Slider by IWEBIX

Rosae Crucis (Andrea “Kiraya” Magini)

Pubblicato il 7/11/2009 da in Interviste | 0 commenti


Visualizzazioni post:122

Intervista Rosae Crucis, Andrea Magini

A poco più di un anno dall’ultima intervista realizzata per “Il Re Del Mondo”, ecco il gradito ritorno sulle nostre pagine di Andrea “Kiraya” Magini, chitarrista e fondatore dei Rosae Crucis. L’attesissimo “Fede Potere Vendetta” sta confermando tutte le aspettative che ci attendevamo dalla nuova edizione del disco: ecco a voi quello che un entusiasta Andrea ci ha svelato!

Ciao Andrea, grazie del tempo che ci dedichi e bentornato su Entrateparallele.it! Direi di partire subito dal “fattore scatenante” di questa intervista: la riedizione di “Fede Potere Vendetta”! Personalmente l’ho aspettato con trepidante ansia, vorrei sapere come ti fa sentire il tornare a parlarne a distanza di tanti anni! Quali emozioni stai provando?

Ciao, è un piacere parlare con te. Siamo euforici, dopo un periodo di stress totale che ci ha seguito passo passo durante le registrazioni e le fasi di mixaggio. E’ stato un lavoro molto duro ed impervio, ma siamo soddisfatti del risultato. Siamo molto eccitati, stiamo riscuotendo grossi consensi e non nego che non stiamo con le mani in mano. Stiamo organizzando dei live, e lavorando ad una richiesta che ci è stata fatta e a cui speriamo di poter dar seguito, e cioè un’edizione in inglese di “Fede Potere Vendetta” per il mercato estero. Il lavoro da fare è impressionante, ma dopo queste due riedizioni (“Il Re Del Mondo” e “Fede Potere Vendetta”) siamo “carichi di speranza e freddo acciaio” (citando il testo di “Crociata”)!

Hai detto che il lavoro per “Fede Potere Vendetta” è stato “duro ed impervio”. E’ cambiato qualcosa rispetto alla lavorazione de “Il Re Del Mondo”? Quanta pressione avete avvertito per questa riedizione?

Indubbiamente la pressione su di noi per “Fede Potere Vendetta” era altissima. Il demo era molto più conosciuto de “Il Re Del Mondo”, avevamo il pezzo inedito da aggiungere e “Venarium” da rifare/completare. La Jolly Roger poi ha fatto un grosso lavoro sulla produzione, seguendoci in ogni singola fase (cosa non comune al giorno d’oggi) e questo da una parte ha portato ad un prodotto migliore, ma dall’altra è stato un vero scontro fra titani 🙂 Spero che il risultato vi piaccia!!! Nelle fasi di preproduzione e registrazione, su “Fede Potere Vendetta”, abbiamo curato di più il drumming, molto più intenso a mio avviso, e lavorato di più sui suoni di basso e chitarre. Questo ci ha portato via molto più tempo rispetto a “Il Re Del Mondo”!

Intervista Rosae Crucis, Andrea Magini Intervista Rosae Crucis, Andrea Magini

Nell’intervista che mi avevi rilasciato in seguito all’uscita de “Il Re Del Mondo”, avevi detto che su “Fede Potere Vendetta” avreste aggiunto una cover ma nessun pezzo nuovo: che cosa vi ha spinto a cambiare idea? Con questo non voglio certo dire che la scelta mi dispiaccia, sono anzi molto contento di aver trovato la splendida “Venarium” e “Sangue Acciaio” a chiudere il disco!

Sì, quando siamo partiti con l’idea volevamo aggiungere una cover di un cantautore italiano rifatta in completo stile power epic metal… E non nego che prima o poi la faremo come bonustrack (ma non ti dico nè il nome nè l’autore)! Poi però, mano mano che il progetto prendeva piede, ci siamo resi conto che dovevamo dare qualcosa in più ai nostri fans. Così abbiamo scritto “Sangue Acciaio”, poi abbiamo deciso di riesumare (riscoperta per puro caso, l’avevamo nel dimenticatoio da anni) “Venarium”, arricchendola di un testo che non era ancora completo: il risultato penso sia abbastanza soddisfacente. Non nego che ci piace molto rieditare cover e personalizzarle, e prima o poi faremo un progetto su questa cosa… Magari, chissà, un bel disco di cover italiane riadattate… Ce ne sono moltissime…

Ritengo che “Fede Potere Vendetta” sia un disco entusiasmante, ancora più coinvolgente ed avvincente del suo predecessore, e penso di poter dire, senza timore di smentita, che il vostro è uno dei dischi dell’anno. E’ un lavoro carico di atmosfere e passione, epico, battagliero e privo di cali di tensione: era questo il risultato che volevate ottenere più di dieci anni fa? C’è qualche altro aspetto che vuoi sottolineare?

