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White Skull (Conferenza stampa Gods of Metal 2006)

Pubblicato il 4/04/2007 da in Interviste | 0 commenti


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Appena scesi dal palco del Gods Of Metal dove hanno sfoderato una prestazione superba, i White Skull hanno tenuto una conferenza stampa dove hanno parlato di un po’ di tutto, non risparmiando frecciate! Noi c’eravamo, ed ecco quello che abbiamo raccolto da una band in forma smagliante e visibilmente soddisfatta della risposta che il pubblico meneghino ha riservato loro! Buona lettura!

Partiamo dal nuovo album: dall’ascolto delle tracce in nostro possesso, si è potuto notare un certo cambiamento di suono rispetto alle precedenti release..

Tony: Siamo tornati ai vecchi tempi.. HEAVY METAL! Infatti abbiamo un po’ abbandonato il frangente power: l’anno scorso ci hanno accusati di essere un po’ GammaRay.. Ci sarebbero molte cose da dire su “The XIII Skull”, un disco che mi piace molto, un po’ mirato.. il nuovo album invece è andato a ruota libera, a briglia sciolta! Chiuso il contratto con Frontiers, nessun vincolo contrattuale, abbiamo suonato ciò che ci piace suonare, ossia del sano metal, con un po’ di doppia cassa..
Alex: Sotto un certo punto di vista Frontiers ci aveva indirizzato lungo una strada e dopo aver chiuso il contratto abbiamo realizzato un lavoro differente..

Siete con la Dragonheart adesso, vero?

Tony: Si, e ci troviamo veramente bene! Abbiamo cercato un po’ in giro: una volta fatto il lavoro lo abbiamo mandato un po’ in giro, senza perder tempo a rivolgersi prima alle etichette più grosse o all’amico.. se la gente è interessata ti risponde subito e ti fa le offerte subito, quindi ho inviato il promo proprio a tappeto! Con i ragazzi abbiamo valutato le proposte e dopo aver messo tutto su una bilancia, siamo giunti alla conclusione che quella della Dragonheart era l’offerta migliore, sia per il lato economico che per il supporto che offre alla band!

Facciamo un salto indietro nel tempo: da dove il nome della band?

Tony: Mi sono dimenticato come mai: della prima line up sono rimasto solo io…… E comunque il teschio è tutto ciò che siamo… L’anima non è qui (e si batte il petto) ma qui (indicando la testa).
Alex: Il nome esiste dal 1986… 1984?!!??!
Tony: Si, erano i primi festini, i primi divertimenti, i primi concerti…

Cosa ne pensate di questo Gods of Metal?

Tony: Sono contento di vedere questa grande affluenza di pubblico italiano nella giornata degli italiani, tanta gente era titubante, tanti pensavano che il pubblico italiano non avesse reagito bene, invece…

Tony, secondo te, chi è presente oggi non è qui solo perché ha l’abbonamento per i quattro giorni?

Tony: Quando vado a Wacken i gruppi che non mi interessano non li guardo.. me ne vado in tenda! Quando non mi piace qualcuno, non sto sotto al palco ad alzare la polvere… La gente oggi sotto al palco alzava la polvere, ciò significa che il pubblico apprezza il metallo italiano e ciò è molto positivo. In Italia siamo sempre stati poco nazionalisti. Se prendiamo 100 fans e chiediamo a loro quanti album di band italiane hanno, una volta erano 10 e ora, invece, tale numero è decisamente aumentato. In Germania, e con ciò non voglio dire che i tedeschi sono meglio di noi, prima guardano i loro gruppi e poi quelli del resto del mondo, tanto che ai festival in terra teutonica la maggior parte delle band sono locali. Si tratta di un fatto culturale perché il fan supporta la band e di riflesso le case discografiche sono più interessate a promuoverle.
Alex: Il genere è più seguito!

Non pensate che una giornata del genere avrebbe avuto più significato se staccata dal Gods of Metal?

