04/12/2013 : Raven + Girlschool (Milano)

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04/12/2013 : Raven + Girlschool + Harmonic Generator – Legend Club (Milano)

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C’è sempre una prima volta… decisamente potrei cominciare così il report di una serata davvero intensa e da ricordare negli annali, almeno per il sottoscritto. Complice la compagnia come sempre piacevole dei “soliti noti”, ovvero gli amici (sì, ormai si parla decisamente di amici) che si incontrano ai vari concerti nel Nord Italia, purtroppo quasi sempre le stesse facce, complice una band in apertura niente male, complici quattro allegre signore che portano il nome di Girlschool, che hanno riscaldato a dovere l’ambiente e dimostrato che non è una diceria la cosiddetta “seconda giovinezza”, fatto sta che il trio britannico per antonomasia (mi dispiace, ma non sto parlando dei Venom) ha offerto una prova da manuale, come a questo punto suppongo siano soliti fare. Prima esibizione dei Raven per il sottoscritto, che già brama di poter assistere ad una seconda tornata in tempi brevi, soprattutto in virtù di un nuovo album da supportare che dovrebbe vedere la luce nel corso del 2014.
Una prova dalla quale le giovani band dovrebbero davvero prendere spunto, se non musicalmente perché lontani dal genere dei Raven, quantomeno per la disinvoltura e destrezza con le quali i Nostri sanno tenere il palco, con i due fratelli Gallagher a far da mattatori ed il chirurgicamente letale Hasselvander a ritagliarsi egregiamente il proprio spazio vitale; Mark in particolare stupisce, vista la stazza ormai notevole che lo contraddistingue, ma che non riesce a fermare lo scatenato asso della sei corde.
Ovviamente la platea della serata è arricchita da qualche new entry, incanutiti personaggi che per l’occasione hanno rispolverato la propria anima metallica, tornando sotto il palco a rinverdire i fasti del passato.

Si parte con il giovane quintetto francese HARMONIC GENERATOR, i cui membri sono stati autori di una prova energica, cominciando a tastare gli animi di quella cinquantina di presenti che già popolano il Legend Club di Milano alle 21:30 di mercoledì 4 dicembre. L’heavy rock dei Nostri scuote pochi astanti, la cui partecipazione è limitata a qualche applauso al termine dei brani proposti, senza riuscire ad esplodere davvero. Nella mezz’ora a disposizione la band propone estratti dal primo full length “When The Sun Goes Down”, edito dall’australiana Lungata Records, per concludere la performance con una cover degli australiani The Angels, una delle muse ispiratrici del quintetto, come da ammissione dello stesso frontman Quentin Barthes-Villegas. Nel contesto la band non stona del tutto, con una carica hard rock figlia dei numi tutelari del genere, pur presentando spunti moderni nel songwriting che non hanno favorito il benvolere dei presenti, oltre all’immagine, ben lontana dallo stereotipo “denim and leather”, che offusca una band comunque meritevole. Sarà malizia, ma la provenienza dalla contigua e sempre detestata terra di Francia può aver giocato il suo ruolo, che ci volete fare…

