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Le piratesse Spagnole Pirate Queen tornano a solcare i mari con il loro secondo album Traveling Around The World, pubblicato dalla Svedese Despotz Records.
Per fare un’analisi musicale voglio prima dedicare due parole al concetto anglosassone di “Gimmick”, traducibile in italiano in “espediente”, ma che assume un valore più intenso in ambito di marketing: il gimmick è quella particolarità che ti fa emergere e ricordare, quel trucchetto di pubblicità o visivo che permette al prodotto di arrivare all’anima (o al portafoglio) dello spettatore/cliente.
Dove vediamo il gimmick in ambito musicale? Ovunque. Pensate ai Lordi, ai Gwar o ai Kiss, emblema del gimmick massimo, con i make up estremi.
Bene, chiarita la base lessicale, nel metal negli ultimi anni i gimmick stanno diventando la parte più importante e fondamentale di un certo filone artistico molto vicino al power, enfatizzato prima con i Sabaton, guerre e carri armati, seguito subito poi con i vari Powerwolf, lupi e messe, Ghost, messe e… messe, i Twilight Force, draghi elfi e Dungeons And Dragons, ecc.
Ora le nostre Pirate Queen prendono spunto per l’ambientazione piratesca dei più famosi Vision Of Atlantis, stesso gimmick (ma chi di noi all’anagrafe ha 1900 come inizio dell’anno di nascita è probabile che i Running Wild di Rock ‘n’ Rolf saltino alla mente ben prima). Anche i nomi marketing degli stessi componenti richiamano al mondo dei mari per mantenere coerente il tutto con il gimmick di cui sopra.
Ma cosa suonano le cinque ragazze spagnole? Di base fantasy power metal, che spesso strizza l’occhio all’heavy metal più melodico, sempre caratterizzato dalla voce di “Her Majesty Elizabeth Noir Nuit”, al secolo Sara Mateo Vidaña. Tempi sostenuti, a volte più controllati si alternano su una struttura sempre immediata e di facile presa, che strizza l’occhio al trend moderno del metal melodico. Dopo un intro narrato parte l’apertura di “Sailing Around The World”, in cui si possono apprezzare i suoni di chitarra presenti e possenti di Destiny Grieflord (Patricia Martínez-Abarca Ruiz, che fu chitarrista della band Dogma) e Victoria Pearl Fata-Morgana (Abril Gutiérrez Martínez). Le melodie sono ispirate ai canti pirateschi, esattamente come nella successiva traccia “William Kid” che racconta la leggenda del celebre corsaro scozzese con un taglio epico e un ritornello ben costruito, pensato per far cantare dal vivo il pubblico, sostenuto da un buon intreccio tra chitarre e orchestrazioni e da una sezione ritmica compatta e veloce.
Segue “Ciudad de Tacoronte”, per me il miglior momento di questo Traveling Around The World, in cui le Pirate Queen si prendono uno spazio più narrativo e infilano qualche frase in spagnolo. Su questa canzone il timbro vocale della cantante “Her Majesty Elizabeth Noir Nuit” risulta più pieno e con una resa migliore rispetto ai brani più lanciati. Si passa a lidi più tipicamente power metal con “Her Majesty Captain Destiny Grieflord” autoproclamazione della omonima chitarrista, ma che sfocia in una canzone piuttosto piatta in cui si salvano solo le melodie di chitarra, i cambi repentini di tempo sembrano davvero appiccicati da dei copia/incolla brutali. Voci alte e squillanti aleggiano su “Lyxion”, incentrata su un’isola mistica in cui le cinque Piratesse si sono conosciute nella storia raccontata nei testi. Brano mediamente veloce che passa abbastanza inosservato nel contesto, con un ritornello in 2/4 semplice e diretto ma facilmente dimenticabile. Paradossalmente il canto di mare “Shanty” spicca su altri brani pur essendo un momento di transizione nel disco, un mantra da marinaio con percussioni e coro maschile di sottofondo.
Chiude “On The Sea” un brano energico e positivo che racchiude tutte le soluzioni già adottate, soprattutto con le melodie di chitarra nei temi, creando un power metal altalenante fra rallentamenti negli incisi e tappeti in doppia cassa nei ritornelli. Poco più di mezz’ora di power metal a tema piratesco.
La copertina è stata realizzata dall’artista José Antonio Vives, che ritraendo le cinque piratesse con un disegno a mano dà un bel segnale nella triste era delle grafiche IA alla portata di tutti.
Se rientrate nei fan dei gruppi moderni alla Beast In Black o Ghost e amate il power metal e le voci femminili forse potreste trovare qualcosa di interessante in questo Traveling Around The World delle Pirate Queen, ma per molti dopo un primo ascolto potrebbe passare nel dimenticatoio, sebbene le potenzialità ci siano!



