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Fightcast (Francesco Vicini)

Pubblicato il 21/07/2008 da in Interviste | 0 commenti


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Intervista Fightcast, Francesco Vicini

Sbarcano sulle nostre pagine i giovanissimi Fightcast, band romagnola all’esordio su full-lenght ma con una discreta esperienza live anche in compagnia di band già affermate. Dagli inizi datati 2004 ai giorni nostri, con una breve escursione nell’immediato futuro, il bassista della band; Francesco Vicini, ci ha raccontato tutto dei Fightcast!

Ciao Francesco! A te un caloroso benvenuto su www.entrateparallele.it! Direi di iniziare subito la nostra breve intervista nel modo più classico, ossia con un po’ di storia: vuoi presentare ai nostri lettori i Fightcast ed i suoi componenti?

Ciao Gianluca e un saluto a tutti i lettori di EP! Qui Franz dei Fightcast, band romagnola (Cesena) formatasi nel 2004 dall’unione di cinque elementi essenziali e complementari tra loro. L’idea nasce da me (basso) e da Marco (batteria); siamo partiti con l’intento di suonare così per gioco / passatempo, ma direi che arrivando a oggi le cose sono ben cambiate. Strada facendo si sono uniti a noi Filippo (voce), facendo dei passi da gigante e i due fratelli Alberto e Stefano alle chitarre. L’età media della band è di 21 anni e sono molte le voci che ce lo ricordano, sbalorditi e increduli a volte, ma a noi non risulta cosi strano per il semplice fatto che ascoltiamo musica metal (o comunque underground) da quando ne abbiamo 14! 🙂
I Fightcast nel corso della loro esistenza hanno realizzato un mini cd autoprodotto nel 2005 dal titolo “Killer Goodfellas Family” con il quale ci siamo fatti conoscere non poco nella nostra zona e ad aprile di quest’anno siamo usciti per la Kolony Records di Brescia con il nostro primo full-lenght dal nome “Breeding A Divinity”. Oltre 70 live all’attivo, sia come headliner sia di supporto a band come Extrema, Linea 77, Caliban, The Agony Scene e tanti altri. Ecco qua in breve cosa significa Fightcast!!!

Come hai appena detto, avete un bel numero di concerti alle spalle.. Quanto vi ha aiutato a crescere come band, sia a livello personale che musicale, suonare così tanto ed in alcuni casi in compagnia di band già affermate? E quanto è importante la dimensione live per i Fightcast?

Lo show live conta al 99% per una band. Tutto ruota attorno a quello. I Fightcast ci credono particolarmente in questo, sia per l’adrenalina di ogni palco in cui si sale, vuoi piccolo, vuoi grande, sia perché vediamo la trasferta come una sorta di vacanza dove riusciamo a trovarci e riunirci tutti e cinque; la cosa purtroppo non è sempre fattibile tra lavoro, studi e impegni di tutti. Come puoi vedere diamo tantissima importanza a questo punto, senza le esibizioni live l’artista muore, perde di pubblicità, di visibilità, di nome stesso. Senza dimenticare poi che il numero maggiore di dischi viene venduto ai concerti. Fare da spalla a band dal grosso calibro poi è stupendo: si imparano più cose in una giornata con loro che in due anni di attività! Consiglierei almeno un live da spalla a band grosse a tutti coloro che suonano se fosse possibile, giusto per rendersi conto di cosa voglia dire essere musicisti e pagare l’affitto col cash che ti regala il tuo strumento 🙂

Hai citato, tra i gruppi per cui avete suonato di supporto, Extrema, Linea 77, Caliban e The Agony Scene. Vuoi raccontarci qualcosa che ti ha colpito particolarmente di ognuna di queste band?

Beh, come minimo comune denominatore possiedono sicuramente tutti la capacità di spaccare il culo sul palco! Poi c’è chi è più professionale, chi meno. Come mi hanno insegnato da piccolo si dice il peccato e non il peccatore 🙂 , per cui non mi sento nemmeno in dovere di elencare nomi. La cosa che mi ha colpito di più è sicuramente il fatto che tutti questi artisti affrontano il palco come niente fosse. Il termine agitazione non è nei loro vocabolari e spero che si cancelli presto anche dal mio 🙂

Intervista Fightcast, Francesco Vicini

Prima di chiederti qualcosa su “Breeding A Divinity”, vorrei sapere come siete arrivati al contatto con Lorenzo e la sua Kolony Records, e come vi trovate con la neonata etichetta bresciana!