Grazie infinite dei complimenti, mi fai commuovere. Abbiamo lavorato molto sull’atmosfera e sulla carica emotiva che volevamo trasmettere. Siamo ancora lontani dagli standard e dai livelli a cui vorremmo arrivare, ma giuro che ce l’abbiamo messa tutta. Abbiamo lavorato tantissimo in fase di preproduzione nel riarrangiare i pezzi (anche grazie ad Antonio Keller), al fine di rimuovere qualsiasi ripetitività fine a se stessa e, appunto, cali di emozione/tensione… Sicuramente le idee che avevamo in mente ormai dieci o dodici anni fa erano queste e ora finalmente le abbiamo portate in musica nella maniera corretta e dovuta. Da sottolineare il grosso lavoro svolto nell’evitare la prevalenza di uno strumento sull’altro, arrivando a concentrarci sull’impatto complessivo, a ragionare in maniera misurata, ed il grande lavoro svolto da Giuseppe nelle parti vocali. La sua interpretazione è stata molto sentita e piena di sfumature. La sua voce in questo disco è molto più calda del solito, “Venarium” ad esempio è estrema per la sua estensione… Arriva a toccare l’ultima nota che gli dèi gli hanno fornito, e paradossalmente è la traccia che abbiamo registrato praticamente al primo/secondo take, eravamo così carichi di entusiasmo per quel pezzo che Giuseppe ha intonato ed imboccato la strada giusta fin da subito…

Intervista Rosae Crucis, Andrea Magini

In effetti Giuseppe ha offerto una prova spettacolare su “Fede Potere Vendetta”! Quanto tempo avete impiegato per “cucire questo nuovo vestito” addosso ai brani? E qual è stato il pezzo su cui avete lavorato maggiormente?

Abbiamo lavorato in studio per diversi mesi. Nella fase di preproduzione abbiamo lavorato molto sugli arrangiamenti, al fine di limare tutto ciò che non ci piaceva. I pezzi però non sono stati stravolti. Su “Crom” e su “Anno Domini” forse ci sono gli stravolgimenti più grossi, con cambi di tempo e tagli ai pezzi, mentre il brano che paradossalmente ci ha fatto sudare di più è stato “Fede Potere Vendetta”. Musicalmente lo abbiamo lasciato intatto o quasi, ma a livello di linee vocali e di intensità ci ha fatto sudare parecchio… Pensa che ne abbiamo registrate almeno trenta versioni differenti prima di arrivare a quella della release!

Quindi, visto tutto il sudore sparso, possiamo considerare “Fede Potere Vendetta” come un disco nuovo a tutti gli effetti?

Sì, indubbiamente. E’ un disco nuovo, è il vero “Fede Potere Vendetta”. Abbiamo ingoiato sangue e ricagato acciaio 🙂 Speriamo vi piaccia. Lì dentro c’è tutta la nostra passione per quei pezzi, un miniconcept su Robert Howard e tanti riferimenti al nostro Paese ed a ideali universali…

Ora vorrei chiederti di accostare uno o più aggettivi ad ogni pezzo presente su ““Fede Potere Vendetta””, al fine di creare una piccola carta d’identità di ogni brano!

Mmmh ok ci proviamo 🙂
La Caduta Del Falso: PROGRESSIVA
Fede Potere Vendetta: FIERA
Crociata: LIBERATRICE
Anno Domini: PROROMPENTE
Le Cronache Di Nemedia: SOGNANTE
Crom: GUERRIERA
Venarium: EPICA
Sangue Acciaio: SANGUINARIA

Intervista Rosae Crucis, Andrea Magini

La grande musica che avete inciso per “Fede Potere Vendetta” ha un suo degno completamento nella parte grafica: bellissimo il disegno di copertina e davvero ben curato il libretto, con l’ottima scelta dei testi in madrelingua ed in inglese. Vuoi parlarci più approfonditamente di tutto ciò?

Grazie per i complimenti. Sì, abbiamo lavorato molto sull’artwork. Volevamo mettere molto materiale. La traduzione in inglese è stata messa perchè all’estero ce lo hanno chiesto spesso per “Il Re Del Mondo”, così stavolta non ci siamo fatti trovare impreparati. La copertina nasce dall’idea di sintetizzare una delle mille interpretazioni di “Fede Potere Vendetta”, e cioè i motivi per cui combattere, vivere e morire… E così nel disegno si trovano riferimenti politici, religiosi, ideologici, storici, fantasy. C’è un po’ di tutto, perchè è tutto ciò che ci rappresenta. Quella croce con le armi e i sigilli vuole essere un simulacro di guerra, un altare a ricordare le guerre passate, presenti e future. Si combatte per una croce, per una bandiera, per un simbolo, per la gloria, per il potere, per la libertà… I veri guerrieri di oggi, metafora che ci piace usare spesso nei nostri testi, sono quelli che sopravvivono in questo mondo di merda, quelli che fanno qualcosa per smuovere la propria vita non rimanendo immobili ad aspettare la manna dal cielo… Il Metal è sempre stata una musica di ribellione e il ribellarsi alla passività di questa società è uno spunto secondo me molto epico.

