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Controsigillo – Controsigillo (2012)

Pubblicato il 16/12/2014 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: Controsigillo
Autore: Controsigillo
Genere: Progressive Thrash Metal
Anno: 2012
Voto: 8

Visualizzazioni post:735

Alzi la mano chi non ha mai bocciato un lavoro al primo rapido ascolto, salvo poi riprenderlo in considerazione quasi per gioco fino ad apprezzarlo come mai avrebbe pensato di poter fare? Questo gioco ha interessato sia classici senza tempo che piccole realtà underground, internazionali e nazionali. Ultima in termini temporali, la ferma bocciatura da parte del sottoscritto dei Controsigillo, quintetto piemontese dalla provincia di Biella che si presenta come ensemble progressive thrash. Non stiamo parlando di una band appena formata, bensì di un quintetto ormai attivo dal 1999, 15 anni passati in sordina ma senza demordere. L’attività discografica vera e propria dei Nostri parte solo nel 2012 – anche se la prima demo (“Chaos 3.9.1.”) è datata 2003 – e conta il qui recensito full length, due demo live, la ristampa di “Chaos 3.9.1.” (in abbinamento alla fanzine “Graveyard Symphony”) ed un 7″ in uscita proprio in questi ultimi mesi del 2014. A parte la nuova “Baghdad”, lato A del vinile in arrivo, le restanti composizioni dei Controsigillo sono state rivisitate e migliorate negli anni, sino a giungere a compimento definitivo con “Controsigillo”, in attesa di pubblicare un nuovo full length a cui il portavoce, co-fondatore e anima della band, Enrico Pulze, ha lavorato alacremente in questi ultimi due intensi anni. Insomma, “chi la dura la vince” è davvero l’espressione che più si sposa con il modus operandi dei piemontesi, che hanno sempre scelto l’autoproduzione, premiata da una rete completamente underground di webzines, fanzines e singoli supporters che non hanno mai smesso di accompagnarli lungo il cammino.
La definizione che la band si affibbia è appropriata, mescolando da un lato attitudine e tempistiche tipicamente thrash, dall’altro melodia e ricerca di soluzioni non immediate tipicamente progressive, senza mai arrivare agli estremi dell’uno e dell’altro genere, ma mischiandoli sapientemente e con cura.
“Controsigillo” si apre con una breve intro strumentale, affidata alle chitarre acustiche di Simone Costadone e Davide Manna, per cedere il passo in breve a “Crop Circles”, brano che delinea sin da subito la proposta dei Nostri, votata alla ricerca di sonorità non proprio definibili radio friendly, mantenendo un’aurea malinconica scandita da improvvise accelerazioni e decelerazioni, sempre e comunque al servizio della forma canzone. “Infected Oxygen” esplora lidi più votati al thrash vecchia scuola, sperimentando con dissonanze ed interessanti cambi di tempo, prerogativa del quintetto; “Arabian Chaos” tiene fede al titolo, muovendosi su linee melodiche orientaleggianti, per lasciarci all’improvviso spaesati ed alla mercé di selvagge ed improvvise sferzate. Stesso discorso per “Chernobyl” ed “Experiment 3.9.1.”, quest’ultima massiccia nella sua linearità, dove trova spazio ancora una volta la versatilità del cantato di Enrico Pulze, votato anche al falsetto nella sezione centrale del brano. La chiusura del platter è affidata ai due brani più “sperimentali” del lotto: l’aggettivo è virgolettato in virtù del fatto che tutte le composizioni presentano la necessità di fuoriuscire da schemi precostituiti, garantendo la personalità che molte band riescono solo a sfiorare, mentre la stessa è la chiave della riuscita dei brani dell’ensemble piemontese. “Voo-Doo Samba” è dannatamente tanto heavy metal quanto empirica, così come “Lupin e il Cubo di Rubik” strizza l’occhio a certo progressive moderno, non facendosi addirittura mancare parti al limite dell’epico, senza contare il fascino del cantato nella nostra lingua madre, chiudendo in bellezza uno dei prodotti più riusciti degli ultimi anni nel nostro stivale. Tre bonus tracks, ovvero una versione live di “Infected Oxygen”, oltre ad “Arabian Chaos” ed “Experiment 3.9.1.” nelle loro vesti originali dalla prima demo “Chaos 3.9.1.”, completano questo stupefacente debut album.
L’approccio vocale di Enrico Pulze risulta un mix di classico cantato heavy metal misto ad una ingente dose di teatralità; alcuni aggiustamenti nella pronuncia, che alle volte risulta molto italianizzata, sarebbero il coronamento di una prova altrimenti perfetta, che comunque non inficia l’esito conclusivo. Le influenze della band sono molteplici, ma il maelstrom sonoro e la capacità di amalgamarle non lasciano trapelare con facilità i numi tutelari dei Controsigillo.
La pecca maggiore che non faticherete a notare è la qualità audio del platter, che se da un lato non vuole e non deve uniformarsi ai cliché attualmente imposti dal mercato discografico, nemmeno riesce a rendere in toto la qualità dei brani, finendo per non salvaguardare quei particolari in fase d’esecuzione (colpevole un missaggio finale decisamente disomogeneo) che altrimenti avrebbero dato maggior risalto all’insieme.
Non costa grande fatica offrire un’opportunità al quintetto, potrebbe rivelarsi una piacevole sorpresa in un mondo sotterraneo ormai votato alla riproposizione di schemi già collaudati; niente di male nel farlo, sia chiaro, ma una ventata di novità una tantum non può che essere ben accetta, supporto!

Tracklist:
1. Intro
2. Crop Circles
3. Infected Oxygen
4. Arabian Chaos 2012
5. Chernobyl
6. Experiment 3.9.1. 2012
7. Voo-Doo Samba
8. Lupin e il Cubo di Rubik
9. Infected Oxygen (Live)
10. Arabian Chaos (dalla demo “Chaos 3.9.1.)
11. Experiment 3.9.1. (dalla demo “Chaos 3.9.1.)

Line-up:
Enrico Pulze – Voce
Simone Costadone – Chitarra
Davide Manna – Chitarra
Salvatore Mango – Batteria
Simone Cappato – Basso

Sito ufficiale: https://www.facebook.com/controsigillocrew

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