A dire il vero non siamo stati noi a trovare la Kolony, ma bensi il contrario! 🙂 Il lavoro allo Studio 73 era già terminato da mesi, e dopo diverse spedizioni del promo in giro per il mondo, ecco apparire come un’ancora di salvezza l’etichetta bresciana. Spezziamo subito una lancia a favore di Lorenzo (fondatore e proprietario della label), il quale sta facendo un lavoro SPLENDIDO. Anche se è appena entrato in questo mondo di contratti, promozione, spedizioni e quant’altro comporti avere una casa discografica, sembra un veterano del settore. Professionalità 100%. GRANDE LOLLO!!!!!

Parliamo di “Breeding A Divinity” : in sede di recensione ho indicato il vostro sound come una buona miscela tra il metalcore e quel death scandinavo che tanto mi ha ricordato i Soilwork, ottenendo così un album d’impatto ma anche fortemente melodico. Che ne pensi? Che risultato volevate ottenere quando siete entrati in studio?

Quello che dici descrivendo “Breeding A Divinity” è verissimo e se lo dici, vuol dire che il nostro intento è riuscito! Come dici tu, il risultato che si voleva avere era un mix di grinta spietata e melodicità piu tranquilla.. Eccolo qua! Non a caso la band a cui ci ispiriamo di più sono i Soilwork e il fatto che tu riconosca in noi il loro sound, significa che le registrazioni sono andate bene, ahah!
Fightcast vuole esprimere violenza tenera!

Parte del merito per essere riusciti nel vostro intento di trasmettere violenza tenera (complimenti per la splendida ed azzeccata definizione Franz, la userò sicuramente in qualche altra rece!) va agli Studio 73 ed al produttore Riccardo Pasini che, a mio parere, ha fatto un lavoro davvero ottimo! C’è un motivo particolare per cui avete scelto questi studi? Come si sono svolte le varie fasi di lavorazione del disco?

Partiamo dal presupposto che il mitico Paso non è solo un produttore da paura, ma anche una persona meravigliosa, capace di non farti pesare la mastodontica mole di una registrazione. Grazie a lui i nostri 21 giorni prenotati li a Ravenna sono volati, tutto è andato per il meglio, al contrario delle nostre aspettative. Questo è il primo disco registrato professionalmente e non sapevamo cosa ci potesse aspettare dall’altra parte del burrone; per fortuna abbiamo trovato un’ottima figura, simpatica e seria allo stesso tempo. Nessun intoppo in particolare, nessun bivio, nessuna incertezza. Abbiamo deciso per lo Studio 73 perché sapevamo che in zona (addirittura in Italia oserei) è il migliore a livello di metal, hc, punk etc. E direi che non abbiamo sbagliato, anzi stiamo valutando gia il periodo migliore per le prossime registrazioni. Per ora ci accontentiamo di bere insieme al Paso nei numerosi happy hour a Marina di Ravenna la domenica pomeriggio!

Intervista Fightcast, Francesco Vicini

Facciamo ancora un passo indietro: vuoi dirci come nascono i brani dei Fightcast? Dalle musiche alla stesura dei testi, raccontaci tutto! Inoltre vorrei sapere se c’è un argomento di cui preferite parlare nei vostri testi e quanto è durato il processo di composizione del disco!

Una delle armi più potenti dei Fightcast è quella di possedere due chitarristi fratelli, che vivono sotto lo stesso tetto, praticamente coetanei e cresciuti a pane e Carcass. 🙂 Tutto ciò vuol dire tanto per la band, che risparmia notevole tempo quando in sala prove arrivano gia decine e decine di riff pronti ai quali va solo arrangiata voce, basso e rullate! I testi di solito vengono composti dal cantante (Filippo) con l’aiuto di Stefano (chitarra più anziana) ma non nascondo che anche io ho scritto qualcosa. Si parla di tutto ciò che ci sta attorno, ma non in maniera ultra estremista come possono fare band del calibro di RATM o SOAD, ma limitandosi a raccontare, con l’ausilio della melodia, quello che ci capita ogni giorno; sia a noi, sia ad altri. Per esempio il nostro singolo “The White Pitch” (la pece bianca) parla dell’incoerenza che galoppa al giorno d’oggi su tutto il territorio globale. Altre tracce raccontano di episodi spiacevoli e non, successi a noi stessi. Altre ancora parlano della nostra formazione, del nostro coraggio nel buttarci in quest’avventura…. Questo vogliono dire i Fightcast!

La sensazione che ho avuto ascoltando “Breeding A Divinity” è che i brani seguano, più o meno tutti, la stessa direzione sonora: decisamente l’album è piuttosto omogeneo, e per quanto la qualità sia livellata verso l’alto a volte i pezzi suonano simili tra loro. Qual è il tuo parere?

Come dici tu tutto segue un filo logico. Odio i cd che hanno pezzi che non c’entrano nulla l’uno con l’altro. Un cd è come una storia, una favola; se non c’è una trama o un indice da consultare è finita, non trovi ?!

Sono d’accordo, ma allora cosa c’entra un brano come la titletrack con il resto del disco? Non riesco proprio a capirla, illuminami!