A questo punto mi viene da chiederti, prima di tornare in argomento, come ti poni a livello personale, e non solo musicale, nei confronti della società odierna…

Beh indubbiamente non è facile sopravvivere, vivere e muoversi, crescere dei figli in questa società. Siamo al collasso della politica, le istituzioni falliscono sempre più, c’è repressione di tutto, c’è paura di tutto… Non ce ne rendiamo conto, ma questo Paese è in picchiata. Nell’ambito metal, quest’estate abbiamo visto quanti festival e quanti concerti le giunte comunali hanno chiuso o vietato di celebrare. Teniamo duro. Continuiamo a suonare, ad abbassare il prezzo dei cd e dei concerti, sperando che ci sia supporto ad una scena che in molti, troppi pensano sia inesistente… Ci siamo, e siamo tanti, dobbiamo solo imparare a farci vedere di più 🙂

Intervista Rosae Crucis, Andrea Magini

Torniamo al disco: mi sembra che “Fede Potere Vendetta” stia raccogliendo parecchi consensi dalla critica. Mi piacerebbe sapere se c’è qualcosa, ogni volta che ti appresti a leggere una nuova recensione, che ti auguri di non dover leggere e qualcosa che invece ti ha particolarmente colpito in positivo! Inoltre mi piacerebbe sapere come “Fede Potere Vendetta” è stato accolto dai fans!

Ogni recensione fortunatamente è diversa. Sai, noi siamo sempre stati una band che spacca l’audience in due. A chi fa cagare la copertina ed esalta la produzione, chi il contrario, chi dice “sì, son bravi ma era meglio in inglese”, chi “sono bravi in inglese ma era meglio in italiano”. Quindi ogni volta è la prima volta… Quello che non voglio leggere sono inutili accostamenti politici alla nostra musica: ci riteniamo ben al di sopra della merda della classe politica. Quello che vorrei leggere forse è una più attenta analisi dei testi e della musica, a volte troppo sbrigativa e superficiale, ma è normale. Il disco è stato accolto in maniera roboante dai nostri fans (ma lo sappiamo, son tutti pazzi 🙂 ) e comunque in maniera interessante da chi non ci conosceva e non ci seguiva. Sicuramente è un disco che ha bisogno del suo tempo, ci vorrà ancora qualche mese per tirare fuori dei bilanci e con l’uscita della versione in inglese tutto si amplificherà. Stiamo costruendo un tappeto, stiamo concimando il terreno in attesa del nostro quarto full-length: speriamo che tutto questo lavoro venga apprezzato!

Senti Andrea, facciamo un passo indietro fino al Jolly Roger EP Fest: personalmente conservo uno splendido ricordo di quel festival, anche se speravo in un’affluenza di pubblico maggiore… Ripensandoci ora, a distanza di più di sei mesi, come commenteresti quel concerto? Se si riuscisse ad organizzarne un altro potremmo contare sui Rosae Crucis??

Bellissima atmosfera, bella gente e grandi artisti. Se ci fossero state cinquecento persone invece che duecentocinquanta sarebbe stato un successo epocale… E la gente non sa cosa si è persa e cosa sarebbe potuto diventare… Comunque abbiamo avuto modo di conoscere i Folkstone, che sono dei grandi, i Trinakrius, gli immensi Kurnalcool, i mitici Draugr (forza Abruzzo sempre compà) e tutti gli altri, ed è proprio quella sera che si sono gettate le basi per la sceneggiatura del videoclip di “Fede Potere Vendetta”. Le premesse c’erano tutte, la Jolly Roger Records ha investito molto sul progetto e secondo me andrebbe bissato. Un primo tiepido inizio che deve dare il “la” a tutta la sinfonia. Se si riuscisse ad organizzare noi saremmo più che onorati di poter suonare!

Hai citato il videoclip: mi è piaciuto molto e mi ha gasato anche di più! Vuoi raccontarci le varie fasi della sua lavorazione? Ci sono state difficoltà particolari?

