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13/02/2014 : Iron Savior + Airborn + Longobardeath (Busto Arsizio, VA)

Pubblicato il 9/04/2014 da in Live report | 0 commenti


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13/02/2014 : Iron Savior + Airborn + Longobardeath (Code Club,VA)

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Sono passati dieci anni? Assurdo…una band come gli Iron Savior non la vedo dal vivo da dieci anni??? Non mi sembra vero.Eccoci quindi a Busto Arsizio al Code Club (in effetti niente male come locale, grandi potenzialità; speriamo ospiti altri live in futuro) a sentire come sono oggi i Savior…

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Ad aprire la serata ecco Ul Mik con i suoi LONGOBARDEATH: una presenza fissa per i live in zona. La loro carica di energia e simpatia, unita all’uso del dialetto, rende lo show spassosissimo. Una band che, nonostante i continui rinnovamenti in formazione, è sempre precisa e devastante dal vivo. Certo, forse in questa serata tutta sul power metal sono fuori luogo, ma sono dettagli: Ul Mik riesce a scaldare in un attimo la poca gente raccolta sotto il palco.
Ormai pezzi come “Bonarda Bastarda” o “Polenta Violenta” sono immancabili nei loro live e scatenano il pubblico in ogni occasione; immancabile anche il tributo ai Motorhead con “L’Ass De Picch”. Bravi come sempre, soprattutto per la professionalità di fare spettacolo anche davanti ad un pubblico poco numeroso.

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Cambio di palco ed ecco gli AIRBORN, una band conosciuta in terra piemontese, molto meno in zona, che presenta nelle due date dal tour degli Iron Savior il nuovo disco “Dark Future Rising”. Non è aumentato di molto il numero dei participanti all’evento, ma gli Airborn non si fanno certo spaventare: i loro pezzi sono un misto tra heavy e power metal ed il pubblico presente risponde subito alla grande.
Sul palco grande concentrazione, la band è precisa e potente e non ci sono pezzi dove cala l’intensità; si parte con “The Hero” per passare subito ai pezzi del nuovo disco, “Reign Of The Human Race” e “They Arise” (una vera cannonata dal vivo). Inutile dire che la band vuole suonare molto dall’ultimo disco, anche per vedere come reagisce la gente sotto il palco: ecco quindi “Mess We’re In” e “King Of Fear”, tutti ottimi brani che anche se non conosciuti fanno muovere la testa. I nostri sul palco riescono a fare divertire, nonostante il poco movimento (beh, lo spazio non è molto) e terminano la loro esibizione con “Return To The Sky”.

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Eccoci quindi pronti per ascoltare gli IRON SAVIOR, che attaccano subito con il nuovo brano “Last Hero”. Il nuovo disco è chiaramente sulla stessa linea dei precedenti, ottimo power come solo Piet sa fare. La band è in gran forma, soprattutto il combo chitarra/basso formato da Piet e Jan. Invece dall’altra parte del palco l’altro chitarrista Joachim “Piesel” sembra suonare per qualcun altro: poco partecipe con la band e immerso nei suoi pensieri (in realtà è una macchina, zero sbavature e macina riff senza sosta). “Condition Red”, “Coming Home”, “Atlantis Falling” sono sparate senza pause, una setlist splendida che racconta la gloriosa storia degli Iron Savior, per quanto mi riguarda una della band migliori del settore uscite nel periodo anni ’90. Sul palco si nota una simpatica “lotta” tra Piet e Jan sui cori, visto che quest’ultimo spesso sembra quasi dimenticarsi di farli: beh, certamente la band è un filo arrugginita, ma questi momenti la rendono ancora più unica e reale.

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Il risultato finale è comunque ottimo e questi siparietti non fanno che aumentare il divertimento. Una lunghissima “Heavy Metal Never Dies” con parte centrale cantata da tutti (e commenti divertenti dai due simpaticoni sul palco) e il finale con l’inaspettata “Breaking The Law” sono solo due degli ottimi momenti che i Savior ci hanno regalato in questa serata.
Un bel concerto, divertente e con ottime band. I Savior si sono dimostrati una grande band, come ci si aspettava. Sound non di grandissima qualità per il locale, ma sono abituato anche a peggio in locali ben più famosi. Quindi giudizio positivo per tutto: un pò meno per la quantità di pubblico. Peccato, vi siete persi un gran concerto!

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