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Roberto Tiranti

Pubblicato il 20/06/2008 da in Interviste | 0 commenti


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Diciamo che finora siamo stati fortunati, perchè tutti gli artisti italiani che abbiamo incontrato, da Steve Sylvester, a Pino Scotto, a Trevor, a Fabio Lione, si sono dimostrati gentilissimi e pronti ad affrontare le nostre domande rispondendo in maniera esauriente e cortese. Non è stato da meno Roberto Tiranti, arrivato persino in ritardo al soundcheck per colpa nostra, di questo ci scusiamo, ma davanti a tanta disponibilità ce lo saremmo tenuto per noi tutta la sera!
Dai Labyrinth ai Vanexa, dai vecchi ricordi del passato ai progetti futuri, fino alle curiosità e alle leggende metropolitane, Roberto si svela a noi in questa lunga intervista!

Allora Roberto, questa intervista non sarà basata sui Labyrinth ma verterà un po’ più su di te. Mi pare che questo 2008 segni per te un doppio traguardo estremamente importante, sia dal punto di vista dei Labyrinth sia da quello della tua carriera.. Ci sono momenti particolari che vuoi ricordare?

Sì, quest’anno festeggio dieci anni, undici per la verità, da quando sono entrato nei Labyrinth e venti da quando ho cominciato a cantare. Arrivai ai Labyrinth nel 1997 e il nostro disco uscì nel giugno 1998. I momenti più belli, più eclatanti sono stati sicuramente quelli che sono andati dal 1997/98 al 2000, ma non solo per noi, anche per tutte le altre bands di metal italiano, nonostante ci fosse già nell’aria una certa crisi. Le belle sensazioni sono arrivate anche dopo, per esempio nel 2004 quando abbiamo fatto un tour in Asia con i Labyrinth. Oltretutto c’è una notizia che non è uscita mai, perchè un gruppo metal come i Labyrinth non fa in Italia, purtroppo, particolare notizia. Noi siamo stati il primo gruppo occidentale a suonare a Pechino dopo i fatti di piazza Tian’anmen. Chiaramente il fatto non passò inosservato quando la stessa cosa la fecero i Rolling Stones che vennero additati allo stesso modo, ma invece no, il primo gruppo fummo noi. Tra l’altro suonammo in una bella arena davanti a 2000 persone circa e fu un’esperienza molto bella. Noi all’epoca raccontammo la cosa alle varie riviste, però non si espanse. Del resto è inutile che ve lo dica io, siamo in un Paese dove il metal ha un’importanza molto marginale, l’importante è che lo si sappia noi (e ora anche noi e i nostri lettori, n.d.r.) e che si mantenga impresso nelle nostre menti questo bell’evento. All’epoca a dire la verità non lo scrivemmo nemmeno sul sito, non sfruttammo la cosa, però fu davvero bello. E ora? Ora è dura, si cerca di andare avanti, si fa tutto il possibile per restare a galla cercando di fare prodotti di qualità e sperando che prima o poi qualcosa cambi.

Sembri molto pessimista a riguardo!

Sì, sono pessimista se devo valutare la cosa. Non mi illudo, spero semmai che cambi qualcosa al più presto in modo che ci sia una svolta, perchè non si può sempre dare la colpa ad internet, non è quello il problema principale. Da quello che sto vedendo ora in generale pare che la musica debba essere gratis sempre e questo non va bene, i ragazzi storcono il naso se devono pagare non dico cento euro di biglietto, ma anche solo cinque euro. Bisogna arrivare a capire che vai a vedere un concerto, quindi vai a vedere un gruppo che ha una storia, ma anche se fosse un gruppo che non ce l’ha, perchè non voglio generalizzare prendendo un gruppo che può essere storico come lo sono i Labyrinth, anche se fosse un gruppo al primo disco, merita di avere un suo biglietto pagato. Si spendono miliardi in cazzate, perchè non spendere due soldi per vedere della musica dal vivo? Il biglietto del concerto è diventato una cosa per cui, se costa cinque euro, la gente non va. Non funziona così. Mi auguro davvero ci possa essere una svolta. Quindi io sono pessimista riferendomi a quello che vedo, non lo sono però quando si tratta di affrontare la musica, quindi vado avanti.

