BORN TO FLY 2026 – 09 ottobre 2026 – Suoneria, Settimo Torinese (To)


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Born To Fly 2026
AIRBORN – HyperioN – Eregion – Evilizers
Suoneria, Settimo Torinese (To)
09 ottobre 2026

Quest’anno l’ottava edizione del festival power piemontese “Born To Fly” va in scena alla Suoneria di Settimo Torinese. Molto bene direi, perché tutto quello che il bel locale settimese offre alla popolazione metallara è facilmente raggiungibile a piedi dal sottoscritto. E, visto che ci sono, mi affido a tutte le improbabili divinità celesti nella speranza di aumentare le date metalliche in questa location, seconda solo alla Sphere di Las Vegas. Paragone esagerato? Forse. Richiesta egoista? Certo che sì.

Il concerto è scritto,  diretto e interpretato come sempre dagli Airborn insieme a LM Productions e, quindi, non ci sono dubbi sul livello organizzativo sempre ottimale nella gestione dell’evento. Altri attori protagonisti di questa cavalcata heavy power sono i bolognesi HyperioN, gli Eregion e gli Evilizers. Tranne la band emiliana, tutte le altre le conosco molto bene e le ho già viste all’opera più di una volta.

Nella mia camminata verso la Suoneria (senza macchina, senza l’incubo del parcheggio e senza il consumo di carburante… un sogno) mi godo la tiepida serata e mi pongo una domanda esistenziale: ma perché io, che ascoltavo gli Helloween negli anni ottanta, non riesco a considerarli come power? Un dubbio atavico che mi assilla da tempo immemore a cui non riesco a dare una risposta risolutiva. Confermo che oggi sto esagerando.

Al mio arrivo trovo un po’ di amici “poweracci”, come amo definirli scherzosamente, e dopo i saluti di rito mi dirigo verso la sala in attesa di quello che si preannuncia un bel festival nostrano.

Il colpo d’occhio per quanto riguarda il pubblico non è esaltante, ma è anche vero che la sala ha una capienza abbastanza importante. Avendo assistito alle ultime edizioni del “Born To Fly” e vedendo che il numero di presenti è sempre stato abbastanza costante, non ho ben capito il perché si sia scelto questo posto obiettivamente troppo grande per un evento di questo tipo, bello, ma pur sempre underground. Poi, per carità, come già accennato sopra, più date si fanno in questa venue e meglio è. Che siano i Metallica, sprecati a Las Vegas (dovrebbero considerare seriamente l’opzione Suoneria(, o che siano i Cantina Marcia Heavy Band (primo nome di fantasia per una band da tre spettatori al massimo) tutti a Settimo Torinese!

EVILIZERS

Gli Evilizers salgono sul palco davanti ad un pubblico non proprio delle grandi occasioni, ma questo non è un problema per la band piemontese che, come sempre e in qualsiasi situazione, ci regala uno show ad alto livello. A parte i problemi di suono durante i primi tre pezzi, da sotto il palco si sentiva un “pastone” fastidioso, il gruppo ha mostrato la solita rocciosità e preparazione.

Andrea Marchisio è un frontman che tiene il palco benissimo. Le sue capacità canore sono accompagnate dall’ottima presenza scenica e da una buona abilità ad intrattenere il pubblico tra un pezzo e l’altro.

La scaletta è molto simile a quella del  Kaptura Festival con brani presi dalla loro intera produzione. I brani riflettono il loro heavy metal tradizionale e le sciabolate (Piccinini idolo, chi segue il calcio avrà capito) di Emanuele De Bernardi, insieme al suo compagno di scuderia Fabio Novarese, sono un tipico attacco all’arma bianca del metal classico, verace, e genuino.

“Facing My Fear” dall’ultima loro fatica, è ormai il loro pezzo d’apertura. Sempre bello ascoltare “Shiver Of Thy Fate” e “No Return”, brani sempre dal forte sapore heavy, ma è altrettanto bello che questa sera ci presentano anche il nuovo brano “No Turning Black”, dopo la sua “prima” nella loro apparizione di quest’anno al “Luppolo in Rock”.

