Centvrion (Luciano Monti)

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Proseguiamo nella nostra operazione di upload dei vecchi articoli con questa ultra-datata intervista a Luciano Monti, chitarrista dei Centurion, però assolutamente valida anche al giorno d’oggi. Buona lettura!

Ciao Luciano! Ho trovato un sacco di recensioni e interviste su di voi, segno che siete una band già abbastanza famosa nel panorama italiano. Pensate che il vostro successo possa dipendere anche dal fatto che nel vostro genere ultimamente non ci sono molte band primarie in Italia? mi spiego, pensi che il mercato italiano sia saturo di power o di black underground e che un genere violento e diretto come il vostro abbia trovato il successo più facilmente (pur non togliendo niente alla vostra bravura artistica)?

Ciao Alessio! In tutta sincerità, a decretare il successo di una band, non sempre è la sua scelta stilistica, il genere di musica proposto, la mancanza o meno di altre band concorrenti. Credo più che altro sia una questione di gusti, se piace, i dischi vendono, altrimenti no, indipendentemente dalla saturazione del mercato, dalla presenza o meno di dischi fotocopia… Noi proponiamo un genere che si muove un po’ al di fuori di quelli che sono i canoni del trend del momento, suoniamo ciò che siamo e ciò che ci piace. E questa nostra naturalezza e spontaneità sembra essere piaciuta.

Tre album completi dal 1999 dimostrano che avete avuto comunque un notevole progresso stilistico e compositivo. Come vi sentite oggi rispetto al debutto “Arise of the Empire”?

Siamo gli stessi del debut. Siamo migliorati perché è l’esperienza stessa che ti forma, ma in fondo siamo sempre noi, liberi di suonare ciò che vogliamo e come ci piace.

Siete una band che dal vivo dimostra una carica e una rabbia notevoli. Avete fatto anche date all’estero? Cosa volete trasmettere al pubblico con i vostri concerti diciamo “devastanti”?

No, purtroppo non è stato possibile realizzare dei concerti all’estero, non è una cosa facile e, la nostra popolarità oltralpe non è così marcata come in Italia, quindi ancora non abbiamo neanche tentato di mettere il naso fuori di casa. La nostra grinta dal vivo esprime il contenuto della nostra musica, il nostro modo di divertire e di cercare di coinvolgere e far partecipare il pubblico.

Sembra che il vostro leader carismatico sia Germano, dal di fuori si ha l’impressione che tutta la band ruoti intorno a lui e anche il pubblico lo riconosce come elemento trascinante del vostro gruppo. Pensi che questo riconoscersi in lui possa essere un problema per il resto della band?

Non è un problema. Germano è l’immagine dei Centvrion. E’ l’elemento che trascina il pubblico e ci riesce bene. Noi siamo un gruppo molto affiatato, ognuno ha i suoi incarichi, quello del Quintabà e proprio quello di porsi a presentazione e rappresentazione della band stessa.

Siete stata una delle band di apertura al Gods of Metal 2001, avete suonato con Megadeth e coi Judas Priest ai quali dovete senza dubbio ispirazione nella squillante e acutissima voce di Germano. Come vedete oggi la scena metal italiana?

Al momento siamo completamente al di fuori della scena metal, in fatto di conoscenza di band, da un po’, da quando ci occupiamo del nuovo cd, non seguiamo tutti gli sviluppi… La scena metal italiana è molto ricca, ci sono band davvero in gamba con le quali abbiamo l’onore ed il piacere di dividere il palco, come Labyrinth, White Skull, Novembre, Skylark e Domine. Il momento dal punto di vista strettamente discografico è molto difficile e complicato, difficile fare una previsione su chi, anche e soprattutto nell’underground, riuscirà ad alzare la testa e ad andare avanti. E questa situazione coinvolge anche noi.

Visto il bel rapporto che avete avuto con gli altri gruppi nel corso dell’Italian Attack Festival (ricordo di persona il duetto con gli Skylark) puoi sfatare il tabù che ci viene sempre detto che i gruppi italiani sono sempre gelosi l’uno dell’altro e ci sono molte invidie tra loro?

Per quel che riguarda la mia esperienza personale, non esiste gelosia tra band di un “certo livello”. Suonare all’Italian Attack è stato semplicemente meraviglioso, un rapporto di amicizia e collaborazione che in tutta sincerità, visto quel che i maligni dicono, non ci aspettavamo. E tutt’ora siamo in contatto e collaboriamo, ci scambiamo esperienze e consigli. Non ho altro da aggiungere, tranne forse che dire: abbiamo diviso 3 serate dal vivo suonando tra amici.

Veniamo alla vostra immagine, che ha causato molte polemiche tra gli addetti ai lavori. Perchè secondo voi il solo fatto di ispirarsi al grande Impero Romano e quindi al massimo splendore che abbia avuto l’Italia vi ha tacciato di essere fascisti?

