Abyssous – “… Smouldering” (2013)

Titolo: ... Smouldering
Autore: Abyssous
Genere: Death Metal
Anno: 2013
Voto: 7

Visualizzazioni post:670

Arrivano dalla Tedeschia (Aldo Baglio docet) questi Abyssous, un lercio trio promettente il cui album di debutto è stato rilasciato dalla compatriota Iron Bonehead Records, che per inciso è una delle mie etichette preferite e da cui compro sempre della roba succosa, fanzine comprese (quanto mi piace fare “er fighetta”!). Devo dire che la label ci ha azzeccato anche stavolta, magari non proprio in pieno ma da quest’album di nove pezzi (incluse intro, outro e l’intermezzo ambientale di “Profaning Intrusion Of…”) per soli 30 minuti di caos sonoro si scorgono delle ottime potenzialità.

La musica degli Abyssous è un death metal antico di scuola americana ma suonato con un riffing semplice e ben bilanciato fra le parti più veloci (i tupa-tupa vengono spesso preferiti ai blast-beats, che pur non mancano) e quelle più lente. I passaggi doom sono incredibilmente frequenti, anche se non sempre risultano ben sviluppati (come in “Burial Sea”). In effetti, il batterista offre delle prestazioni sufficientemente fantasiose sparando talvolta pure dei bei momenti pieni di groove.

L’altro elemento che mi ha ben impressionato è il cantante, una sorta di incrocio bastardo fra Luc Lemay dei Gorguts e Nocturnal Grave Desecrator and Black Winds dei Blasphemy (che palle di “nom de guerre”!), quindi aspettatevi qualcosa di bestiale e puzzolente. Il nostro riesce pure a variare un po’, come quando nell’introduzione di “Invocations” vomita un ruggito più torturato del solito, o come in “Examination Rite”, dove ad un certo punto usa un timbro più gutturale e cavernoso.

L’album decolla negli ultimi due brani, cioè “The Inverter” e il già citato “Examination Rite”, anche a causa di certi assoli capaci stranamente di essere belli melodici e atmosferici più frequenti nelle parti doom. Va fatto presente che gli Abyssous non sembrano amare molto gli assoli tant’è vero che un altro, ben più nervoso e veloce, è presente in “Burial Sea” e poi stop (si noti inoltre che tale canzone, insieme alla precedente “Abominations” e ad “Examination Rite”, ha qualche leggero influsso black).

Ora passiamo ai difetti, che non sono pochi: alcuni brani mancano di fantasia ripetendo in pratica le stesse cose dall’inizio alla fine (“Abominations”). Altri invece alla lunga diventano prolissi e, peggio ancora, non sono neanche aiutati da un cantante che ha la tendenza a scomparire per parecchi tratti (in questo senso “Burial Sea” è più che esemplificativo). Insomma, l’inizio dell’album non è dei più confortanti nonostante le apparenze.

In generale gli Abyssous hanno fatto sì un buon album ma potevano osare di più. Il mio consiglio è quello di sviluppare il discorso intrapreso negli ultimi due pezzi, anche perchè questi offrono un bel contrasto fra assoli melodici (ma niente a che fare con i Dark Tranquillity e roba simile, sia chiaro!) e un death perennemente cupo. Ma i nostri sono già sulla buona strada perchè quelle due canzoni sono le uniche a non provenire dalle sessioni del demo, dallo stesso titolo dell’album, del 2012. Ecco spiegato il mistero!

Tracklist:
1 – Entering the Cave
2 – Abominations
3 – Burial Sea
4 – Invocation
5 – Black Pyramid
6 – Profaning Intrusion of…
7 – The Inverter
8 – Examination Rite
9 – Abscondence

Line-up:
Deathtrader – voce/basso
Jonty Lava – chitarre
Assassor – batteria

Sito ufficiale: http://www.abyssous.de/
Etichetta Iron Bonehead – http://www.ironbonehead.de/

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