SAVIOR FROM ANGER – Pure Steel Records Years 2014/2017 Rare And Unrealesed

Titolo: Pure Steel Records Years 2014/2017 Rare & Unrealesed
Autore: Savior From Anger
Nazione: 2026
Genere: Heavy metal
Anno: 2026
Etichetta: MRM Productions

Formazione:

Bob Mitchell – Voce
Marco Ruggiero – Chitarra
Franco Fiordellisi – Basso
Michele Coppola – Batteria


Tracce:

01. Across The Sea
02. In The Shadows (alternative version)
03. Bright Darkness
04. The Eye
05. Thunderheads
06. Chosen Ones
07. The Calling
08. Starlight
09. The Eyes Open Wide
10. Repentence
11. Temple Of Judgment
12. In The Shadows


Voto del redattore HMW: 7/10

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Solitamente queste operazioni di ripescaggio non mi entusiasmano e faccio fatica ad ascoltarle. Non so perchè, ma il voler scavare nel passato per riproporre brani già pubblicati o riesumare dal cassetto pezzi indediti “dimenticati”, in versione riarrangiata, remixata e rimasterizzata, mi fa venire l’orticaria. Quindi sono partito prevenuto quando ho iniziato ad ascoltare Pure Steel Records Years 2014/2017 Rare & Unrealesed. Quasi svogliato.

Miracolo di San Gennaro,  questo lavoro dei nostrani Savior From Anger, invece, l’ho trovato interessante e l’ho ascoltato volentieri senza ausilio di creme particolari contro l’irritazione. Ci troviamo di fronte al master originario bocciato da Pure Steel Records, che fu riregistrato in un mega studio in Germania. Chiariamo però, fin da subito, che il disco lo catalogo come pezzo da collezione per gli amanti della band e di chi abbia voglia di ascoltare del buon heavy metal vecchia scuola contaminato dal thrash, speed e power e non come tassello di un percorso evolutivo del gruppo. Nel 2026, direi di no.

Per festeggiare il decennale di Temple Of Judgment, i nostri eroi oltre a riproporre gli stessi brani con l’aggiunta di una versione alternativa di “In The Shadow”, ripropongono anche quasi la stessa formazione.

Quindi questa operazione diventa ancor più interessante se consideriamo che alla chitarra troviamo il sempiterno Marco Ruggiero, al basso Franco Fiordellisi, alla batteria Michele Coppola e alla voce, udite udite, Bob Mitchell!!! Che dire, un bel colpaccio.

La riedizione è ad opera della MRM Productions, dello stesso Ruggiero. Per quanto riguarda la copertina, non è che ci siamo proprio sprecati eh… Per quanto riguarda, invece, la produzione, ci troviamo di fronte ad un suono volutamente schietto. Il fatto di aver voluto mantenere l’anima grezza, dura e grondante energia, è un punto decisamente a loro favore. Nessun compromesso moderno, nessuna asetticità a piallare il sound per renderlo “pulito”. Bensì solo passione e sudore che escono dalle casse accompagnate dalla voglia di suonare sempre e solo heavy metal da parte di questi quattro musicisti che, fortunatamente, continuano a portare avanti il loro discorso e la loro filosofia metallica senza badare alle mode o ai gusti del momento. Cavalieri medievali armati di strumenti e determinazione, non so se senza macchia, ma certamente senza paura. I Savior From Anger me li immagino così.

Voglio segnalare i tre brani che oggi, come allora, mi hanno fatto alzare dalla sedia per lanciarmi in un headbanging sfrenato. La prima è “Bright Darkness”, caratterizzata da un incedere galoppante e trascinante, la seconda è “The Eye”, con la sezione ritmica che diventa un tessuto grezzo sul quale la chitarra di Marco può intelare e disegnare i suoi molteplici e rocciosi riff. Per finire, “Across The Sea”, la quintessenza del metal made in U.S.A.

Un plauso alla voce di Bob, sempre efficace, sempre ispirata e interpretativamente sul pezzo. Era il valore aggiunto nel disco del 2016, lo è ancora oggi.

I richiamo al metal americano di Vicious Rumors e Metal Church sono molto forti. Ed essendo queste due band due gruppi che amo, personalmente, non posso che esserne compiaciuto. Vivamente e visceralmente.

Alla fine dell’ascolto ci si rende conto che questo disco è stato concepito nel verso giusto. Pane al pane, vino al vino. Genuino come deve essere l’heavy metal classico. Senza troppe mega-sovra- sotto-di lato- incisioni a rovinarne la purezza. Bravi Savior From Anger, siete riusciti a convincermi e, come me, credo anche chi abbia amato il vecchio Temple Of Judgment.

Per chi non conoscesse il gruppo, questo potrebbe essere un buon punto di partenza. Un ascolto che riesce a dare un’infarinatura di quanto abbiano rappresentato e quanto rappresentino ancora per il metal italiano questi “attempati” (non prendetevela, credo che più o meno siamo coetanei) musicisti campani.

Mezzo punto in meno all’originale del 2016, ma questo mi sembra ovvio, giusto e rispettoso verso quell’album di grande fattezza che dieci anni fa reputai, e reputo ancora, un gran bel disco facente parte della nostra produzione metal italiana.

Non c’è niente da fare, il classico non muore mai e sta bene con tutto. Ora, basta raccolte e affini, e album nuovo nel 2027. Che ne dite?

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