante la palestra. È un lavoro di easy listening hard rock, fresco, energico e incredibilmente scorrevole. L’elemento che continua a distinguere il gruppo è la presenza della doppia voce di Jeff Scott Soto ed Erik Mårtensson, quest’ultimo anche chitarrista e, per molti – me compreso – una delle voci più interessanti e riconoscibili dell’hard rock melodico contemporaneo. La produzione è pulita, solida e moderna: oggi giorno molti dischi suonano bene, ma i W.E.T. riescono comunque a mantenere un carattere proprio, evitando quella perdita di personalità che spesso colpisce le uscite odierne. Apex è l’album che segna un ritorno in grande stile, grazie all’impatto immediato dei singoli e la forza delle interpretazioni vocali, in particolare nei brani “This House Is On Fire” e “Where Are The Heroes Now”, che evidenziano perfettamente la dinamica tra Soto e Mårtensson, pezzi rimangono impressi sin dai primi ascolti. “This House Is On Fire” emerge subito come uno dei vertici del disco, con un ritornello catchy e le due voci perfettamente intrecciate. “What Are We Fighting For” convince con un equilibrio raffinato tra melodia e forza “Where Are the Heroes Now” colpisce per la sua natura anthemica e per la splendida armonizzazione vocale. E poi c’è “Pay Dirt”, che ogni tanto mostra quel tocco vagamente “Extreme” nel groove e nelle chitarre, e che forse è il mio prezzo preferito. Apex è quindi un album che, pur senza rivoluzionare il genere, ne incarna perfettamente le qualità migliori. Se il disco mantiene la struttura classica dei W.E.T., lo fa con energia, gusto e coerenza. Consigliato senza riserve a chi ama il melodic hard rock e vuole un album potente ma facilissimo da ascoltare. Il mio verdetto finale: un solido 7,5 (RIG).

 

HEAVEN SHALL BURN – Heimat – Usciva il 27 giugno 2025

Gli Heaven Shall Burn tornano con un lavoro potente, compatto e fortemente identitario, in cui il titolo, carico di significati storici, culturali e politici, viene smontato e reinterpretato con intelligenza e rabbia controllata. Heimat è uno di quei dischi che non si limitano a essere ascoltati: ti travolgono e ti portano a prendere una posizione. E’ una sintesi matura di tutto ciò che la band ha costruito negli anni. Il metalcore resta l’ossatura principale, ma è arricchito da influenze death metal melodiche, suoni massicci e arrangiamenti epici. Le chitarre sono taglienti ma mai caotiche, i breakdown colpiscono con precisione chirurgica e la sezione ritmica spinge costantemente in avanti, senza lasciare momenti morti. La voce di Marcus Bischoff è uno degli elementi più convincenti del disco: ruvida, autorevole, sempre al servizio del messaggio. Non cerca virtuosismi inutili, ma trasmette urgenza e convinzione, rendendo credibile ogni passaggio, sia nei momenti più aggressivi sia in quelli più solenni. A livello tematico, Heimat è un disco profondamente politico, ma non didascalico. Gli Heaven Shall Burn parlano di appartenenza, responsabilità collettiva, memoria storica e resistenza contro l’odio e l’esclusione. È un album che rifiuta l’idea di “Patria” come confine chiuso, trasformandola invece in uno spazio di valori, lotta e solidarietà. Questo approccio dà al disco una forza ulteriore, rendendolo attuale e necessario. In conclusione, Heimat non è solo un buon disco, ma è il lavoro di una band che non ha paura di evolversi, di esporsi e di usare la musica come mezzo di riflessione oltre che di impatto. Un disco feroce, lucido e profondamente coerente, che conferma gli Heaven Shall Burn come una delle realtà più solide e significative del metal europeo contemporaneo. (Ugo.A)

 