L’idea parte da un’immagine che mi era venuta in mente, di qualcuno chiuso in una stanza che cercava di sintonizzare disperatamente una radio alla ricerca di un segnale… Il nostro… Da lì, i pazzi della enter-tain, tra tutti Massimo Acquaviva, Lucio Basadonne e Michele Vaccari, hanno tirato fuori una sceneggiatura pazzesca che ci ha affascinati fin da subito. Volevamo un video che non fosse solo musica, ma che raccontasse qualcosa. Appena approvata la sceneggiatura e visto il provino per l’attore (Stefano Olcese, un grande) abbiamo capito che il gioco si faceva serio… E così, eccitati da morire, abbiamo caricato armi e bagagli alla volta di Genova. Qui, senza aspettarcelo, siamo arrivati in questa chiesa sconsacrata, dove circa venti persone ci aspettavano, tra facchini, macchinista, aiuto macchinista, fotografo, scenografa, truccatrice, tecnici luci, macchine del fumo e tanti altri ancora. Lì ci siamo veramente cagati sotto, sapevamo che non potevamo più giocare. Le fasi più difficili indubbiamente sono state le riprese nel bunker, sembrava un set di Herzog, pieno di difficoltà, con molto chaos, rumore, gallerie infinite, generatori di corrente, fumo, luci che andavano e venivano. E’ stato bellissimo! Siamo andati con Giuseppe in giro per i tunnel dove la gente durante la prima guerra mondiale si rifugiava dai bombardamenti, a leggere le scritte che lasciavano sui muri… Un’esperienza quasi mistica… Leggere di padri che piangevano, di gente che non trovava più la moglie, di aspiranti mariti, disegni porno dei primi anni del ‘900, preghiere, c’era di tutto. Finiti i due giorni di riprese, Lucio e gli altri hanno passato quasi un mese a lavorare alla postproduzione ed al montaggio per arrivare al prodotto finito. Spero vivamente che vi piaccia!

Parliamo dei vostri concerti: vi vidi la prima volta on stage a Bologna con la Strana Officina e lo spettacolo che offriste sul palco mi colpì molto. Ho notato che da un po’ di tempo state curando in maniera molto più sistematica e professionale i vari aspetti dei vostri live, a cosa è dovuto questo cambiamento?

Sì, stiamo cercando di migliorare tutti gli aspetti, dal come approcciare il palco, nella gestione del backstage, al nostro livello di musicisti ed alla carica e allo scambio di energie con il pubblico. In tutto questo e nell’evoluzione, che spero continui, è stata fondamentale, se non la vera artefice, Tiziana “Titti” Angeramo, una forza della natura (oltre che un’indubbia adorabile scassapalle). Effettivamente lavorare con un persona di tale esperienza ci sta permettendo di limare e colmare le nostre asperità e lacune. Lei è una persona che tenta di gestire e supportare l’artista in tutto e per tutto, senza fare distinzioni in base alle vendite e alla popolarità. Un artista è un artista, sia davanti a cinquanta persone che davanti a cinquantamila, e ha bisogno di aiuto, di calma e di serenità per affrontare lo stress dei viaggi, del soundcheck e dei concerti. Non è tutto rose e fiori (o rose e croci eheh) quando si suona dal vivo, ed avere una persona di tale calibro ed esperienza è una marcia in più. Indubbiamente ad oggi è per noi un elemento indissolubile della band.

Intervista Rosae Crucis, Andrea Magini

Una curiosità prima dei saluti: qual è il significato del vostro simbolo? Ci sono più simboli che lo compongono, è esatto?

Il simbolo lo scegliemmo per puro caso. Si trovava a pagina 333 de “Il Pendolo Di Foucault” di Umberto Eco, libro capolavoro della letteratura italiana, e ci affascinò subito: sembra un omino, ma rappresenta una congiunzione astrale tra vari pianeti. Praticamente, scomponendolo escono fuori i simboli planetari. Noi lo abbiamo personalizzato aggiungendo al centro la doppia croce templare. I templari, così come gli altri ordini cavallereschi e/o religiosi, sono sempre stata una nostra passione!

Siamo in conclusione! E’ sempre un onore ed un piacere ospitare te ed i Rosae Crucis su Entrateparallele.it, grazie per la pazienza nel rispondere alle mie domande! A presto Andrea, a te l’ultima parola e… FEDE POTERE VENDETTA!

E’ un onore figurare sulle pagine di EntrateParallele! So quanto vi sbattete per il Metal, e quanto vi spendiate affinchè le band italiane possano avere visibilità. L’ultima parola è sempre la stessa da un po’ di tempo, ma è l’unica che mi sento di dirvi: SUPPORTATE IL METAL ITALIANO. Lo griderò finche avrò fiato in corpo. Abbiamo band fenomenali, diamo loro la giusta visibilità, aiutiamole a crescere e a farsi conoscere. FEDE POTERE VENDETTA

Sito ufficiale: www.rosaecrucis.it
Myspace: www.myspace.com/rosaecrucisband
Recensione “Fede Potere Vendetta” su EP qui

Etichetta Jolly Roger Records – www.myspace.com/jollyrogerlabelindie

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *