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Skelator – Agents Of Power (2012)

Pubblicato il 4/03/2014 da in Nuove uscite | 4 commenti

Titolo: Agents Of Power
Autore: Skelator
Genere: Epic / Heavy Metal
Anno: 2012
Voto: 8

Visualizzazioni post:619

Seguo le mosse degli Skelator da diversi anni ormai, e più precisamente da quando inviarono in redazione il loro “Swords”, EP datato 2005 che mostrava luci ed ombre ma che lasciava intravedere le potenzialità di una band giovane da tenere d’occhio. Da quel primo contatto, il quintetto americano non ha fatto altro che crescere uscita dopo uscita: due anni dopo “Death To All Nations”, e sempre supportati dalla label nostrana Metal On Metal Records, viene pubblicato l’ottimo “Agents Of Power”, album che certifica la continua ascesa qualitativa dei Nostri. Accompagnato da un bell’artwork che riporta in copertina Elric di Melniboné e la sua spada Stormbringer, “Agents Of Power” non tradisce le aspettative e conferma la band come una certezza per i cultori delle sonorità dure e pure: immuni da qualsiasi corruzione sonora, gli Skelator avanzano fieri ed indomiti lungo un sentiero lastricato di intransigente epic / heavy metal dove, rispetto al predecessore, vengono aumentati i chorus e la componente evocativa, quest’ultima in particolare nel concept “Elric: The Dragon Prince (A Tale Of Tragic Destiny In 12 Parts)”, che si sviluppa dalla traccia cinque in avanti. Attraverso un ottimo songwriting ed indubbie capacità esecutive, i Nostri rileggono con fervore gli insegnamenti di alcuni mostri sacri degli Eighties a cui si rifanno più o meno apertamente, realizzando un disco carico di passione, coinvolgente e senza alcun passo falso: le influenze di Cirith Ungol, Manowar ed un pizzico di Helstar confluiscono in composizioni ispirate e trascinanti come la possente “Agents Of Power”, che apre le danze all’insegna dello US power, la successiva e più ritmata “Gates Of Thorbardin” e gli influssi NWOBHM di “Rhythm Of The Chain”. Addentrandoci nei brani del concept – come detto incentrato sull’imperatore albino creato da Michael Moorcock – aumenta la tensione emotiva e le atmosfere si fanno tenebrose ed inquietanti: occorre scomodare gli onnipresenti Cirith Ungol, i Manilla Road ed i nostri Domine per avere un’idea del fascino e delle suggestioni che gli Skelator riescono a trasmettere con brani come la sofferta “Cymoril”, la rabbiosa “Rubble And Ash”, l’arcaica “Fate, The Dreadful Curse” e l’eroica “Bane Of The Black Sword”. Opportunamente caratterizzato dalle vocals di Jason Conde-Houston, la cui ugola può ricordare una miscela di James Rivera e Gerrit Mutz, l’album si palesa come riuscito sotto ogni aspetto: se ancora non lo avete fatto, procuratevi questo gioiello intitolato “Agents Of Power”, perché ha tutto per conquistare il vostro cuore di incorruttibili true metallers!

Tracklist:
1. Agents Of Power
2. Gates Of Thorbardin
3. Dream Dictator
4. Rhythm Of The Chain

Elric: The Dragon Prince
(A Tale Of Tragic Destiny In 12 Parts)

5. Overture (Instrumental)
6. Elric: The Dragon Prince
7. Pulsing Cavern
8. Stormbringer And Mournblade
9. The Young Kingdoms
10. The Dark Tower
11. Cymoril
12. Rubble And Ash
13. Fate, The Dreadful Curse
14. Elric: The Kinslayer
15. Bane Of The Black Sword
16. Outro

Line-up:
Jason Conde-Houston – voce
Rob Steinway – chitarra
Robbie Houston – chitarra
Zach Palmer – basso
Patrick Seick – batteria

Myspace: www.myspace.com/skelator
Sito ufficiale: www.trueskelator.com
Etichetta Metal On Metal Records – www.metal-on-metal.com

  1. Metauro Trebisonda says:

    Notevole, veramente notevole!

  2. Ormai sono diventati una sicurezza!!! Ora sono in piena registrazione del nuovo “King of Fear”, incrocio le dita perchè esca quest’anno!

  3. Devo ancora procurarmelo… ero transitato per la loro sala prove/studio di registrazione (che condividevano coi Fallen Angels) mentre registravano il precedente “Death to all Nations”, prima non mi dicevano un granché ma riascoltando bene quel cd mi son entrati pure loro in circolo… bella recensione Luke!!!

  4. Grazie Pol!
    Ti segnalo che Metal On Metal ha recentemente ristampato in CD digi limited il loro vecchio “Give Me Metal Or Give Me Death”, niente di clamoroso ma sempre meglio dei loro esordi!

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