Intervista Roberto Tiranti, Labyrinth

Mostriamo a Roberto lo storico album “Against The Sun” dei Vanexa, la sua prima esperienza in una band metal.
Vanexa : che ricordi hai di quel periodo e di quella band?

Questo “Against The Sun” è uscito nel 1994, ma in realtà le registrazioni sono cominciate nel 1991 e sono terminate a fine 1992. Questa è stata la mia prima esperienza con un gruppo hard rock/metal di un certo livello e ho dei ricordi bellissimi. Oltretutto io recentemente ho rimasterizzato questo album e l’ho ricantato, dovrebbe uscire in veste completamente nuova l’anno prossimo. L’idea dei Vanexa comunque sarebbe quella di tirare fuori del materiale inedito, anche se per puro e semplice divertimento.

I Vanexa da allora non fecero più nulla?

No. In realtà il batterista e il bassista hanno messo in piedi un gruppo che si chiama “404” con l’aiuto di un mio allievo, davvero molto bravo. Sempre loro due suonarono con un gruppo punk italiano, i Klasse Kriminale, ma più nulla come Vanexa, dato che si sciolsero nel 1996. Vedrai comunque che se tutto va bene entro un paio d’anni uscirà qualcosa di inedito, oltre alla rimasterizzazione di questo “Against The Sun”.

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Sempre leggendo in rete abbiamo trovato notizie riguardanti il tuo album solista..

E’ già pronto un brano risalente al 2004, cantato in italiano, che si chiama “Sinceramente”, ho altri 5-6 brani già pronti, ne mancherebbero altri 3-4, le idee ce le ho, diciamo che entro la fine dell’anno dovrei completare i pezzi e che l’anno prossimo lo dovrei far uscire.
Non lo comprerà nessuno, lo compreranno mia zia e mia mamma, ma non è fatto per vendere, più che altro per dimostrare che si è in grado di fare qualcosa. Come dicevo prima io canto dal 1988, sono vent’anni, è per dare una dimostrazione dell’esistenza del Roberto Tiranti cantante, inoltre mi piacerebbe anche portare in giro i miei pezzi dal vivo.

Nonchè come soddisfazione personale, immagino.

Certo, naturalmente, nessuno si arricchirà mai con questo lavoro ma è importante per me portare a conoscenza di tutti il mio modo di cantare anche su temi più propriamente rock, meno duri di quelli dell’heavy metal.

Intervista Roberto Tiranti, Labyrinth

Una curiosità, dato che da poco è stato annunciato il nuovo cantante dei Vision Divine : si è pensato a Roberto Tiranti al posto di Michele Luppi?

Io e Olaf ci conosciamo benissimo, abbiamo parlato tanto della questione dei Vision Divine, lì per lì forse ha anche pensato di chiedermelo, però non l’ha fatto, probabilmente perchè sa che io ho i miei impegni, sarebbe stato anche difficile conciliare le cose. Ho anche conosciuto Michele Luppi, è venuto ad un concerto dei Labyrinth, ci ho parlato qualche volta, non lo conosco in maniera approfondita ma mi sembra senza dubbio un’ottima persona. Evidentemente avranno avuto i loro problemi, gli equilibri all’interno di un gruppo sono sempre molto precari.

Proseguo nei tuoi parallelismi con Fabio Lione perchè so che anche tu, come lui, hai partecipato alla composizione di brani euro-beat con Dave Rodgers.

Sì, ho lavorato con uno pseudonimo che mi ha scelto lui, è una collaborazione che va avanti dal 2000, ho registrato tantissimi pezzi con lui, l’ultimo l’ho registrato la settimana scorsa. Fino a due mesi fa dovevo sempre andare a Mantova a registrare, ora per fortuna posso registrare anche da casa senza farmi tutti quei chilometri, ahah! La collaborazione comunque è florida, dal 2000 ad oggi penso di aver registrato con lui una trentina di pezzi, è una cosa che mi fa piacere continuare perchè, al di là del fatto che è lavoro, Dave è soddisfatto e mi manda sempre nuovi pezzi.

