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SKUNK ANANSIE
PISA, Piazza dei Cavalieri
26 luglio 2026
È proprio un pomeriggio spento, quello che si vive a Firenze nell’ultima domenica di luglio di questa caldissima estate. Giusto una brezza leggera si insinua tra le finestre del mio appartamento e mi ricorda, come all’improvviso, l’appuntamento di stasera nella maestosa piazza de’ Cavalieri, a Pisa: Skunk Anansie!!!
Così, con il vento a favore, cavalchiamo l’onda della FI-PI-LI, grazie alla quale in un’ora esatta siamo alle porte della vecchia repubblica marinara. Mangio un appetitoso “sgabeo” – una sorta di ficattola/coccolo gigante con salume e formaggio a piacere – birrino e sigaretta, evvai…
L’inizio è decisamente importante con “This Means War” (fuckers), suonata all’arrembaggio della piazza con basse potentissime che ti entrano subito nella cassa toracica. La mastodontica “Charlie Big Potato” mi fa scendere qualche lacrima dagli occhi… mi ricordo esattamente l’estate in cui ho ascoltato per la prima volta Post Orgasmic Chill; avevo circa 16 e quel mix di strana dolcezza, quel suono distorto macchiato e così basso, il video dark, la linea vocale così melodica, mischiata agli archi… l’emozione fu fortissima. Insieme allo stupore. Geni assoluti. Così, ecco che quasi trent’anni dopo averceli davanti è davvero una grande scarica di endorfine!
Li trovo, tra l’altro, anche in una discreta forma – tutti tranne Skin, la stessa fottuta ed imperterrita trentenne :) – una ventina di chili in più a testa – meno di un chilo all’anno, mi sembra più che accettabile – la stessa formazione e la stessa attitudine punk. Gorgeous… La anglo-jamaicana capellona è un vero e proprio adolescente scatenato, che veste la giacca oversize del padre, salta e canta da Dio; dietro di sé, in alto come un papa, il direttore d’orchestra: alla batteria sir Mark Richardson.
Alla destra della capellona, il mitologico Ace – che compositore, ragazzi – quattro cabinet di chitarra dietro di sé, uno diverso dall’altro con altrettante testate infilate nel rack a far intendere quanto ci ha studiato su e che i suoi “schiavi” sono ben addestrati a lavori di schiena… a sinistra, il dio pagano, Cass, il bassista che ogni gruppo vorrebbe avere nella sua band. Eclettico, puntuale, bello e presente sul palco, con un sound unico e riconoscibile.
La performance scorre via piacevolmente, è ormai notte e la città vibra insieme ai colpi super fat della cassa. Tra i pezzi che ricordo ci sono: “Lately”, “Hedonism”, “Weak”, “Because Of You”, “Secretly”, “Yes, It’s Fucking Political”, “Twisted (Everyday Hurts), “You’ll Follow Me Down” in chiusura in una semplicissima quanto efficace versione acustica.
Infine, un abbraccio caloroso e politicamente schierato con in playback la versione di “Bella, Ciao!” cantata da Skin insieme a Cristiano Godano dei Marlene Kuntz.
Opinione? Concerto veramente di gran classe. Semplice e pieno di energia, come dev’essere secondo me un live. Scenografia minimale, esecuzione eccellente, grande calore da parte della band – di cui fanno parte anche i fonici, chiamati sul palco – Skin super partecipe ed attiva, che ama stare tra il pubblico ed improvvisare, oltre ad uno stage diving, un divertito ballo in mezzo alla folla: prezzo del biglietto ampiamente meritato.
In conclusione, gli Skunk Anansie si confermano come una delle più grandi ed influenti rock band della storia e, soprattutto, si confermano all’altezza della loro fama negli anni.