Tony: Io al Gods of Metal non ho mai suonato… Ho suonato a dei festival in Germania altrettanto grossi. Secondo me non è da snobbare. Vi ricordate quando si fece l’ Italian Gods of Metal? Era il 1997 – 1998… Ed è stato fatto a febbraio e l’affluenza è stata buona. Quindi vuol dire che già c’era un certo interesse. Se mi fanno notare che al Gods ho suonato alle 11 di mattina io rispondo che avrei anche accettato di aprire! Per me è un onore suonare al Gods of Metal. Significa che in Italia c’è una certa considerazione di queste band anche da parte dei promoter. Mi spiace per chi non ha potuto suonare al Gods, è rimasta fuori gente di grande valore ma che sicuramente suonerà in altri festival, come l’Evolution o i prossimi Gods, o magari ha potuto suonare nelle vecchie edizioni. La scena italiana è cresciuta molto in questi anni, mi spiace solo di una cosa: Io sono amico di una band che si chiama Arthemis, che tra l’altro suonerà all’Evolution.. purtroppo c’è sempre una certa invidia tra le band italiane dato che nei forum e nelle mail hanno iniziato a bastonare il gruppo chiedendo cosa ci fanno gli Arthemis in un contesto come l’Evolution indicando già eventuali sostituti a loro parere più meritevoli. In tanti anni la mia band non ha mai suonato al Gods e la gente ci chideva come mai… Semplice, non siamo mai stati chiamati… Domine, Vision Divine ecc. ecc. se si fossero sentiti sminuiti non sarebbero venuti, se sono qua è perché vogliono dare il loro contributo e dire la propria in un contesto come questo. Qui siamo tutti protagonisti, vogliamo fare vedere che anche l’Italia ha la sua voce!

Come detto in precedenza, la vostra. band nasce negli anni ’80, c’era più invidia allora o adesso?

Tony: A livello nazionale non so, io rispettavo molto le band anni ’80, c’erano gli Skanners che facevano qualcosa a fine anni ’80, che erano di Vicenza e che conoscevo personalmente. I Danger Zone, la Strana Officina.. per me c’era e c’è molto rispetto, poi non so se tra loro c’erano rivalità o invidie. Io non ne ho mai avute neanche con le band della mia città, perché secondo me la musica è una creazione, è come dire che Picasso è il rivale di Van Gogh. Non ci siamo mai persi in mezzo alle invidie per i gruppi, per me il mondo musicale deve essere bello.
Parlavo prima con Cristiano Borchi (Stormlord), e abbiamo convenuto che siamo qui per passione, perché non possiamo pensare di mangiare con la musica, altrimenti ora saremmo sotto un ponte con dei cartoni e con la chitarretta a fare la suonata in piazza.
Alex: Questo è vero, quando sono entrato nella line up conoscevo da tanto tempo Tony e Ale e quando il buon Fabio ha deciso di dedicarsi ad altre cose, il mio ingresso nella band è stata una cosa spontanea: sapevo quali erano i meccanismi all’interno del gruppo, e sapevo che avrei trovato degli amici, persone che stimo non solo per il discorso artistico.
Tony: A loro (riferito al resto della band, N.d.R.) lo dico sempre: se qualcuno non ci sta più dentro e vuole andare via, non è che posso legarli quando uno non si diverte più. Ormai lo abbiamo capito.. la musica è come un terno al lotto! Uno fa il disco ed è come giocare la schedina del Superenalotto: se vince la band comincia a camminare, se non vince fa un altro disco e gioca un’altra schedina. Noi cerchiamo sempre di scrivere e dare il massimo, non è che buttiamo là delle cose a caso, e questo è importante, ci divertiamo.. e poi può esserci qualcuno che si stufa di giocare, ed è quindi necessario trovare un altro giocatore! Per esempio va via Danilo e viene un altro!
Gus: Penso che Tony scelga i protagonisti dei White Skull con un unico criterio: la passione! Io sono venticinque anni che canto, sono partito dall’Argentina nel ’79, e Tony le prime volte che mi ha visto ha capito che ho tanta passione e tanta voglia di fare, cioè quello che serve per i White Skull!
Tony: E’ ovvio che ci sono sempre delle piccole difficoltà, i meccanismi vanno oliati.. e’ la passione che ci spinge a fare tutto questo!

Che tipo di pressioni avete subìto con la vostra precedente etichetta?