Abbiamo saputo che Roberto Tiranti canta e suona anche in tributi a Deep Purple, Ac/Dc e Queen..

In realtà adesso sono impegnato solamente con la cover band dei Queen “QueenMania”, gente davvero bravissima, mentre prima ero impegnato con una tribute band di Genova che si chiama “Radio Ga-Ga”. Con la cover band dei Deep Purple e con quella degli Ac/Dc (“Dirty Balls” assieme a Trevor) suonavo due anni fa. Ora però mi sono messo in un tributo ai Police, con cui stiamo facendo parecchie date.

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Con tutte queste cose possiamo dire che sei arrivato ad un livello che ti permette di poter fare il musicista a tempo pieno, no?

Sicuramente sì, tieni conto però che è veramente duro. Fare il musicista mi permette di campare ma devo fare davvero tante cose, per fortuna ho dei bravi allievi a cui dò lezioni di canto, da ottobre partirò con una mia scuola, verrò ospitato in uno studio di registrazione che di giorno è chiuso, me lo lasceranno per le mie lezioni mentre vado già in studi privati con altri allievi, comunque è davvero dura, per questo faccio anche le collaborazioni per l’euro-beat, tante tante date con i tributi (pensa che ce ne avevano proposte sessanta solo per la stagione estiva) e tralascio purtroppo certi aspetti musicali che vorrei mi riguardassero di più in prima persona, come la composizione di nuove canzoni. Mi piacerebbe magari rimanere a casa guadagnando meno e sforzandomi di proporre qualcosa di mio, ma tante volte non è possibile.

Sembra che i Labyrinth non siano fortunati in tema di festivals, eravate saltati all’edizione del Gods Of Metal del 2001, avete rinunciato alla scorsa esibizione all’Italian Gods Of Metal e in generale, parlando di date live, non siete un gruppo sempre sul palco. Qual’è il tuo punto di vista a riguardo?

Generalmente lo facciamo per scelta. Per esempio subito dopo l’uscita di “Sons Of Thunder” abbiamo fatto un tour di una quindicina di date, poi ci siamo fermati per lavorare al disco successivo, di solito funziona così. Se noi nel corso degli anni avessimo deciso di suonare tutto l’anno saremmo riusciti a farlo, sia da headliner che da gruppo di apertura a bands più grosse. Con il passare degli anni noi siamo diventati un po’ più importanti e diventava anche brutto andare in giro sempre gratis o con un minimo di rimborso spese, per questo il nostro modo di fare è stato sempre quello delle 15-20 date pagate di supporto al disco e poi lo “stop” per le nuove lavorazioni. Poi c’è il discorso dei vari Gods, sopratutto per quanto riguarda l’ultimo, l’Italian Gods Of Metal, siamo stati messi in una posizione che non ci andava bene e abbiamo rifiutato. Noi non è che volessimo suonare primi sul palco A o primi sul palco B, non ci interessava, però non volevamo nemmeno suonare alle due del pomeriggio, non ci sembrava giusto, perlomeno volevamo suonare un paio di posizioni sopra. Ci sembrava normale per un gruppo che esiste fin dal 1994 considerando il primo demo, non era per questione di “sboronaggine”. A noi sarebbe andato bene anche alle 15.30/16 del pomeriggio, anche sul palco B, chissenefrega, però con i crismi giusti. Invece no, questo ci è stato negato, avremmo dovuto suonare in quella posizione in quell’ora, abbiamo cercato di trovare un accordo ma non si è trovato. Pazienza, ci saranno sicuramente altre occasioni. Sono un po’ le gestioni non troppo giuste dell’Italia. Non volevamo suonare chissà dove, volevamo solamente quel filino di rispetto che può meritare non la persona, ma il gruppo che esiste da tanti anni, che ha fatto sei dischi e che ha suonato in giro per il mondo. Quello ci premeva, tanto soldi “ghe nè”, ma quello non importa, sei a Milano, sei vicino, non te ne frega niente, solo per quella punta di rispetto che è mancata, tutto lì. Gli stessi Eldritch non sono andati perchè hanno scoperto che avrebbero suonato nel nostro stesso punto in scaletta, anche loro speravano di ottenere quel po’ di rispetto che anche noi non abbiamo ottenuto.

