Concrete Block – Twilight Of The Gods (2013)

Titolo: Twilight Of The Gods
Autore: Concrete Block
Genere: Metalcore
Anno: 2013
Voto del redattore HMW: 6,5

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In quel pacco speditomi tempo fa oltre ai Raw Power c’erano anche i Concrete Block, di cui fino a qualche giorno fa non sapevo una beneamata. Informandomi meglio, ho saputo che questi torinesi sono nati nel “lontano” 2007 e che hanno rilasciato un EP nel 2008 e un album l’anno dopo, riscuotendo a quanto pare un buon successo nella scena punk/HC. Poi il fondatore e cantante Saverio Sgaramella ha passato un periodo difficile, riuscendo fortunatamente a rialzarsi in piedi, petto in fuori e testa alta, per far ripartire praticamente da capo i Concrete Block. Eccoli quindi con il secondo album dal titolo wagneriano di “Twilight Of The Gods” che, con in copertina il quadro “Il Fauno” del pittore simbolista tedesco Carlos Schwabe, presenta otto pezzi (compresa la cover, abbastanza fedele all’originale, di “Armageddon” dei controversi thrashers Carnivore) per 33 minuti di assalto sonoro.
La musica che i nostri propongono è un metalcore roccioso e cupo, molto – diciamo – newyorkese. Anzi, è così cupo che i momenti doom sono incredibilmente frequenti mentre non c’è nessuna traccia di assoli, al limite la chitarra “solista” s’inventa qualche allegro rumorismo. Tutto ciò rende parecchio angosciante l’atmosfera del disco. E a questo punto, non aspettatevi delle melodie perchè qui “l’unica legge è la morte”.
Fortunatamente a dinamicizzare l’assalto ci pensa soprattutto una batteria capace di ottime variazioni nonchè di partiture sui tom-tom veramente fantastiche. Qualche volta ci scappano pure un po’ di tupa-tupa distruttivi, come nelle prime due canzoni, abbastanza equilibrate fra i tempi veloci e quelli più lenti (come del resto “Cunt”, che alle volte è furiosissima).
A complicare la situazione ci pensano la voce perennemente ringhiante di Saverio e una struttura dei pezzi sequenziale (ma abbastanza flessibile) e un pochetto articolata (talvolta pure troppo…) tanto che tutti i pezzi sono praticamente inchiodati sui quattro minuti di durata, a parte i più brevi “Trust No One” e “Cunt”.
Però, ragazzi, i Concrete Block dovrebbero sfogarsi di più, magari aumentando le parti veloci, perchè ora come ora la musica non convince sempre. Dico questo anche perchè i pezzi che vanno da “Kill Me If You Love Me” a “Die Alone” sono basati esclusivamente su tempi medio-lenti, e così viene abbandonata per troppo tempo quell’intensità animalesca che hanno episodi come “Cunt”, da cui si potrebbe ripartire per le future produzioni, vista inoltre la sua durata più contenuta del solito (poco meno di tre minuti). Ma devo ammettere che personalmente non mi ha mai fatto impazzire questo tipo di metalcore monolitico stile bulldozer.
Perlomeno trovo molto profonde e intelligenti certe liriche, come quella di “Kill Me If You Love Me”, che si avvale di versi che fanno pensare come “se mi ami uccidimi mentre dormo dopo averti picchiata”.

Tracklist:
01. Through The Bars
02. Death Is The Only Law
03. Kill Me If You Love Me
04. The Good Fight
05. Die Alone
06. Trust No One
07. Cunt
08. Armageddon

Line-up:
Saverio Sgaramella – Voce
Giuseppe Chiruzzi – Chitarra
Lorenzo Valenzisi – Chitarra
Marco Volpicelli – Basso
Domenico Pugliese – Batteria

Sito ufficiale: http://www.concreteblockhc.com/
Facebook: https://www.facebook.com/concreteblockofficial
Etichetta FOAD Records – www.foadrecords.it

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