BLACKBRAID – III – Usciva l’8 agosto 2025
Esce nel 2025 il terzo album del progetto Blackbraid. Si, perchè questa non è una band, un solo musicista (Sgah’gahsowáh, un nome Mohawk che dovrebbe significare “falco strega”) che ha partorito di black metal atmosferico su nativi americani, natura, mitologia… Tutto però suona come se ci trovassimo nelle terre desolate del Nord-europa. Una manciata di pezzi belli cattivi, un pò di intermezzi strumentali, una cover (Fleshbound, Lord Belial) ed il risultato è un disco molto godibile e ben suonato. Impossibile non apprezzare brani come “The Dying Death Of A Sacred Stag” o “God Of Balck Blood”, dove si possono ritrovare sonorità degne di Immortal e Dissection dei tempi migliori, o la strumentale “Traversing The Forest Of Eternal Dusk”. Molto interessante anche la lunga “Tears Of The Dawn” dove riesce a sviluppare un sacco di idee, siamo oltre i nove minuti di musica. Un progetto interessante, un disco ben suonato e con registrazione cristallina, un artista bravissimo. Non perdetevi questo disco, e recuperate anche i precedenti. (Lele Triton)
WARMEN – Band Of Brothers – Usciva il 15 agosto 2025
I dischi dei Warmen funzionano, non c’è niente da fare! Niente di nuovo sul fronte finlandese, sia chiaro, ma dove gli album precedenti cercavano di puntare tanto sugli assoli di chitarra, in “Band Of Brothers” Janne torna a farla da padrone. Ovvio che i riff di Petri Lindroos sono centralissimi e anche molto belli, ma tutto il sostrato armonico è 100% Wirman. Le strutture dei brani ricordano gli ultimi Children Of Bodom con un piglio leggermente più thrash e meno cervellotico. L’inserimento di Petri come unico cantante ha dato un senso di gruppo più forte rispetto a prima, quando i Warmen erano il progetto parallelo di un componente di una band famosa. Compatti come suggerisce il titolo, non lasciano spazio ad interpretazioni. Band Of Brothers è diretto e sempre ad alta tensione, esattamente come la serie tv dalla quale prende il nome. Piccola chicca apprezzatissima è la cover di “Kiss Of Judas degli Stratovarius e, dato che questi sono musicisti di vecchia data, non siamo di fronte ad una cover nota per nota, ma bensì la loro interpretazione di un classico senza tempo di una band connazionale. Un bel disco potente per i fans dei COB grandi e piccini. (Power Paul)
HELSTAR – The Devil’s Masquerade – Usciva il 12 settembre 2025
Dopo una breve e sintetica introduzione, i cinque texani premono PLAY nella sezione del mio cervello dedicata al godimento. Batteria cruda, basso in prima linea, chitarre chirurgiche che duettano e si intrecciano in melodie intriganti. Il timbro di voce del “Vampiro” James Rivera, con le sue coloriture e passaggi dal pulito più cristallino e pungente, allo scream più furioso mantiene l’attenzione dell’ascoltatore incollata ad ogni sillaba pronunciata. Menzione d’onore per il lavoro svolto dal giovane chitarrista solista Alan DeLeon Jr., che con il suo sorriso stampato in faccia, riesce a far sembrare semplici assoli che non lo sono affatto, anzi. Fin dalla prima traccia, infatti, si mette in mostra utilizzando in modo squisito la leva del tremolo ricordando da vicino lo stile del Maestro Andy LaRoque. La matrice da cui derivano i brani contenuti in questo nuovo lavoro marchiato Helstar è esattamente quella dei fasti ottantiani. Remnants Of War (1986), A Distant Thunder (1988) e la perla nera Nosferatu (1989) ritornano finalmente alla vita tra i solchi di questo incredibile album. Heavy, Speed, US Power, Thrash si ritrovano qui dentro rimodellati con una tecnica strumentale mai fine a sé stessa, bensì a tutto beneficio di un modo di scrivere musica encomiabile. The Devil’s Masquerade, ha visto la luce il 12 settembre 2025 per la tedesca Massacre Records. Il disco è stato prodotto e missato dal chitarrista della band, Larry Barragán, presso gli Hombre Malo Studios di Houston, con il mastering a cura di Robert Colwell. (Azzi)

 

OUTERBURST – Witchcraft – Usciva il 24 ottobre 2025
Gli Outerburst nascono nel 2015 come progetto studio dal bassista e produttore Santo Clemenzi (From The Depth, Mindohm), affiancato dal batterista Massimo Goletti, suo storico compagno di sezione ritmica fin dai tempi dei Deimos, dal chitarrista statunitense Erik Peabody (Viking Guitar) e dal cantante e doppiatore tedesco Michael Gildner. Un EP nel 2016 e con integrazioni nella formazione con il chitarrista canadese Xavier Filion (Emblem for Damnation) e Gianpiero “Jump” Milione (From The Depth) ecco che sono pronti per l’album Witchcraft. Il disco apre con “Inception”; un intro? No, molto di più, una bella traccia strumentale articolata e che introduce alle sonorità di questo lavoro. La successiva è la titletrack, un bel prog-metal mescolato con l’epicità dei Blind Guardian (le voci ed i cori richiamano molto certe loro composizioni), tastiere vengono inserite per aumentare l’atmosfera che resta sempre dark & heavy. Si rallenta un attimo con “The Gathering” senza perdere in potenza o atmosfera per passare a “Tormented”, riff veloci e tappeti che richiamano il sinfonico power metal; ma il brano prosegue su sonorità ben più oscure, essendo ispirato a “L’uomo della folla” di E.A. Poe. Interessante l’apertura elettronica di “Survival Of The Fittest”, solite chitarre pesanti che si fermano per l’apertura della strofa per poi riprendersi lo spazio necessario; anche qui le armonizzazioni delle voci rende il brano spettacolare. “Bloodshot Eyes”, con Buzz dei Memories of a Lost Soul alla voce spinge mostrando l’animo più estremo degli Outerburst, del resto l’aggressività del tappeto ritmico porta tranquillamente ad aspettarsi del growl. La successiva strumentale “At The Mountains of Madness” ci porta nel mondo di Lovecraft con paesaggi sonori cupi e un assolo di chitarra ipnotico di Glen Drover (ex Megadeth, King Diamond). “The Fallen Angel Rebirth” richiama l’ultima produzione dei Symphony X mescolata con il power metal tedesco moderno, altro bel pezzo prima della conclusiva “Phenomena” che chiude questo lavoro con un omaggio alle colonne sonore horror dei Goblin e all’influenza agghiacciante dei film di Dario Argento. Un gran bel disco, massiccio e corposo; forse pure troppo? No, non è mai troppo, anche se manca uno di quei pezzi che resti subito in testa, servono un pò di ascolti per assorbire tutto questo. Tecnica da vendere, ma mai fuori posto, pezzi scritti bene, chitarre cattive e suoni scuri, voci potenti: questo è il prog metal degli Outerburst. Una solida realtà della scena metal underground. (Lele Triton)

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