Intervista Roberto Tiranti, Labyrinth

Ora mi devi dire se è vera oppure no questa leggenda metropolitana che circola da tanti anni: si vocifera che ai tempi della cover “Ti sento” dei Matia Bazar i Labyrinth chiesero ad Antonella Ruggiero di duettare con te, ma il suo management rifiutò per non rovinare la sua immagine affiancandola ad una band heavy metal.

E’ tutto vero! Poi lei all’epoca stava già collaborando per “Registrazioni Moderne” e il suo manager, che è anche il suo compagno, non gradiva l’idea che facesse una cosa del genere con noi. Lei comunque non si dimostrò del tutto chiusa, forse lui lo fu di più, non te lo so dire. Probabilmente ritennero che la cosa avrebbe portato più benefici a noi che a lei, noi avremmo potuto avvantaggiarci con questo duetto, loro evidentemente no. Non c’è granchè da dire comunque, loro non ci hanno voluto dare questa chance, pazienza, resta il fatto che ci abbiano dato l’opportunità di fare quella cover.

Quali sono i tuoi ascolti di ogni giorno e quali le bands che ti hanno fatto diventare musicista?

Io ascolto davvero tanta musica, ho avuto la fortuna di avere un padre totalmente metallaro, a partire dai Deep Purple, ai Led Zeppelin agli Uriah Heep in su, lui ha continuato a comprare metal, fin quindi agli Iron Maiden, ai Judas Priest, tutti dischi che quindi posseggo e che mi hanno creato una solidissima base. Poi io mi sono fatto le mie idee e i miei gusti, ma questa formazione ha contribuito moltissimo. Oggi devo dire di essere molto nostalgico, continuo ad ascoltare tanta musica del passato, sono molto legato ai Queensryche, ai Mr.Big e ai loro primi tre dischi che reputo clamorosi, mi piace molto anche la musica lirica. Diciamo che il rock anni ’70 è stato quello che più mi ha spinto verso questa scelta, mio padre come detto mi ha sospinto ulteriormente facendomi sentire dei dischi eccezionali, quindi è come se fossi stato un predestinato, ahah!
Uno dei traguardi più belli che ho potuto raggiungere in questi anni è stato quello di collaborare con Ian Paice, ho fatto un sacco di concerti con lui ed è stato davvero stupendo. Essendo cresciuto con i Deep Purple, trovarmi sul palco a cantare i brani dei Deep Purple con lui è stata un’emozione grandissima. Ho collaborato anche con Glenn Hughes, che è una persona altrettanto meravigliosa.

Ho saputo che ti è capitata una disavventura con X Factor..

Sì, ammetto che è stata una mia ingenuità, nonostante i miei 34 anni sono stato davvero ingenuo e lo ammetto. Sono stato alle audizioni e sono stato ad un gradino dal passare in trasmissione, poi mi hanno “fatto fuori”.

Ho letto che ti hanno fatto un sacco di domande, pensi che ci possa essere stata una sorta di discriminazione legata agli stereotipi del metallaro comune?

