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Il 6 febbraio 2026, il chitarrista newyorkese Joe Bonamassa, ci lancia una bombetta non trascurabile, ovvero l’album B.B. King’s Blues Summit.
Questo disco, composto da ben 32 tracce, suddivise in due dischi, sono la dichiarazione d’amore di Bonamassa nei confronti del blues e nei confronti del padre del genere, B.B. King.
Come in tutti i suoi lavori, Bonamassa non lascia mai nulla in mano al caso, sceglie in maniera tremendamente attenta ogni singolo artista che collabora con lui a questo disco, tra cui possiamo ammirare collaboratori e artisti del calibro di: Slash, Miles Kennedy, Shamekia Copeland, Eric Clapton, Chaka Khan e molti altri; citarli tutti si può considerare sequestro di persona.
Il brano “The Thrill Is Gone” con il sopracitato Clapton è una chicca da tenere strettamente in considerazione, così come “Let The Good Times Roll” con Kenny Wayne Sheperd.
Non mi perdo troppo nella descrizione dell’album, c’è poco da dire, va ascoltato, senza ombra di dubbio, la storia e il cuore del blues sono racchiusi in questo disco che, può essere tranquillamente apprezzato anche da i non puristi del genere, King ha lasciato un segno indelebile in ogni epoca, che ha attraversato e soprattutto nella vita dei suoi ascoltatori, Bonamassa non solo celebra un artista incredibile, ma ci rende partecipi di un suo momento speciale, ovvero quando a dodici anni, già dimostrava di essere un chitarrista prodigioso, King lo fa salire sul palco con lui e successivamente se lo porterà in tour.
Un disco come questo non stufa mai, è un continuo crescendo di emozioni, che consiglio veramente a tutti, agli amanti del genere e non, merita di essere inserito fra le colonne portanti del blues.
Scrivere questa recensione è stato veramente un piacere, perché, oltre al metal, il blues è uno di quei generi, che mi regala emozioni e brividi, inoltre, per chi fosse interessato, Bonamassa si esibirà all’Unipol Forum di Assago il 4 novembre 2026, se vi va, ci vediamo lì e in ultimo, non mi resta che augurarvi… buon ascolto.