Il veterano Alessio Scoccati al basso e Giulio Murgia alla batteria sono il cuore pulsante della band, che, come di consueto e ci mancherebbe pure, chiude la propria esibizione con “Final Goal” e “Evilizers”. Old school fatto bene, applausi e fine dello show.

Ennesima conferma positiva per gli Evilizers, un gruppo che, con passione e preparazione, offre sempre uno spettacolo al meglio delle proprie capacità. E questo il pubblico lo apprezza sempre.

Scaletta Evilizers
01. Intro
02. Facing My Fear
03. Solar Quake
04. Rise Up
05. Survival
06. Shiver Of Thy Fate
07. No Return
08. No Turning Black
09. Final Goal
10. Evilizers

Formazione Evilizers
Andrea Marchisio – Voce
Alessio Scoccati – Basso
Fabio Novarese – Chitarra
Emanuele De Bernardi – Chitarra
Giulio Murgia – Batteria

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EREGION

Con gli Eregion è sempre festa. Il loro power metal di stampo tolkieniano è un tripudio di epicità e di voglia di saltare e cantare in loro compagnia. Pezzi trascinanti con ritornelli dai forti richiami quasi “cavallereschi” rendono la loro proposta un’azzeccata formula alchemica sia su disco che in sede live.

Da quando comincia il loro show e fino all’ultima nota è un continuo volerne ancora. Non mollano la presa un secondo, non arretrano mai, anzi, puntano dritti alla meta con una scaletta che non presenta sbavature e non ammette rallentamenti.

D’altronde con pezzi come “Ride Forth”, “Wings Of Eagle” e “Kingdom Of Heaven” è praticamente impossibile stare fermi e non farsi coinvolgere nel vortice eroico di questi cavalieri senza tempo, armati solo di strumenti musicali atti a far divertire il popolo accorso ad assistere alla loro memorabile battaglia sul palco.

Il “Capitano” Giorgio Colbacchini guida la sua truppa insieme al fido compagno d’armi Gianluca “Odd”. Le loro chitarre duettano continuamente scambiandosi i ruoli e, con il fondamentale apporto di Davide “Gengis Dave” al basso e Alessandro “Blackhawk” alla batteria, tessono intrecciate armonie che fendono l’aere  e non fanno prigionieri.

Siamo già sudati a forza di saltare e dimenarci con la loro musica, ma non ne abbiamo abbastanza. E allora la legione proveniente dal regno di Eregion continua con “Battle To Carry On”, “Badon Hill” e “The Rival Kings”.  Le delicate armonie del violino della bravissima Katija di Giulio guidano l’assalto, armonie che sanno trasformarsi in dolci suoni quando necessario e cariche guerresche quando richiesto.  E lì davanti., a combattere in prima linea, c’è la voce di Lorenzo D’Agnano, un cantastorie che con la sua voce (cambio di tono alla scrittura: ammazza che voce ‘sto Lorenzo) incoraggia e richiama tutti i contendenti a versare fino all’ultima goccia di sang…, cioè, di sudore  e di tenere duro fino alla fine della contesa.

Contesa che si conclude con le classiche “Earendil Star” e “Hermod The Brave”. Battaglia vinta. Gli Eregion ora possono riposare e recuperare le forze  per tenersi pronti quando saranno nuovamente chiamati a dimostrare il loro valore sul campo.

Scaletta Eregion
01. Ride Forth
02. Wings Of Eagle
03. Kingdom Of Heaven
04. Battle To Carry On
05. Badon Hill
06. The Rival Kings
07. Earendil Star
08. Hermod The Brave

Formazione Eregion
Lorenzo D’Agnano – Voce
“Capitan” Giorgio Colbacchini – Chitarra
Gianluce “Odd” De Lotto – Chitarra
Davide “Gengis Dave” Gianforte – Basso
Andrea “Blackhawk” Muscarello – Batteria
Katija Di Giulio – Violino

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HYPERION

Ora è il momento degli HyperioN, band proveniente da Bologna, con il suo heavy power. Personalmente ho trovato più heavy che power, e mi è piaciuto fin da subito il loro approccio deciso e metal. Una sonorità compatta e robusta fa da cornice ad un’esibizione altrettanto rocciosa e fortemente caratterizzata dalla loro attitudine genuinamente metallica.

