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Metalitalia Festival 2026 – Warm Up
DARK LUNACY – The Foreshadowing – Game Over – Duir
Bloom, Mezzago (MB)
25 settembre 2026
Il “Warm Up” del “Metalitalia Festival” è un bell’appuntamento che anticipa il festival vero e proprio per permettere a noi appassionati di vivere una giornata in più di musica metal dal vivo insieme a band italiane sempre di notevole interesse. Quest’anno ci saranno quattro gruppi a completare la line up, e, visto che due le conosco e mi piacciono parecchio, non posso assolutamente mancare.
L’evento è gratuito per i possessori dell’abbonamento per i due gironi di festival. Per chi ne è sprovvisto, dieci euro. Direi non male.
Dark Lunacy, The Foreshadowing, Game Over e Duir, quattro gruppi che suonano generi diversi in una sola occasione. La cosa mi intriga parecchio e quindi, non volendo perdermi nulla, parto da Torino alle 15,00 direzione B&B. Arrivo alle 18,00 dopo aver tirato giù una moltitudine di santi. Coda mostruosa a Milano che vanifica completamente la mia partenza “intelligente”, in quanto, la settimana della moda ha riversato una moltitudine di persone, evidentemente tutte arrivate con l’automobile, nel capoluogo lombardo. Il “nervosimetro” personale segna il massimo.
Rapido check-in e poi via, verso il Bloom di Mezzago, dove spero di rimanere pienamente soddisfatto come l’anno passato, quando gli MBR erano stati protagonisti di una prova superlativa che mi aveva fatto innamorare di loro.
In ogni caso, arrivo appena in tempo per il primo gruppo. Bene, sono le 19,00. Cominciamo questo lungo week-end all’insegna del metal.
I Duir si presentano incappucciati, mascherati e indossando delle simil-tuniche con le braccia pitturate di nero con venature fluorescenti. Molto d’impatto, molto black metal, molto bene.
Provengono da Verona e hanno all’attivo due album di cui l’ultimo, Catarsi, è uscito a giugno di quest’anno. La loro è una proposta folk black metal con melodie vocali interessanti. Purtroppo questa sera mancherà la parte folk. Il polistrumentista TZ non ha potuto essere presente e quindi niente ghironda, cornamusa e flauto. Accidenti!
La loro performance è un’esperienza travolgente e ipnotica. L’atmosfera cupa creata dalle sonorità oscure da loro profuse intrappola l’ascoltatore in una sorta di rituale arcaico. Molto coinvolgente sia dal punto di vista sonoro che da quello musicale, il loro live ha catturato l’attenzione di tutti i presenti. In un silenzio quasi mistico, la concentrazione del pubblico verso quanto stava accadendo è stato un sintomo di grande rispetto che la platea ha riservato ai Duir, un rispetto meritato e sentito.
Siamo di fronte ad un gruppo che si è formato nel 2013 e che ha già maturato un’esperienza di notevole importanza. Esperienza che la band riesce a trasmettere in tutta la sua interezza attraverso le indubbie capacità tecniche di tutti i singoli musicisti. La crudezza è intrinseca nei loro brani, un muro sonoro continuo e lamentoso, malinconico e avvolgente. Non riesci mai a distrarti perché una volta che hai iniziato ad ascoltare, ci rimani “dentro” fino alla fine.
Al termine dell’esibizione ci si è sentiti come frastornati e come usciti da un limbo in cui la nostra mente stava lentamente viaggiando. Molto forte come sensazione ed esperienza.
Consiglio di viverla.
Consiglio di vivere un concerto dei Duir.
Scaletta Duir
01. Manifesto
02. Di Nessuno
03. Impeto
04. Della Notte
05. Del Giorno
Formazione Duir
Vox In Umbra – Voce
MK – Chitarra
Skryer – Chitarra
P – Batteria
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Obelix diceva “S.P.Q.R., sono pazzi questi romani”. Io la declinerei in “sono pazzi questi Game Over”. I loro concerti sono un concentrato di pura adrenalina, energia, follia e thrash metal. Il tipo di thrash metal che ti fa scapocciare fino allo svenimento. La grinta che questi ragazzi mettono sul palco è incredibile. Non stanno fermi un attimo, si agitano, si muovono, insomma, fanno tutto quello che si dovrebbe fare in un live che si possa definire metal.
