Hideous Divinity – Cobra Verde (2014)

Titolo: Cobra Verde
Autore: Hideous Divinity
Genere: Brutal Death Metal
Anno: 2014
Voto: 7.5

Visualizzazioni post:761

Attivi dal 2007 ma operativi dal 2012, i nostri Hideous Divinity conquistano fan in tutta la scena brutal internazionale con la nuova uscita “Cobra Verde”. Già nel 2012 avevano dato prova di reggere il confronto con band ben più affermate come Decrepit Birth o Deeds Of Flesh con “Obeisance Rising” e si ripropongono quest’anno con un album che permette loro di piazzarsi tra le band più seguite nell’ambito del brutal death moderno. Del resto che l’Italia fosse terra di band di spicco nel genere era già noto: band come Hour Of Penance, Fleshgod Apocalypse e Ade hanno permesso al nostro paese di affermarsi anche oltre oceano. E del resto non è un caso che gli Hideous Divinity abbiano riscontrato così tanto successo: alcuni membri attuali e passati hanno militato nelle sopracitate band e sicuramente hanno dato il loro contributo nello stile musicale della band, come ad esempio Enrico Schettino, membro degli Hour Of Penance e il batterista predecessore di Giulio Galati, Mauro Mercurio, militante nei Fleshgod Apocalypse.
La band non risulta però dipendente da questi fattori, riuscendo invece a sfruttare tutte le sfumature possibili, avendo a disposizione musicisti di grande qualità, tra cui il cantante Enrico Di Lorenzo, che presenta un growl particolarmente graffiante e cattivo ma non eccessivamente basso, in grado di dare maggior musicalità ad un album altrimenti monotono.
Probabilmente un elemento che può trarre in inganno è costituito dalla prima traccia “In My Land I Was A Snake” della durata di quasi otto minuti e dai ritmi piuttosto lenti che in alcuni momenti annoiano quasi l’ascoltatore e potrebbero indurlo a terminare precocemente l’ascolto. La grande qualità della band viene messa in risalto con “The Somber Empire”, una traccia a dir poco devastante con un intro in cui il basso rimanda a “Omnipresent Perception” dei maestri Beyond Creation continuando con uno stile misto tra quello proprio degli Hideous Divinity adottato anche nel precedente album e lo stile di “Agony” dei Fleshgod Apocalypse, caratterizzato principalmente da una batteria a mitragliatrice che porta a estremizzare le velocità degli altri strumenti, voce compresa, senza però sfociare nel caos.
La terza traccia “Cobra Verde” delude un po’: portando lo stesso nome dell’album si pensava a qualcosa di incredibile che avrebbe sicuramente colpito molto e che invece può essere posto sullo stesso piano delle tracce successive.
La voce piena di cattiveria e rabbia di Enrico accompagnata da riff veloci e tecnici trasporta l’ascoltatore come in un vortice all’interno dell’album, fino a farlo schiantare contro un brano che costituisce di fatto il punto di forza dell’album ovvero “The Alonest Of The Alone”, registrato con Dallas Toler-Wade della leggendaria band technical death Nile.
La traccia successiva, “ADJinakou”, avrebbe potuto costituire un outro perfetto all’album, essendo stilisticamente più lontana dalle altre tracce, principalmente per la voce totalmente in scream quasi da blackened death, ma anche per la struttura stessa del brano, nella quale chitarra e batteria tendono a creare una sorta di atmosfera abbandonando la cattiveria delle precedenti tracce.
Come ultima traccia viene invece utilizzata “The Last And Only Son”, un capolavoro a livello musicale, molto più vicino al technical death che al brutal nella quale è anche possibile ricondurre la sovrapposizione di basso e chitarra a “Spirit Crusher” dei Death, nell’ultimo album “The Sound Of Perseverance”.
Sicuramente gli Hideous Divinity hanno realizzato un album di grande qualità che però non è stato strutturato al meglio nella sua composizione e che di conseguenza porta ad un voto inferiore rispetto a quanto si sarebbe potuto ottenere.
Ci troviamo comunque di fronte ad una band che potrebbe davvero portare il brutal death italiano in giro per il mondo anche e soprattutto nei prossimi anni e per questo ci auguriamo che al 16th Cellar Studios di Roma continuino a produrre del sano metal Made In Italy!

Tracklist:

1 – In My Land I Was a Snake
2 – The Somber Empire
3 – Cobra Verde
4 – Salt in the Martyr’s Tear
5 – Sinister and Demented
6 – Desolation Within
7 – The Alonest of the Alone
8 – Adjinakou
9 – The Last and Only Son

Line-up:

Enrico Di Lorenzo (Vocals)
Enrico Schettino (Guitar)
Antonio Poletti (Guitar)
Stefano Franceschini (Bass)
Giulio Galati (Drums)

Facebook: www.facebook.com/hideousdivinity
Etichetta Unique Leader Records – http://www.uniqueleader.com

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