Ashura – Mindhood (2014)

Titolo: Mindhood
Autore: Ashura
Genere: Thrash Metal
Anno: 2014
Voto: 7

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E’ bene ricordare che, alla faccia di quanti non se ne curano minimamente, il thrash italiano è vivo e vegeto ed ogni anno vengono sfornati nuovi lavori ben più che validi, con un ricircolo di band che sembra ormai inarrestabile. Alcune band terminano la loro carriera (quest’anno si è assistito a più d’uno scioglimento di combo promettenti, da tutte le fasce d’interesse dell’underground nostrano), altre tentano di affacciarsi, chi più chi meno giunge a registrare qualcosa e pubblicarlo. E’ il caso dei veneti Ashura, giovanissimo quartetto (all’epoca della registrazione del qui recensito full length, ora quintetto) dedito ad un thrash metal di stampo classico, tendente al movimento americano, che in più di una occasione strizza l’occhio al techno thrash di fine anni ’80 – inizio ’90.
Fortunatamente c’è ancora chi non bypassa la cosiddetta gavetta; nel caso degli Ashura, è del 2013 l’autoproduzione della demo “Vengeance Of Blood”, seguita proprio nel 2014 dal debut album “Mindhood”, edito dalla sempre più attiva indie Earthquake Terror Noise. Un album con solo otto tracce, di cui una è una semplice riproposizione di un brano in scaletta cantato in spagnolo per 35 minuti intensi di musica che proiettano in una dimensione spazio-temporale dove jeans attillati, sporche scarpe da basket, consumate t-shirt delle più disparate band underground e gilet di jeans straboccanti di toppe sono d’uso comune.
Stupisce ancora una volta la perizia tecnica associata alla giovane età: forse a molti, oggigiorno, questo fattore non tange minimamente, ma nella mente di chi ha trascorso anni nell’underground e speso centinaia di ore per riuscire a dominare decentemente il proprio strumento, risulta sempre una sorpresa non da poco vedere con che facilità si possano incontrare ensemble la cui genesi è più che recente con un bagaglio simile. Lo stesso non si può dire riguardo al songwriting: un conto è saper suonare, un conto saper scrivere brani che non scivolino via senza lasciar traccia. Gli Ashura vengono a collocarsi a metà strada, avendo dalla loro composizioni di spessore, ma alle volte troppo derivative e poco incisive, nelle quali traspare personalità a sprazzi.
Sette brani per trenta minuti di musica, non contando la conclusione affidata a “Venganza De Sangre”, che altro non è se non “Vengeance Of Blood”, ricantata in spagnolo, come detto poco sopra. I Nostri fondano la propria opera su una base piuttosto melodica, a differenza di una nutrita schiera di thrashers che si rifanno alla frangia più estrema e brutale, per così dire, del genere, molte volte per mascherare una carenza di idee ed una tecnica al limite della sufficienza, decisamente non il caso dei qui recensiti Ashura. La band ama intessere trame composite, non limitandosi esclusivamente a riff curati nel dettaglio, ma fondando spesso il proprio substrato sonoro su linee di chitarra armonizzate e ricamate su tappeti di accordi.
Partenza affidata a “Reap What You Saw”, brano che non faticherà a ricordare band come i primi Megadeth ed i primi Anthrax, molto vario e capace di condensare in un’unica composizione le caratteristiche salienti del sound Ashura; segue “Bophal-Toxicviolence”, canzone letteralmente “in your face”, su coordinate heavy-thrash oriented, di breve durata e subito rimpiazzata dal brano migliore del lotto – “Vengeance Of Blood” – dove oltre ai già citati Megadeth (che sembrano davvero essere la fonte primaria d’ispirazione del quintetto) fuoriescono allo scoperto echi e rimandi a Forbidden e Overkill, giusto per non farci mancare nulla. Tempo di ballate, con “In God We… Dust!”, sofferta e malinconica, sorretta da cambi repentini in salsa di mid tempos: il combo non disdegna lo US Metal di mostri sacri del calibro di Metal Church e Vicious Rumors, seppur non raggiungendo le vette che i citati hanno accarezzato con le loro ballad senza tempo. “Heritage” non cambia il target di una virgola, seguito a ruota da un momento scanzonato con “Ashura”, brano thrashcore di pochi secondi, che ha poco a che fare con il quadro generale e sembra quasi un filler dalla scarsa utilità, per concludere con “V2”, sulla falsa riga delle precedenti.
Un pensiero ricorrente: molte band non riescono a catturare in studio l’energia e la grinta che le contraddistingue su un palco. Avendo avuto modo di vedere on stage la band, sia come quartetto che come quintetto, parlo con cognizione di causa asserendo che i Nostri hanno reso i propri brani al 60, 70% di quanto non facciano live. Non vuol essere una critica, anzi, probabilmente per un musicista è più facile ritenere quanto scritto un complimento, almeno questo si auspica.
Per gli amanti delle sonorità descritte, il qui presente “Mindhood” potrebbe risultare un piacevole acquisto, nella speranza che i passi futuri siano notevoli e portino alla consacrazione del proprio sound. Per il momento, resta assicurato il supporto alla causa!

Tracklist:
1. Reap What You Sow
2. Bophal-ToxicViolence
3. Vengeance Of Blood
4. In God We Dust
5. Heritage
6. Ashura
7. V2
8. Venganza De Sangre

Line-up:
Enrico Wolfgang Leonardo Cavion – Chitarra
Facundo Gaston Gordillo – Voce
Luciano Tomas Gordillo – Basso
Matteo Snichelotto – Batteria

Sito ufficiale: http://www.ashuraband.com
Facebook: https://www.facebook.com/AshuraThrashMetal
Etichetta Earthquake Terror Noise Records – http://www.earthquaketerrornoise.com

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