La nostra immagine è ispirata ai temi che affrontiamo nelle nostre canzoni, che parlano della antica gloria del nostro passato, un passato ricco di storia e di civiltà, una civiltà che ha gettato le basi di quella che è la cultura moderna. Non c’è alcun riferimento politico in tutto questo e mi spiace per la pochezze di chi altro non ha a cui attaccarsi che alla politica. Sfido chiunque a trovare riferimenti fascisti nella nostra musica.

Sembra scontato che un gruppo che fa thrash debba per forza parlare di guerra. In questo periodo dove la gente sembra avere scoperto di essere pacifista (nonostante le guerre non siano mai finite..) come ci si trova a salire sul palco e a inneggiare alla guerra? la gente vi ha sempre accolto bene o la vostra immagine provocatoria vi ha causato problemi?

Noi non inneggiamo alla guerra, sia chiaro. Il periodo storico a cui facciamo riferimento nelle nostre liriche, però, ne è pieno: la guerra viene vista come soluzione per creare una pace stabile. Anche noi siamo a favore della pace, nella nostra quotidianità.

Dopo il terzo album dell’anno scorso, quali sono i vostri progetti futuri? è vero che farete un video?

Al momento stiamo lavorando ai nuovi pezzi per il prossimo disco. L’idea di un video è passata così com’è venuta, per adesso non se ne parla. Il contratto con la Scarlet è scaduto e siamo in contatto con altre etichette per prendere accordi per la pubblicazione del nuovo album, che posso dire sorprenderà molti…

Secondo te quanto aiuta il mondo di internet nella diffusione della musica metal? la pirateria è indubbiamente un danno ma non può essere anche una buona pubblicità un pezzo singolo dei Centurion che naviga per la rete diffondendosi nei PC?

Tasto internet… Sono convinto che la pubblicità sia il modo migliore per farsi conoscere. Ed internet è un buon veicolo pubblicitario. Bisogna però prendere in considerazione che questa rete può portare dei danni a chi lavora e non si vede riconosciuti i propri diritti. Ma soprattutto, a venirne danneggiato, è l’utente finale che ascolta musica di scarsa qualità e che quando decide di acquistare un cd prende mazzate a livello economico. Bisognerebbe saper ponderare e regolamentare l’utilizo di tutti questi canali al fine di permettere all’utente di non acquistare a scatola chiusa, ma eliminando chi specula sulla pirateria. Per quanto riguarda i centvrion, ho trovato online di tutto e non faccio assolutamente nulla per impedire che questo avvenga, sono felice che più gente possibile possa conoscerci, ma è anche vero che ai nostri livelli che vuoi che sia qualche disco in meno venduto? Bisogna saper investire e misurare, ma questo non è facile. In linea di massima sono favorevole ad internet come mezzo di comunicazione e pubblicitario, purtroppo molto spesso, sono le persone a rovinare la possibilità di saper sfruttare al meglio le possibilità offerte…

Leggo dalle vostre interviste che siete molto affiatati, vi piace mangiare e bere insieme, siete spesso insieme anche fuori dal palco. Come mai però in un clima di fratellanza tale avete avuto così frequenti cambi di line-up? problemi di lavoro insormontabili per i musicisti o altro?

Cosa c’entra il lavoro con l’amicizia? Siamo affiatati, ci piace divertirci insieme, ma ciò non toglie che ognuno di noi debba fare il suo lavoro quando si tratta di imbracciare lo strumento. E a volte questo non accade. Per quanto riguarda il primo cd, la line up non era definitiva, siamo stati aiutati da alcuni amici nelle registrazioni Nel secondo cd abbiamo cercato una formazione stabile, ma poi alcuni musicisti si sono rivelati, per quanto bravi, non troppo adeguati ai centvrion ed abbiamo preferito rivolgerci a chi ritenevamo più meritevole. Tra l’altro, ti aggiorno in anteprima su un ulteriore avvicendamento nella nostra band: Massimiliano Ricci (bassista) non fa più parte dei centvrion e lascia il posto a Gianluca Mandolesi.

Abbiamo finito, ti chiedo una cosa che chiediamo a tutti i gruppi: puoi mandarci gli hyper-auguri per la buona riuscita del nostro sito www.entrateparallele.it?? noi contiamo di essere sempre al vostro fianco e al fianco di tutti i gruppi più o meno famosi che vogliono crescere e che vogliono dimostrare tutto il loro amore per la musica. A tal proposito cito una frase secondo me meravigliosa detta da Germano alla fine dell’intervista dei colleghi di Eustakio “Memento Audere Semper. Se non corri dei rischi per le tue idee, o le tue idee non valgono niente o tu come uomo non vali niente”. Sei d’accordo anche tu??

Gli auguri per certe cose non si mandano. Da buon centurione ti mando un grosso IN CULO ALLA BALENA non solo per il sito, al quale ho dato uno sguardo ed è davvero ben fatto, ma per qualsiasi attività tu decida di intraprendere nella tua vita… MEMENTO AUDERE SEMPER! (Certo che sono d’accordo anche io!) A presto!!

Intervista realizzata da Alessio-Thor

Sito ufficiale Centvrion: www.centvrion.com

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