Tony: C’è una cosa da dire.. quando sei all’inizio suoni solo per la voglia di imbracciare lo strumento: poi incontri qualcuno che ti da una spinta e ti cambia la direzione che avevi imboccato dicendoti “adesso devi suonare in questo modo”… il risultato è che pian piano perdi la strada giusta e poi anche i fans.. e ti ritrovi a suonare solo per la passione. La differenza è che poi nessuno potrà più spingere la band in una determinata direzione, perché avrà la forza di dire no e andare avanti per la propria strada!

Perché a suo tempo avete accettato di cambiare direzione?

Tony: Eeehhhhh… perché abbiamo accettato?!? Perché vuoi stare sempre in gioco!!
Alex: Perché comunque “The Dark Age” era stato bollato come un lavoro un po’ moscio…
Tony: La critica, ossia voi, ha scritto che “The Dark Age” era un lavoro che andava più lento di quello che ci si poteva aspettare dai White Skull..
Alex: Abbiamo cercato di essere personali, però essendo vincolati con la Frontiers abbiamo cercato di trovare un compromesso, una via di mezzo. Alla fine però ci siamo accorti che “The Dark Age” era un buon lavoro, ma non era la strada giusta!
Tony: Anch’io ho provato a mettere la minigonna, però non era il massimo… (risate)
Alex: “The XIII Skull” è stato forse il disco più indirizzato..

Avete registrato anche un video vero?

Tony: ..si, è il video del primo brano dell’album, quello che non avete sentito!

Raccontateci come funziona il songwriting in casa White Skull!

Gus: Se prendo la chitarra e faccio un buon riff, mi si avvicina questo delinquente qua (indica uno sghignazzante Tony) dicendomi “..cos’è questo riff..” . La settimana dopo mi hanno fatto trovare un nuovo brano! Nei White Skull funziona così: tutto è molto istintivo!
Tony: Si suona molto ad istinto!

Secondo voi manca una preparazione live nelle nuove band? E la possibilità per tutti di incidere un cd ha abbassato il livello medio dei prodotti della scena italiana?

Tony: Quello che fanno gli altri gruppi non lo posso dire dato che non sono la a guardare, potrebbero essere tutti dei grandi Malmsteen come potrebbe essere il computer il loro Malmsteen.. ho uno studio di registrazione, ho trasformato dei ragazzi che sapevano suonare poco in bravissime band: chi vuole dimostrare il proprio valore, lo fa suonando al massimo delle sue possibilità! Dal canto nostro prima si scrivono i pezzi, poi si suonano tutti insieme e se il pezzo ci piace lo registriamo una prima volta.. la pre-produzione la facciamo tutti insieme e solo dopo si registra! Nel momento in cui registriamo un brano tutta la band lo esegue al massimo!
Gus: Conosco tantissimi gruppi che fanno delle canzoni a tavolino, che poi dal vivo non rendono! Noi ci preoccupiamo tantissimo di questo aspetto!
Tony: la mia maggior preoccupazione quando ho registrato il nuovo album, dato che dietro alla consolle c’ero io, è stata trasmettere tutta l’energia che abbiamo dentro quando suoniamo sul disco! Fin dai primi demo, ci hanno sempre detto che dal vivo siamo più potenti mentre su disco un po’ meno.. sul disco comunque non riesci a trasmettere al 100% tutta l’energia che sprigioni a differenza della sede live: sul palco si crea una situazione di pressione sonora, di sensazioni.. Comunque sono contento di suonare peggio sul disco e meglio dal vivo, anche perché se fosse il contrario vorrebbe dire che non so suonare!
Steve: Forse i gruppi nuovi sono più smaliziati.. i ragazzi che iniziano a suonare adesso cercano di realizzare un bel demo per cercarsi subito un contratto e arrivare, per esempio, qui al Gods. Io non immaginavo di poter arrivare fin qui! Il mio Gods Of Metal era poter suonare nel pub sotto casa! Ora i ragazzi si ritrovano in tre davanti ad un computer e realizzano un demo, e lo fanno girare: se funziona bene, altrimenti via se ne fa un altro! Manca completamente il lato umano della band: io ho avuto la fortuna di far parte di band dove la componente umana invece è fondamentale, con la voglia di stare insieme per combinare qualcosa di buono! Il gruppo è una famiglia!
Alex: Le nuove band cercano di bruciare le tappe e non si rendono conto che questo va a discapito loro! C’è da dire anche che le nuove band vengono trattate come marionette dai discografici: questi ragazzi si ritrovano in studio di registrazione, arriva un manager che dice al cantante “..tu non canti in questo modo quindi ciao, ci vediamo la prossima volta..”, la band è convinta che in questo modo prenderà il volo ma in realtà sono solo marionette!

