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Storie di Metal: mai mollare! Una sana caparbietà, unita a una passione genuina per la musica, ha permesso agli Heavenfall di pubblicare, dopo oltre una decade, il loro secondo album, intitolato Thorn.
Il gruppo milanese ha dovuto affrontare, nel corso degli anni, diverse vicissitudini, legate prevalentemente a cambi di formazione. Il nucleo storico composto dal cantante Dest e dal chitarrista Pave non si è mai dato per vinto e il gruppo ha saputo mantenere vivo il proprio nome, esibendosi spesso nei locali lombardi. Ed è proprio questo il punto cruciale! Quando gli Heavenfall hanno avuto la possibilità di esibirsi fuori dalla loro regione, sono stati notati e apprezzati anche da chi non li aveva mai visti prima. L’attenta Rockshots Records non se li lascia scappare e pubblica il loro nuovissimo album.
Dall’esuberante debutto Falling From Heaven, lavoro intriso di uno sfrontato metal classico, condito da una sana rabbia adolescenziale, si passa a Thorn che, inevitabilmente, ci presenta una band più matura e consapevole. Il suono si fa più “moderno” (si guarda oltreoceano, scuola Nevermore), complici delle soluzioni ritmiche telluriche e variegate, che già avevano avuto modo di svilupparsi parzialmente nell’EP The Besiders. L’ottima produzione riesce a esaltare perfettamente la nuova direzione intrapresa, grazie a un suono potente e, al contempo, chiaro e preciso. Emerge, oltremodo, una vena piuttosto intimista e malinconica, invero non del tutto estranea al gruppo (già presente in alcuni vecchi brani).
La partenza è col botto, con due dei brani più diretti e potenti del disco. “Squall-led”, scelto come singolo apripista, ci mostra la rabbia degli Heavenfall che sprigionano un’energia oscura, introducendo brevi inserti di cantato estremo che si accostano alla voce graffiante e potente di Dest. Una ritmica terremotante non preclude affatto la melodia del pezzo, specie nel ritornello che ti si stampa in testa. Il successivo “Sudden Zenith” è caratterizzato da un ossessivo giro di chitarra che fa da contraltare a delle strofe potenti e arcigne. Il ritornello ti entra dentro fin da subito, con un Dest capace di interpretare alla grande il tema del brano. Ottima anche la sezione solista delle chitarre che che si fonde con la parte più caratteristica del ritornello: tutto davvero ben concepito!
Con “No Candlelight”, gli Heavenfall fanno emergere la propria verve introspettiva, grazie a momenti decisamente pesanti, con le ritmiche in evidenza, in contrasto con la forte melodia del ritornello. Sicuramente uno dei punti alti del disco. Un altro pezzo molto particolare è “Lingering Under The Acid Rain”, che si apre con dei cori che richiamano addirittura i Queen! Il tutto si sviluppa in maniera lenta, quasi soffusa, in un crescendo metallico che mantiene però in evidenza la melodia portante del brano, benché supportata da una ritmica deflagrante.
Non ci sono cadute di tono in questo Thorn, e ogni brano è una storia a sé, con la propria personalità ed energia. “The Wind Chimes Garden” è un altro dei miei pezzi preferiti, che mostra ancora una volta il lato introspettivo e intimo della band. Il cantato iniziale mi ha ricordato molto il Bruce Dickinson solista. La sezione ritmica è nuovamente dinamica, dando colore al pezzo, grazie anche all’ottima interpretazione vocale. Stacchi acustici e parti lente si alternano ai momenti prettamente metallici e oscuri. Quando pensi si sia già raggiunto il culmine, gli Heavenfall ti piazzano in chiusura “Stramonium”, il brano più lungo e intricato dell’intero lavoro (nonché di tutta la loro produzione). Un brevissimo stacco acustico introduce un riff “grosso”, supportato da una ritmica tonante. Le iniziali parti vocali paiono sofferte, a tratti quasi strazianti; il tutto si alterna a sfuriate metalliche e a repentini cambi di umore, che non danno tregua all’ascoltatore. È proprio questa la bellezza della composizione, che si sviluppa in maniera assolutamente imprevedibile. Glorioso epilogo!
Thorn è quindi un disco maturo, al contempo fresco, che va assaporato con passione dato che cresce ascolto dopo ascolto, rivelando nuovi dettagli un poco alla volta. Grande ritorno e una nuova pelle per il gruppo milanese che pare ansioso di recuperare il tempo perduto. Non posso che consigliare l’ascolto di questa nuova fatica degli Heavenfall, altresì raccomandandovi di non perderli dal vivo.



