14/12/2013 : Marduk + Grave + guests (Brescia)

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14/12/2013 : Marduk + Grave + guests – Circolo Colony – Brescia

Marduk

Serata all’insegna dell’estremo quella che si  è tenuta sabato 14 dicembre al Colony di Brescia, che vedeva affiancati ai blackster svedesi Marduk  nel tour celebrativo di “Panzer Division Marduk” e “Those Of Unlight”, gli storici deathster Grave, accompagnati dai Death Wolf (creatura di Morgan dei Marduk), oltre ai validi Valkyrja e ai derivativi Critical Solution. Giungo nel locale quando il set di questi ultimi sta volgendo al termine; i Critical Solution devono praticamente tutto ai Metallica, soprattutto il cantante/chitarrista che s’ispira palesemente a James Hetfield. Un’ouverture che, per quanto ho sentito, non ha offerto particolari sussulti.

Valkyrja 1

Sono gli svedesi VALKYRJA a prendere possesso del palco, freschi autori del terzo full-length “The Antagonist’s Fire”, ed i nostri ci mettono poco a convincere gli spettatori di trovarsi al cospetto di una band che crede fermamente nella propria proposta: uno swedish black metal che affonda le proprie radici nella tradizione, pur non disdegnando puntate più classic anni 80 nel riffing. Nella mezz’ora loro concessa i Valkyrja suddividono il set in due, proponendo materiale nuovo nella prima parte, nella quale vengono eseguite “Betrayal Incarnate”, “The Cremating Fire” e “Madness Redeemer” dall’ultimo, inframezzate da  “Welcoming Worms” estratto dal secondo disco, lasciando il materiale più datato per la seconda parte. La resa live del quintetto è ottima, i suoni affilati e l’assalto sonoro – sospinto da un buon drumming e dalle vocals di A.L., autentico padrone del palco – conduce verso le finali “Oceans To Dust” da “Contamination” e “Frostland” dal primo disco “Invocation Of Demise” che sanciscono la fine delle ostilità.

Death Wolf 1

Tocca ai conterranei DEATH WOLF salire sul palco del Colony ed il combo nordeuropeo non fatica a coinvolgere gli spettatori, sebbene – a parere di chi scrive – la loro proposta sia meno interessante rispetto a quella dei Valkyrja. Detto questo gli ex Devil’s Whorehouse sono un gruppo che vanta una certa esperienza (per chi non lo sapesse sono il side project di Morgan Håkansson dei Marduk, che qui suona il basso) e non ci mette molto a sottoporla all’attenzione del pubblico. Il loro sound rimanda pesantemente ai Misfits, sommando ad un’attitudine rock/punk/thrash metal – alternando brani up tempo con altri più compassati ed evocativi – ad una cornice lirica horror. La band pur mostrando coinvolgimento risulta piuttosto statica sul palco, lasciando che sia il discreto singer Maelstrom a caratterizzare i vari pezzi con una prova lirica piuttosto variegata; così le varie “Noche De Brujas”, “World Serpent”, “Snake Mountain”, scorrono – invero senza grossi scossoni – sino alle finali “Black Mark”, “Black Armoured Death” e “Circle Of Abomination”. Prestazione dignitosa, a sprazzi anche coinvolgente, ma che non ha entusiasmato.

Grave 1

Dopo la calata dello scorso anno per l’uscita di “Endless Processions Of Souls” in compagnia dei Sonne Adam al Blue Rose Saloon di Bresso, tornano in Italia i GRAVE. Lo storico combo Swedish Death Metal non ama menar tanto il can per l’aia e, subito dopo l’intro, si lancia alla carica con “Amongst Marble And The Dead”, che segna l’inizio delle ostilità, con una scarica death metal vecchia scuola che non fa prigionieri: grandissimo groove, riffing squadrati sormontati da uptempos, con le solite vocals al curaro di Ola Lindgren. Cosa pretendere di più dall’ultimo alfiere del death svedese che vanta uno stato di salute invidiabile (con i Dismember sciolti, gli Entombed alle prese con gravissimi problemi di credibilità e – presumo – gravi problematiche legali alle porte e gli Unleashed un po’ appannati nelle ultime uscite nelle quali ho avuto modo di vederli)?
Gli amplificatori diffondono l’aggressione sonora prodotta dal combo proveniente dall’isola di Gotland, che spaziano dalle varie “Christ(in)sanity”, la titletrack dell’ultimo “Endless Processions Of Souls”,  “Hating Life” e “Extremely Rotten Flesh” e scatenano un vero e proprio putiferio in sala, con un headbang sfrenato ed un mosh killer. La prestazione della band è al di sopra delle righe in quanto ad intensità, coesione e trasporto emozionale, sebbene i Grave non siano mai stati un gruppo che ha fatto dell’interazione coi fans il proprio punto di forza. Siamo nella parte finale del set e dopo “Morbid Ascent”, buon pezzo estratto dall’omonimo EP, ci ritroviamo con le fantastiche “Here I Die” e l’immancabile inno di battaglia dei nostri, “Into The Grave”, che ad oltre venticinque anni dalla sua composizione mantiene intatta quella carica deflagrante che l’aveva caratterizzata già sul demo “Sick Disgust Eternal”. Un giusto plauso fa da cornice all’abbandono del palco da parte dei Grave.