Vero, qui ti do ragione! 🙂 Il fatto è che la titletrack è stato un favore di amicizia, nei confronti di un grande fan/friend che ci ha sempre aiutato da quando i Fightcast sono in vita. Grazie infinite al Toffolo (tollofomuzik)!

Intervista Fightcast, Francesco Vicini

C’è una canzone che ti piace più delle altre? E se sì, vuoi spiegarcene i motivi?

Così su due piedi è dura darti una risposta, ma forse ti risponderei con “Filter” (traccia n 2). A mio avviso è la più completa a livello di ritmica, growl, melodia e arrangiamento strumenti, per non parlare dell’assolo da paura. Diciamo che è la più virtuosa!!

Parlami del disegno di copertina e del titolo del disco.. Mi sembra che anche qui nulla sia lasciato al caso: qual’è il messaggio che volete trasmettere?

“Breeding A Divinity” tradotto significa “formandosi una divinità”.. ecco qua cosa siamo. Una figura divina che è al suo primo step, il suo primo lavoro professionale, che cerca una via per divincolarsi tra quelle grandi ed inarrivabili e quelle piccole ma aggressive. Il disegno spinge proprio a pensare a tutto ciò. Una sagoma potente e autoritaria, formatasi dalle fiamme, nella speranza che si completi e che diventi sempre più grande e autonoma…

A proposito, come sta andando il disco? Quali commenti avete raccolto da critica e fans?

Il disco sta andando meglio del previsto. Le copie vendute stanno salendo a vista d’occhio, soprattutto grazie a Cd Baby e I-Tunes: grazie al digitale, anche oltreoceano ci stiamo facendo valere. Ogni settimana escono almeno quattro recensioni (ovviamente non sempre positive) ma se dovessi stimare una media dei voti finora raccolti ti direi un 7,5.. per essere il primo disco siamo molto soddisfatti! Qualche mese fa “Breeding A Divinity” è uscito anche in Germania e Benelux, luoghi dove sappiamo che la gente apprezza un bel po’ il metal. Staremo a vedere.

Intervista Fightcast, Francesco Vicini

So che è prematuro visto che “Breeding A Divinity” è uscito da poco, ma te lo chiedo lo stesso: come vorresti che suonasse, o come pensi che suonerà, il prossimo album dei Fightcast? Avete già nuovo materiale in cantiere?

Ahimè non è affatto presto.. siamo gia al lavoro da diversi mesi sulla scrittura del nuovo materiale. Già un mezzo disco è praticamente pronto e proprio in questi giorni ci stiamo scervellando per tirare fuori altra roba interessante. La linea sonora sarà ovviamente più matura, meno scontata insomma. Ma sarà una sorpresa per i nostri fans, per cui acqua in bocca! 😉

Cambiamo argomento e parliamo del metal in Italia: secondo te qual’è lo stato di salute della nostra musica soprattutto negli ambienti più underground?

Come dico sempre, l’Italia non è terreno fertile purtroppo per il metal / punk / hc etc etc. Musicalmente, siamo conosciuti all’estero per Laura Pausini o Andrea Bocelli (ai quali non voglio togliere nulla, anzi stringerei loro la mano se potessi), quindi capisci che la voglia con cui si affrontano certe avventure, che possono essere live, presentazioni, interviste, è sempre di più. Sono convinto che le cose cambieranno, così come sono cambiate da 5/6 anni a questa parte….

E delle webzine come EP che ne pensi? Pensi che siano effettivamente d’aiuto per le band emergenti?

Penso che siano di essenziale importanza.. una vetrina in più col proprio nome sopra non fa mai male, non trovi? 🙂

Intervista Fightcast, Francesco Vicini

Del nuovo disco hai già accennato, c’è qualcos’altro che bolle in pentola nell’immediato futuro per i Fightcast?

Per ora NO COMMENT 🙂

Siamo giunti alla fine Francesco, grazie per la pazienza e la disponibilità! Quest’ultimo spazio è tutto tuo, chiudi questa breve intervista come meglio credi! Un saluto e un in bocca al lupo per tutto!

Devo dire grazie alla redazione di EP in particolare a colui che ha curato quest’intervista, Gianluca Moraschi. Devo ammettere che mi hai tenuto compagnia in questi giorni e ogni giorno ero curioso di sapere quali domande mi sarebbero arrivate 🙂 A tutti i lettori voglio dire di continuare a supportare la scena underground, l’Italia ha bisogno di tutti voi, più che mai!!!
GRAZIE DI CUORE A TUTTI.
Franz – Fightcast

Myspace: www.myspace.com/fightcast
Kolony Records – www.kolonyrecords.com – www.myspace.com/kolonyrecords
Recensione “Breeding A Divinity” su EP qui

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