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L’esiguo pit del Legend comincia a prendere vita e, nel giro di un breve cambio palco, Enid Williams, Denise Dufort, Kim McAuliffe e Jackie Chamber, in arte GIRLSCHOOL, sono pronte per infuocare con la loro genuina proposta. Una setlist che, come anticipato, pesca a piene mani dal passato più noto del quartetto, subito messo in chiaro dalla opener “Demolition Boys” e dalla arcinota “Come On Let’s Go”, quasi a sottolineare che niente e nessuno può mettere loro i piedi in testa. Le quattro donne in carriera non fanno prigionieri, sia musicalmente che emotivamente; alzi la mano chi non ha fatto apprezzamenti su almeno due delle quattro Mil…Musiciste, che credevate? Una strana aurea di malizia regna sovrana…
Bando alla facile ironia, ritornando alla performance, come non citare “The Hunter”, la classica “Hit And Run”, oltre a “Future Flash”, “Screaming Blue Murder” ma anche le più recenti “Never Say Never” ed “I Spy”, che vide a suo tempo la collaborazione di Tony Iommi e del sempre compianto Ronnie James Dio, al quale è appunto dedicata, con giusta ovazione del pubblico. Non manca la cover dei The Gun “Race With The Devil”, mentre la chiusura è lasciata ad un altro classico delle nostre inossidabili rockers: “Emergency”.
La sezione ritmica di Denise ed Enid miete vittime, non meno la tosta prova vocale di Kim (coadiuvata in più occasioni dalla più “sobria” Enid) ed il sempre ottimo solismo di Jackie corona una prova che non può lasciare insoddisfatto nemmeno il più indefesso scontento di turno. Siccome non si può chiedere di più, cosa resta da aggiungere? Non fatevele scappare, ed almeno una volta nella vita servitevi una dose di sano rock ‘n roll come queste quattro scalmanate sanno ancora offrire egregiamente!

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Giunge il tempo di un fantastico salto indietro nel tempo, un tuffo nella N.W.O.B.H.M. che fu, con una fra le band alfiere di quel movimento partorito dalla terra d’Albione ormai più di tre decadi or sono, ma che ancora emoziona una folta schiera di supporters.
Tornano in Italia i primi ed unici fratelli Gallagher che contano (ogni riferimento ad altre persone è puramente voluto), con la loro creatura, i RAVEN, e con la promessa mantenuta di una scaletta con un occhio di riguardo agli intramontabili classici del trio; la carica dissipata con ogni singola nota è contagiosa, tant’è vero che il pubblico reagisce con la medesima energia, tributando ai musicisti il giusto tripudio e scatenandosi anche in sporadici ma intensi “tafferugli” al centro della sala.
L’intro che accompagna i Raven sul piccolo palco del Legend non scorre liscia fino in fondo, “saltando” a più riprese e infondendo una certa apprensione, immediatamente repressa quando i Nostri partono a violentare i propri strumenti di riferimento. Violentare è il verbo più adatto alle circostanze, visto che chitarra, basso e batteria vengono prese d’assalto sulle note di “Take Control” e “Live At The Inferno”. Non da meno la grande “All For One” e l’immensa “Rock Until You Drop”, senza contare le esaltanti “Speed Of The Reflex” e “Mind Over Metal”.
Perché non considerare l’ultimo “Walk Through Fire”, lavoro grandioso nella sua genuinità? Eccoci accontentati con “Breaking You Down”, uno dei brani migliori del lotto! Ancora un salto nel glorioso passato, con “Break The Chain”, curiosamente intervallata da spezzoni di cover, delle quali la mia ignoranza musicale riesce a cogliere esclusivamente un breve estratto da “Iron Man”, di sabbathiana memoria. C’è spazio anche per intermezzi solisti improvvisati, che lasciano il tempo che trovano ma non “disturbano” nel complesso, conditi come sono dalle inesauribili espressioni facciali dei Nostri, specialmente per quanto riguardo Mr. Mark Gallagher.
Una prova al fulmicotone, per una band che non dimostra assolutamente la propria veneranda età, ma riesce a far dimenticare lo sfinimento che attanaglia molti di noi al termine di una lunga giornata come quella intercorsa con la sola “imposizione” del proprio verbo: heavy metal!

Unica nota “negativa” un banchetto del merchandise che definire “poco fornito” è un eufemismo; ma alla fine poco importa, il ricordo principale non sarà di certo impresso su una t-shirt o su gadget vari, ma indelebile nel (romantico) cuore di ogni rocker che si rispetti… alla prossima!

Le foto della serata sono di Luca Bernasconi (Metal Maniac), che ringraziamo.

Girlschool:

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Raven:

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