08/12/2012 : Obituary + Macabre + guest – Seregno (MB)

Visualizzazioni post:883

08.12.12 Honky Tonky Club, Seregno (MB)

ROTTING SLOW IN EUROPE 2012 – 89/92 CLASSIC SET

OBITUARY
MACABRE
PSYCROPTYC
THE AMENTA

obituary

Senza troppi giri di parole: grande serata all’insegna del death metal. L’Honky Tonky di Seregno, dove non ero mai stato, si è rivelato un bel locale, non troppo grande ma con un’acustica molto buona e l’affluenza di pubblico è stata ottima, infatti si è quasi registrato il tutto esaurito, a dimostrazione che questo tour era molto atteso anche dalle nostre parti.

Ma prima di passare a parlare delle bands voglio soffermarmi un attimo sull’unico aspetto negativo della serata, che comunque ritengo non sia una cosa secondaria. Non è possibile che questi circoli dove bisogna fare la tessera (a meno che non la si abbia già… ma la maggior parte dei partecipanti deve farla…)  creino code fuori dal locale con un sacco di perdita di tempo, mentre i musicisti dentro hanno già cominciato a suonare. Vi basti pensare che molte persone sono riuscite a entrare solo durante la seconda band quando erano fuori da molto tempo ad aspettare (senza dimenticare che si congelava, per fortuna che almeno non pioveva!). Capisco che per un circolo un’affluenza del genere sia oro colato per l’emissione di tessere, ma vediamo di organizzare meglio la cosa la prossima volta; questo discorso vale per tutti i circoli, visto che non è la prima volta che mi capita. Chiudo con il discorso e passiamo al report della serata che è meglio…

 

Si comincia con gli australiani The Amenta di cui ascolto – incazzato nero – la breve prestazione per metà all’entrata del locale (vedi discorso sopra) e la seconda metà per fortuna integralmente, essendo riuscito a entrare. Come l’ultima volta che mi era capitato di vederli questi australiani si dimostrano un’ottima live band, anche come presenza scenica, il loro death metal nel quale la brutalità si fonde con  un’atmosfera maestosa e apocallitica in sede live ha un impatto notevole. “Sekemen”, “Vermin” o la potentissima “Erebus” sono state tutte rese al meglio; spero veramente prima o poi di riuscire a vedere i nostri con più tempo a disposizione e non mi resta che aspettare con grande curiosità il nuovo album,  previsto per l’anno prossimo.

 

Cambio di palco e tocca ad un’altra band australiana, stiamo parlando degli Psycroptic, band autrice di un brutale death metal molto tecnico, che negli anni si è meritatamente fatta un’ottima reputazione nell’ambiente, grazie a dischi di grande qualità.
Come per i loro connazionali The Amenta la setlist è stata piuttosto limitata, giusto il tempo di sparare sui presenti canzoni come “The Color Of Sleep”, “Euphorinasia” e “Forward To Submission” tutte suonate con precisione e affiatamento tra i componenti della band. Anche gli Psycroptic lasciano il palco tra gli applausi dei presenti grazie ad un concerto molto buono, pur nella sua lunghezza limitata.

 

È il momento di una band molto attesa questa sera, sto parlando dei Macabre, che personalmente non mi piacciono nemmeno un po’, sia su disco che dal vivo, dato che ho avuto già modo di vederli in azione. Per fortuna loro però la maggior parte dei presenti non la pensa come me e segue il loro concerto con grande coinvolgimento. Il trio di pazzoidi con il loro death-grind – a tratti anche molto divertente  e scanzonato – propone al pubblico milanese le varie “Zodiac”, “Nero’s Inferno”, “Hitchhiker” e “Vampire Of Düsseldorf” tutte riproposte fedelmente.
Insomma, oggettivamente un buon concerto molto apprezzato dalla maggior parte dei presenti, soggettivamente dopo due canzoni mi avevano già stufato, ma questo ribadisco è solo un parere del tutto personale, sicuramente i Macabre saranno soddisfatti dell’accoglienza ricevuta.

 

Finalmente siamo al momento clou della serata, ovvero il concerto degli Obituary, per fortuna non per promuovere gli ultimi scialbi album (anche perché altrimenti di pubblico ce ne sarebbe stato molto meno…), ma per dare in pasto ai presenti una scaletta ricavata solo ed esclusivamente dai loro primi tre album, sto parlando dei capolavori “Slowly We Rot”, “Cause Of Death” e “The End Complete”, quindi come potrete ben comprendere era difficile rinunciare ad un evento del genere, dove c’era la possibilità di ascoltare solo ed esclusivamente brani storici che hanno dato il loro contributo alla storia del death metal.
I nostri si sono dimostrati in grande forma, con un John Tardy ancora graffiante alla voce, forse non a livello dei tempi andati, ma anche per lui l’età avanza e comunque è sempre un piacere ascoltare il suo inconfondibile cantato. Anche gli altri non sono stati da meno, con un attacco frontale senza pausa, che non ha lasciato respiro e ha scatenato quelli delle prime file.
“Stinkupuss”, “Intoxicated”, “Bloodsoaked”, “Infected”, “Cause Of Death”, “Killing Time”, “The End Complete”, “I’m In pain”, “Slowly We Rot” e altri classici hanno entusiasmato tutti i presenti, che hanno sostenuto la storica band della Florida per tutta la durata del concerto.
Posso chiudere dicendo solo: grandissimo concerto! Speriamo che questo tour “revival” sia di ispirazione agli Obituary per tornare a comporre un album degno del loro nome, visto che le ultime uscite sono state piuttosto tristi, ma questa sera non conta, perché all’uscita siamo tutti contenti per quello a cui abbiamo assistito!

 

Live report a cura di Massimiliano “Max” Garlaschelli

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.