Avete mai pensato di registrare un disco live?

Tony: No, non ci abbiamo ancora pensato!

Gus, l’anno scorso avete dovuto rinunciare al Tradate Iron Fest a causa dei tuoi problemi di salute: cosa hai provato quando sei tornato sul palco?

Gus: E’ stato difficile.. sono stato a riposo assoluto per sei mesi, non potevo neanche alzare la voce per non agitarmi..

Hai pensato di dover smettere?

Gus: Ho avuto paura quando ero ricoverato in ospedale..
(interviene Tony) Gus, se non ti è scoppiato il cuore oggi allora non ti scoppia più!!
Gus: .. e comunque adesso sto benissimo!!

Qualcuno diceva che oggi ci sarebbe stata poca gente..

Tony: Quando ho visto il polverone che si alzava davanti a noi ho provato una bellissima sensazione!
Steve: Sul palco c’era la sensazione che la gente avesse voglia di sentire i White Skull!
Gus: Per venire a suonare qui mezz’ora sono due mesi che faccio allenamento vocale e bicicletta, ma quando vedi la gente sotto al palco che si diverte e canta le tue canzoni, sei ripagato di tutto!
Tony: La gente ha voglia di Metallo!!!!!

Avete mai suonato ubriachi?

Tony: Era troppo presto stamattina!!! (risate generali)
Steve: A parte gli scherzi, suonare alterati ti rovina la festa! Mi piace restare lucido, vedere le facce delle persone e capire chi sono!
Tony: Ai tempi di “Tales…” suonammo al Jack Biker’s di Vigevano.. il peggior concerto che abbia mai fatto! Federica aveva portato una bottiglia di grappa e ce la siamo scolata.. Sul palco poi suonavo alla velocità normale, ma dentro la testa sentivo tutto rallentato! Mai più ubriacarsi prima di suonare!!

Quali aspettative nutrite in merito al vostro nuovo lavoro “Ring of The Ancients”?

Gus: Mah.. devo dire che è un disco di metal classico, ed è uscito proprio come noi lo volevamo..
Tony: ..infatti, è uscito come lo volevamo! E’ un disco molto spontaneo, speriamo che piaccia al pubblico!

Pensate che i White Skull abbiano raccolto ciò che effettivamente meritano?

Alex: Beh, mi capita ogni tanto di pensare che i White Skull meriterebbero qualcosa di più.. solo per la costanza e la passione nel tempo, non si tratta di diventare delle rockstar!
Steve: Io vedo il bicchiere mezzo pieno: forse i White Skull potevano avere di più, però intanto la band c’è ancora, e questo è ciò che conta! Ragazzi, oggi i White Skull hanno suonato al Gods Of Metal!
Tony: .. vi tiro una frecciata: chi fa il mercato sono i fans, ma chi lo strumentalizza siete voi giornalisti!

Qual è il vostro parere sulla possibilità che fornisce Internet di scaricare gratuitamente interi album?

Tony: Vi dico solo che pochi giorni dopo aver inviato i promo ai giornalisti potevate trovare sulla rete i nostri dischi. E venivano messi online dalla Svezia! Confido comunque nei metallari, spero che svanisca mai il piacere di avere nella propria collezione il disco originale della band che ti piace! La cosa più importante però è che la gente vada ai concerti a supportare le band!

Intervista trascritta da Luca “Avalon” Moraschi.
Alla conferenza stampa erano presenti numerose webzines e riviste del settore. Alcune domande potrebbero essere state effettuate da giornalisti di altre redazioni.

Sito ufficiale White Skull : www.whiteskull.it

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