Il loro ultimo disco, Cybergenesis, è uscito quest’anno e quindi la scaletta è quasi totalmente incentrato su questo lavoro.

E quindi il gruppo ci presenta subito i primi due pezzi dell’album, “Deafening” e “Reire, Rebuilt”, due brani d’apertura che mettono subito i puntini sulle i e chiariscono da subito che qui non si scherza. Sul palco vedo quanto da loro proposto. Coesione, grinta, tecnica e quel giusto senso di appartenenza che visivamente e musicalmente li rende belli “quadrati”.

Il cantante Max Morelli è dotato di una buona voce che si adatta bene al loro stile, ma quello che più mi ha colpito, è la sua interpretazione. Si vede che è “dentro” al pezzo, lo vie con passione con trasporto. Bravo Max.

E altrettanto bene i due chitarristi Davide Cotti e Francis Di Pasquale, tecnicamente ineccepibili e con la giusta carica. Dopo il prefetto uno-due iniziale, il gruppo emiliano affonda il colpo con “Yet We Still Fight, “Rhizome Rider” e “Blood Over Chrome”, un’altra dimostrazione tangibile della loro predisposizione, almeno dal vivo, all’heavy più classico. Molto bene direi. Non ci sono pause inutili, anzi, il ritmo alto viene mantenuto costantemente e, nonostante il pubblico li conosca meno rispetto agli tre gruppi di casa, l’attenzione viene catturata e quanto offerto viene gradito.

“Grain Of Sand” è ‘ultimo pezzo dal nuovo album. Il verdebarbuto Simone Cauli al basso e Francesco Madonna alla batteria continuano imperterriti a picchiare duro arricchendo il suono con il loro ritmico martellamento. Le due canzoni che chiudono la loro buona prestazione sono “Driller Killer” e Bridge Of Death” entrambe presenti sul disco precedente del 2020 Into The Maelstrom.

Devo ammettere che li conoscevo solo di nome e quindi, con molto piacere, mi toccherà approfondire il discorso. Quindi partirò dal primo album degli Hyperion, quel Dangerous Days uscito nel 2017. Credo proprio che ne valga la pena.

Scaletta HyperioN
01. Deafening
02. Rewire, Rebuild
03. Yet We Still Fight
04. Rhizome Rider
05. Blood Over Chrome
06. Grain Of Sand
07. Driller Killer
08. Bridge Of Death

Formazione HyperioN
Max Morelli – Voce
Davide Cotti – Chitarra
Francis Di Pasquale – Chitarra
Simone Cauli – Basso
Francesco Madonna – Batteria

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AIRBORN

Ultimo gruppo in lista e a salire sul palco sono i padroni di casa, gli organizzatori del festival, i paladini del power metal piemontese e italiano, gli Airborn,

La storica (trent’anni!!!) formazione torinese vanta un curriculum di tutto rispetto che comprende due demo, sette album in studio, due live album e una compilation. Che dire, di strada e di lavori ne hanno fatti.

Il loro power di stampo direi tedesco, ha raggiunto la vetta più alta, parere personale, con l’ultimo disco Lizard Secrets: Part Three – Utopia. Power metal, per carità, ma anche più heavy rispetto al passato. E, chi mi conosce lo sa, amo sonorità più estreme, questo fattore mi ha fatto apprezzare parecchio la loro ultima fatica.