Marduk 1

Dopo un breve cambio di palco, ecco giungere gli headliner della serata: i MARDUK (accompagnati da un bombardamento a tappeto come intro), con una coreografia non certo clamorosa, che prevede delle reti mimetiche nella frontline e gigantografie del logo con il pentacolo sormontato dal lupo collocate ai lati dello stage. La prima parte del set è incentrato sulla riproposizione del classico “Panzer Division Marduk” ed i nostri non si fanno pregare per cominciare a menare le mani. Un lotto di brani velocissimi e spietati,  che vedono sugli scudi il leader maximo Morgan – con la sua chitarra mimetica – che crea un wall of sound coi suoi riffs, sui quali fa un lavoro chirurgico Lars Broddesson dietro le pelli, che letteralmente annichilisce l’audience con ritmi inumani. Il set procede tra vere e proprie gemme di war black metal, come la titletrack, la fantastica “Baptism By Fire”, la selvaggia “Christraping Black Metal” il cui ritornello è cantato a squarciagola dagli astanti, o altre chicche nere come “Scorched Earth” o “502”. Sulle note di “Fistfucking God’s Planet” termina la prima parte dello show, nel quale la band ha offerto una grande prestazione. Pur continuando a preferire il cantato di Legion, che anche nella gestione del palco aveva una marcia in più, non posso dire che Mortuus abbia demeritato, anzi è stato degno di plauso per l’interpretazione offerta. I suoni, mai tanto imprescindibili come quando ci si trova al cospetto di gruppi che schiacciano così tanto sull’acceleratore, sono stati calibrati a dovere ed hanno assicurato la perfetta fruibilità della proposta dei Marduk.
È ora tempo di celebrare il ventennale di “Those Of Unlight”, un disco certamente più oscuro e plumbeo rispetto a “Panzer Division Marduk”  e nel contempo maggiormente variegato nelle strutture dei suoi brani. Il cambio di mood è bene accolto dagli spettatori (onore al merito ai Marduk per aver pensato di affiancare due lavori così diversi per mantenere alta la tensione per tutta la durata del concerto), che subito si lasciano trasportare sulle note di “Those Of The Unlight”, dei super classiconi “Wolves” e “Burn My Coffin” che mettono in mostra anche il lato più nero del combo svedese. La strumentale “Echoes From The Past” fa da prologo alla finale “Stone Stands Its Silent Vigil” che chiude una settantina di minuti di grandissima musica, ben suonata e che ha saputo raccogliere il favore di tutto il pubblico accorso.
L’unica piccola pecca di questo set è stato un uso smodato di fumo sul palco e l’altezza di quest’ultimo, purtroppo poco rialzato (anche in considerazione del soffitto che è basso) e che quindi ha reso difficoltosa la visione del gruppo da parte di coloro ubicati non nelle prime file. A parte tutto credo che tutti gli intervenuti abbiano fatto un ritorno a casa soddisfatti.

Setlist Marduk:
Panzer Division Marduk
Baptism by Fire
Christraping Black Metal
Scorched Earth
Beast of Prey
Blooddawn
502
Fistfucking God’s Planet

Darkness Breeds Immortality
Those of the Unlight
Wolves
On Darkened Wings
Burn My Coffin
A Sculpture of the Night
Echoes From the Past
Stone Stands Its Silent Vigil

Di seguito altre foto della serata, tutte realizzate da Leonardo “Dismember” Borinelli.

Valkyrja:

Valkyrja 2 Valkyrja 3  Valkyrja 4  Valkyrja 6 Valkyrja 5

Death Wolf:

Death Wolf 3 Death Wolf 4 Death Wolf 2

Grave:

Grave 3 Grave 2 Grave 4   Grave 5 Grave 6

Marduk:

Marduk 4 Marduk 5 Marduk 6 Marduk 7 Marduk 8 Marduk 9 Marduk 10 Marduk 2 Marduk 3

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