Da subito noto che qualquadra non cosa. Leonardo ha sbagliato lo strumento, è alla chitarra. “Ziro” si è sobbarcato tutto il lavoro nell’ultimo loro album, When Darkness Falls, e la domanda di come avrebbero fatto dal vivo me la sono posta. La risposta l’hanno trovata in casa. E Leonardo mi ha stupito, ma come viaggia con ‘ste dita? Al basso c’è Luca Marmi degli Unbirth e Inverecund.
La scaletta è incentrata sulle loro ultime due produzioni, tranne “Neon Maniacs” che arriva dal loro terzo disco Crimes Against Reality.
Partono subito a razzo con tre brani del lavoro più recente, “Two Souls One Flesh”, “Break Away” e “Fight For Your Mind”. Quello che più mi piace di loro è il fatto che si divertono veramente. A loro piace quello che fanno, piace suonare e questo riescono a trasmetterlo. Danny è un cantante thrash coi controfiocchi (pensavate a un’altra parola eh?) e lo stesso “controfiocchi” dicasi di Vender, un motore umano piazzato dietro ad una batteria.
Lo show continua con “Grip Of Time” e “Neck Breaking Dance” da Face The End, e il registro non cambia. Velocità e cazzimm’.
Non si poteva che chiudere che con “Lust For Blood”. Eroici.
Sudore, passione e bravura. Ecco a voi i Game Over!
Scaletta Game Over
01. Two Souls One Flesh
02. Break Away
03. Fight For Your Mind
04. Grip Of Time
05. Neck Breaking Dance
06. Curse Of Strahd
07. Veil Of Insanity
08. Neon Maniacs
09. Lust For Blood
Formazione Game Over
Danny Schiavina – Voce
Leonardo Molinari – Chitarra
Anthony “Vender” Dantone – Batteria
Luca “Ziro” Zironi – Chitarra
Luca Marmi – Basso
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La band capitolina riporta la calma dopo la tempesta. I The Foreshadowing hanno una intensa forza espressiva, una forte identità caratterizzata dalla voce di Maro Benevento, dal muro di chitarre di Gabriele Giaccari e Alessandro Pace, dalla ritmica puntuale e trascinante di Giuseppe Orlando e dalle atmosferiche ambientazioni create dalla tastiera di Francesco Sosto.
Il loro gothic/doom metal dalla personalità marcata viene proposto in maniera elegante e molto coinvolgente.
Il loro nuovo disco uscirà a novembre con il titolo Ozymandias e il gruppo ci regala come brano d’apertura il nuovo singolo “The Wave Is On The Right Side”. La loro produzione vanta sei album e la scaletta di questa sera spazia dal loro debutto fino al loro ultimo (ancora per poco) New Wave Order.
Di particolare impatto “Our Nigtmares Call” e “Second World”, pezzi che ci catapultano in un universo parallelo di suoni avvolgenti e ammalianti. “Eschaton” me lo sarei aspettato in chiusura, ma va bene lo stesso, l’importante è sentirlo di nuovo. Non stanca mai.
“Fall Of Heroes” è l’ultimo brano. Una calata di sipario ineccepibile. Abbiamo assistito all’ennesima prova maiuscola di un gruppo italiano di levatura internazionale. Tutto è studiato perfettamente nei minimi particolari per permettere al pubblico di trascorrere un tempo “speciale” insieme a un gruppo di musicisti eccezionali.
La soddisfazione è visibile sul volto di tutti i presenti. Ne è valsa la pena , un concerto generoso di emozioni e che purtroppo non dura quanto avrebbe meritato. Ma ce lo facciamo bastare e ce lo teniamo stretto. Un piccolo tesoro da custodire gelosamente.
I The Foresghadowing da Roma. Che classe.