Come detto da Alessio, hanno voluto iniziare in maniera diversa e quindi con “Here Comes The Claw” dal primo capitolo della trilogia e “Death Defire” da Legend Of Madog  del 2009 (leggasi “Daddy Fire”… mannaggia a Dome) a memoria non presente negli ultimi live a cui ho assistito. Ma dalla successiva si rientra subito nel l’ultimo atto della trilogia con “In Utopia”, “Midnight Riders” e “Futuremaker”.

Domenico Buratti al basso e Gianluca Luci alla batteria sono una sezione ritmica perfetta nell’esecuzione, due metronomi con strumento. Alessio Perardi e Roberto Capucchio sono i due chitarristi incaricati di tessere riff e assoli a catinelle. E lo fanno senza indugiare e con la giusta perizia. Tecnicamente ‘sti quattro giovanotti non si possono discutere.

Il live continua con la sua giusta dose di carica power con “Cosmic Rebels”, “Soldiers Of Misfortune e “Skeleton Crew”. Si vola alto e l’aeroplano Airborn non ha ancora nessuna intenzione di atterrare. Si stanno divertendo troppo e noi con loro.

Quindi ci regalano una vera e propria chicca,  “Extraterrestrial Life” da D-Generation del 2003. Con “The Hero” andiamo ancora più inidetro, nel 2002 e con l’album Against The World. E non certo poteva mancare un pezzo dal secondo capitolo, Lizard Secrets: Part Two – Age Of Wonder, e la scelta non poteva ricadere che su “Troubles”.

Concludere con la canzone che da il nome al festival, Born To Fly, credo sia il massimo. Finale col botto e chiusura dell’ottava edizione di questo bell’evento.

Anche questa volta gli Airborn hanno fatto centro. Vi auguro altri tren’anni a questi livelli e poi, se proprio non ce la farete più, vi potrete anche fermare. Suona come una minaccia, ma non lo è, forse.

Scaletta Airborn
01. Here Comes The Claw
02. Death Defire
03. In Utopia
04. Midnight Riders
05. Futuremaker
06. Cosmic Rebels
07. Soldiers Of Misfortune
08. Skeleton Crew
09. Extraterrestrial Life
10. The Hero
11. Troubles
12. Born To Fly

Formazione Airborn
Alessio Perardi – Voce, Chitarra
Roberto Capucchio – Chitarra
Domenico Buratti – Basso
Gianluca Luci – Batteria

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Il “Born To Fly” si è confermato un evento interessante e divertente. Certo, la risposta del pubblico in quanto a presenze poteva essere migliore, ma si sa che, purtroppo, oggi far muovere la gente per un concerto underground è una fatica sovrumana. Due giorni fa ho assistito ad un altro live a Torino, e anche lì non è che ci sia stato il pienone. Il popolo vuole solo i “nomi”, possibilmente a duecento euro a biglietto e anche più, per poter postare con orgoglio e tutta la fierezza possibile: “Io c’ero!!!”.

Spero che comunque chi organizza questi eventi continui a farlo nonostante tutto, e nel caso contrario, spunteranno metallari come funghi, una marea, una moltitudine, per lamentarsi sul fatto che il metal non venga più considerato. Eh già, lamentarsi è sempre più facile che partecipare. E quando sento qualcuno che lo fa e non vedo mai ai concerti (la mia quota numerica annuale di presenza è abbastanza alta, ve l’assicuro). Allora si che mi “inalbero” e offendo come il buon Vittorio Sgarbi nelle sue giornate peggiori.

Comunque, dopo un respiro profondo per tornare alla calma, rinnovo i  miei complimenti a tutte le band, gli Airborn, gli HyperioN, gli Eregion e gli Evilizers per la loro bravura e professionalità e per averci regalato una piacevole serata del nostro amato heavy power.

Sperando e confidando di rivedere il “Born To Fly” all’opera, non posso che augurarmi di scrivere un altro report per la nona edizione.

Un ringraziamento finale ad Alessio Perardi degli Airborn per la passione che ci mette e ad Alessio Amodeo di LM Productions per il tempo dedicatomi a rispondere esaustivamente a tutte  le mie snervanti e logorroiche curiosità.

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