Non lo so, può darsi, di certo occorre avere dei buoni santi in paradiso. E comunque è stato sicuramente meglio così, perchè a vedere successivamente cosa è successo in quel programma, come è stato impostato, è davvero un bene che io ne sia rimasto fuori. Io avevo visto attraverso Youtube la versione inglese, che è davvero molto bella, fatta da persone serie, strutturata in maniera seria e sopratutto impostata sulla musica, non sui problemi personali degli artisti con le loro mamme, nonne, ecc. Ci sono andato perchè speravo che il format restasse fedele, in realtà è stato penalizzato brutalmente a discapito della musica. Come detto ho passato tutte le audizioni tranne l’ultima, che era quella che mi avrebbe consentito di entrare in trasmissione. Sono stato liquidato senza tanti problemi e senza tanti discorsi. E’ tutto un meccanismo un po’ particolare, loro quando hanno fatto l’ultima selezione mi hanno fatto giudicare solamente dalla Ventura. Nei precedenti provini c’erano tutti e tre, Ventura-Maionchi-Morgan e sono passato. L’ultimissima, siccome la mia categoria over 25 è gestita dalla Ventura, è stata solo con lei, roba che se l’avessi saputo non sarei andato direttamente. La giudico un’ottima presentatrice, una donna di spettacolo, ma non è una musicista. Pensavo che la “triade” ci fosse fino alla fine delle selezioni e che poi, in trasmissione, ci fosse la divisione per categorie, invece no. Io poi ho saputo che, prima che ci fosse stata fatta l’ultima audizione, sapevano già chi avrebbero preso. Sono tutte cose un po’ all’italiana, io ci ho provato perchè era una sorta di sfogo, perchè come ho detto sopra è dura, nella mia testa (evidentemente malata) pensavo che questo avrebbe potuto portare del buono anche ai Labyrinth, non ho pensato solo al mio punto di vista ma anche a quello dell’ottica della band. Un po’ di pubblicità “riflessa” ci avrebbe potuto aiutare.

Intervista Roberto Tiranti, Labyrinth

Certo, basti pensare all’edizione del Festival di Sanremo in cui il chitarrista dei Gazosa indossò la maglia dei Rhapsody..

Ahah, già! Pensa che io a quel ragazzo ho regalato una maglia dei Labyrinth! L’ho incontrato ad un festival vicino Caserta, sapevo che avrebbero suonato lì e mi ero portato apposta la maglia, gliel’ho regalata dicendogli di indossarla in occasioni simili e mi ha promesso di farlo! Così almeno farà un po’ di turnover tra la nostra e quella dei Rhapsody, ahah!
Concludo dicendo che l’ho fatto per me, per motivi personali e per i motivi detti sopra, l’ho fatto per i Labyrinth e mi sono comportato in maniera ingenua. Ti dico anche una cosa, viviamo in un paese molto particolare, io amo l’Italia tanto che non potrei mai sopportare di vivere in un altro Stato, però non la sopporto più. In Italia se non sei uno che mette in naso in tv non sei nessuno, se entri in video anche solo per cinque minuti per l’opinione pubblica sei qualcuno. Dopo vent’anni che canti e cerchi qualcosa in più provi anche una cosa come X Factor, non sapevo come fosse, ora l’ho capito. Dovessero rifarlo l’anno prossimo, col cavolo che ci torno a fare l’audizione. Al giorno d’oggi se appari in televisione puoi essere il più cane del mondo ma sei qualcuno, se non sei in televisione, puoi esserti fatto il culo per vent’anni a fare dischi come me, ma non sei nessuno.

Ora abbiamo finito sul serio, Roberto! Ti abbiamo portato via tantissimo tempo e i ragazzi di là ti aspettano per il soundcheck, a te l’ultimo saluto!

Grazie dell’intervista, ragazzi, sopratutto perchè, detto con sincerità, non mi avete fatto le solite domande, mi avete chiesto delle cose che sapevate con certezza dimostrando la vostra preparazione, in particolare la domanda relativa alla Ruggiero mi ha fatto piacere, di solito l’intervista media parte con “parlami della scena metal italiana”, ebbasta! Ancora? Con tutto il rispetto, eh? Ahah! Guardate che la gente è molto più interessata alle domande che mi avete fatto voi piuttosto che alle classiche, cosa volete che interessi alla gente del mio parere sulla scena metal italiana? Quella è un’idea che tutti si possono fare sfogliando un giornale o leggendo una webzine e come questa tante altre domande che lasciano un po’ il tempo che trovano. Grazie davvero e un saluto a tutti i lettori di EntrateParallele!

Sito ufficiale Roberto Tiranti : www.robertotiranti.com
Sito ufficiale Labyrinth : www.labyrinthmusic.it
Myspace Labyrinth : www.myspace.com/labyrinthitalia
Myspace Roberto Tiranti Fan Club : www.myspace.com/robtirantifs (sito di provenienza delle foto)

Intervista realizzata da Alessio “Thor”, Ivan “Ivol” e Maria “Mary-Lou”. Si ringrazia lo staff del Boulevard di Misano Adriatico per la disponibilità.

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