Infernal Curse – The End Upon Us (2014)

Titolo: The End Upon Us
Autore: Infernal Curse
Genere: Black / Death Metal bestiale
Anno: 2014
Voto del redattore HMW: 7,5
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Ultimamente, fra i gruppi ultra-estremi, sta andando di moda il look da “monaci del male”, dimostrando una “fantasia” veramente assurda. Se non sbaglio, questa specie di moda perversa si può dire che sia stata cominciata dagli statunitensi Black Witchery. Personalmente preferisco un’immagine più classica, quella piena di borchie e chiodi da guerriero post-apocalittico, magari con passamontagna e maschere anti-gas al seguito, una via di mezzo fra i Blasphemy e i Goatpenis insomma.
Stronzate a parte, gli argentini Infernal Curse sono gli ennesimi monaci del male che stanno infestando la scena metal.
Come sicuramente avrete capito dall’introduzione, mi sto apprestando a parlare di un gruppo che, nato nel 2008 e con un album all’attivo pubblicato nel 2012, ama torturare le vostre orecchie al suono di un black/death metal ultra-bestiale, pur essendo partito da una base più thrash. State completamente all’erta perché gli Infernal Curse fanno veramente molto male, anche perché propongono pezzi lunghi, magari da sei minuti, inoltre la produzione dell’Ep “The End Upon Us”, uscito per la Iron Bonehead Productions, è cupissima e bella compressa, tanto che alcuni passaggi non si capiscono poi così bene, come da tradizione del genere. Ciò è determinato, oltre che da chitarre ultra-distorte, anche dal demoniaco effetto d’eco innestato su grugniti ignorantissimi, il che fa molto Von.
Gli Infernal Curse appartengono però alla frangia più legata al death metal antico più puzzolente di marca americana, in questo si avvicinano molto ai tedeschi Truppensturm (a proposito, sono per caso scomparsi?) e ai danesi Purification Kommando. Ne consegue una furia che raggiunge livelli veramente titanici, anche perché il gruppo ha il pregio di saper alternare saggiamente e con regolarità i blast-beats più infernali con tempi medio-lenti, che possono essere belli doom e atmosferici ma anche abbastanza groovy. In questo modo si riesce sempre a tenere sulle spine l’ascoltatore, in virtù fra l’altro di una struttura assolutamente non banale e più imprevedibile della media, nonostante un approccio che sulle prime potrebbe risultare ultra-primitivo. Inoltre, ogni canzone ha sempre e comunque il suo distruttivo (e folle) assolo. Chiude l’Ep la cover, reinterpretata con personalità, della fantastica “La Diosa Del Averno” degli Hadez, gruppo di culto peruviano che suona ancora oggi dal lontanissimo 1986 (la canzone coverizzata proviene addirittura dal loro primo demo del 1988!).
Per farla breve comprate ‘sto disco, che ha però un unico problema – a parte qualche leggero deja-vù  fra “Waters Of Phlegheton” e “Lascivious Malevolence” – riguardante la cacofonica produzione, ma questa è una difficoltà classica se si ha a che fare con il black/death bestiale, che ha sempre, e giustamente, rifiutato il mortificante e impersonale suono delle produzioni moderne.

Tracklist:
1 – The End Upon Us
2 – Lascivious Malevolence
3 – Waters of Phlegheton
4 – La Diosa del Averno

Line-up:
Nocturnal – voce/chitarre
Deicidal Abominator – basso
Bestial Offensor – batteria

FaceBook: https://www.facebook.com/infernalcurseofficial
Etichetta Iron Bonehead – http://www.ironbonehead.de/

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