Scaletta The Foreshadowing
01. The Wave Is On The Right Side
02. The Forsaken Son
03. Our Nightmares Call
04. Second World
05. Oionos
06. Eyes Of A Dawn
07. Eschaton
08. Fall Of Heroes
Formazione The Foreshadowing
Marco Benevento – Voce
Gabriele Giaccari – Chitarra
Giuseppe Orlando – Batteria
Francesco Sosto – Tastiera
Alessandro Pace – Chitarra
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Ed è il momento degli headliner. I Dark Lunacy li ho ammirati l’anno scorso al Metal For Emergency. Avete letto bene, ammirati. Perché l’anno scorso erano stati protagonisti di una prova sontuosa. Questa sera ammetto di avere una voglia matta di ascoltarli e, nell’attesa, faccio una capa tanta al mio amico di viaggio Piero, che non conosce il gruppo, decantando le lodi e le qualità della band. Forse ho alzato troppo le aspettative? Vi dico solo che, a fine concerto, Piero compra due cd. Ed io? Io no, li ho già tutti.
Ma lasciando da parte la componente acquisti, devo dire che questi quattro artisti migliorano invecchiando.
Dopo un inizio con un problema tecnico al microfono di Mike, alla fine ha praticamente “saltato” tutto il primo brano, finalmente le cose si sistemano. E, da questo momento, assistiamo alla riproposizione live di tutto l’album The Diarist. Spiacente per chi era assente, ma si è perso un evento eccezionale.
A risentirlo pare uscito ieri talmente è “attuale”. Tra un pezzo e l’altro Mike ci racconta le canzoni, la loro genesi, il loro significato, condividendo pensieri che impreziosiscono ulteriormente il momento magico di questo festeggiamento del ”ventennale” del disco in questione. Sul palco sale anche Lucia Amelia Emmanueli che ci delizia con la sua incantevole voce, già presente in alcuni brani di “The Diarist”. Un visibilmente emozionato Mike la presenta al pubblico, ricordando la giovane età della bravissima cantante al momento delle registrazioni dell’album.
C’è ancora tempo per ascoltare un brano nuovo, “Presbytery”. Se il buongiorno si vede dal mattino, non vedo l’ora che sia fine novembre, quando finalmente uscirà il disco nuovo tramite Lifeforce Records.
Finita? Non ancora. Partono i violini, io perdo il controllo e la dignità. Ragazzi, è il momento di “Dolls”. Quando ascolto questo pezzo, sto ascoltando l’essenza dei Dark Lunacy.
Mike, Jacopo, Davide e Marco, non vi ringrazierò mai abbastanza.
Scaletta Dark Lunacy
Prospekt
01. Aurora
02. Play Dead
03. Pulkovo Meridian
04. Snowdrifts
05. Now Is Forever
06. On Memory’s White Sleigh
07. Heart Of Leningrad
08. Motherland
09. The Farewell Song
10. Presbytery
11. Dolls
Formazione Dark Lunacy
Mike Lunacy – Voce
Jacopo Rossi – Basso
Davide Rinaldi – -Chitarra
Marco Binda – Batteria
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E abbiamo finito con l’antipasto. Gustoso e variegato, questo “Warm Up” ha confermato le mie aspettative. I Game Over sono una forza della natura, micidiali e divertenti, dal vivo danno il meglio di sé. Animali da palcoscenico. I Dark Lunacy hanno una classe e preparazione tecnica sopraffina e anche questa sera ce ne hanno dato dimostrazione. I Duir una piacevole sorpresa, prima volta che li vedo dal vivo, ma se dovesse ricapitare non me li farei scappare di sicuro. I The Foreshadowing li conoscevo solo su disco. Un genere che non seguo particolarmente, ma è fuori discussione la loro bravura e professionalità, e quando è fatto bene , non c’è genere che tenga.
Ora è meglio che vada a riposare. Da domani mi aspettano due giornate lunghissime e non vedo l’ora di iniziarle. Archiviamo il Warm Up con success e prepariamoci al festival vero e proprio.
Da domani la mia schiena chiederà pietà.







