09/11/2014 : Fates Warning + Headless + guest (Brescia)

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09/11/2014 : Fates Warning + Headless + Neverdream + Dark Ages – Colony Club (Brescia)

Fates-Warning-Colony-promo-web

La scena prog tricolore, sia che si tratti di rock o metal, è particolarmente vitale e meritevole della massima considerazione da parte degli appassionati di queste ricercate sonorità. L’opportunità di rivedere, ad un anno di distanza dal precedente tour e sempre nella stessa location, una formazione che ha fatto la storia del genere come i Fates Warning, accompagnata da alcune interessanti bands italiane, rappresentava un boccone troppo ghiotto perchè la nostra webzine potesse mancare all’appello.

Dispiace che la nostra serata al Colony Club cominci quando i DARK AGES stanno concludendo il loro set. E’ un peccato non approfondire la conoscenza della band dal vivo a fronte delle svariate recensioni entusiastiche ricevute dai recenti concept album intitolati “Teumman Pt. I” e “Teumman Pt. II” pubblicati dalla formazione rispettivamente nel 2011 e nel 2013. Il connubio rock progressive-musica classica nella forma di una soundtrack cangiante e teatrale con una storia ambientata nell’antica Mesopotamia è davvero intrigante.

Neverdream 1

I NEVERDREAM sono un’altra formazione prog metal nostrana di indubbio interesse. L’ultimo disco della band, “The Circle”, è un concept album dalle forti tinte noir thriller che è stato supportato anche da un interessante videoclip dedicato al brano “The Actor Of Blood”, che ha visto, come il disco, l’illustre presenza del vocalist dei Vanden Plas Andy Kuntz. I Neverdream, oltre allo sfoggio di buona tecnica – una sorta di seconda pelle per i gruppi che si avventurano in questo genere musicale – riescono a non disperdere la tensione drammatica che aleggia nella studio version dei brani, sfoggiando un buon mix di arrangiamenti eleganti e melodie piuttosto efficaci.
Quest’ultimo aspetto, nei passaggi più tranquilli, consente ai Neverdream di essere un gruppo appetibile anche per gli appassionati di sonorità A.O.R. e melodic rock ampliando le potenzialità di un altro act italiano di talento della scena prog.

Headless 1

Si cambia genere con gli HEADLESS, anche se è sempre la melodia a farla da padrona. La band presenta dal vivo un concentrato di hard rock melodico dal sound piuttosto europeo. L’arma in più dei nostri è un gioviale cinquantottenne svedese che risponde al nome di Goran Edman, uno che cinque lustri fa cantava in un paio di buoni dischi (“Eclipse” e “Fire And Ice”) di uno dei chitarristi più famosi di sempre in ambito hard & heavy, il connazionale svedese Yngwie Malmsteen.
Il classic hard rock degli Headless si lascia ascoltare con piacere e sono evidenti il trasporto e la convinzione con i quali i componenti del gruppo forniscono un solido supporto ritmico e melodico al più noto ed esperto frontman. Ė un peccato che il già poco numeroso pubblico per buona parte non si degni nemmeno di avvicinarsi al palco prima della performance degli headliners. È un’usanza che purtroppo è piuttosto diffusa nel nostro Paese e che probabilmente le prime file di spettatori sotto al palco del Colony cercano di compensare supportando le band-spalla in modo ancor più convinto. Gli applausi e la soglia dell’attenzione dei presenti raggiungono il loro picco durante l’esecuzione della malmsteeniana “Bedroom Eyes” (da “Eclipse”) ma piace anche il repertorio del gruppo, tratto dal disco “Growing Apart” che vanta, oltre alla voce di Edman, la presenza di Scott Rockenfield dei Queensryche alle pelli. Davvero niente male.

Fates Warning 1

Se ci fosse una “giustizia”, o se il successo di una band dipendesse solamente dal valore della musica composta ed eseguita, i FATES WARNING sarebbero famosi in tutto il mondo e suonerebbero ovunque in arene strapiene, come capitava ai Dream Theater all’apice della loro popolarità un po’ di anni fa. La realtà è invece ben diversa e la straordinaria formazione capitanata dal chitarrista songwriter Jim Matheos deve accontentarsi del comunque decoroso ruolo di cult band con un seguito meno importante numericamente ma incredibilmente devoto. C’è per esempio chi (accanto a me in prima fila), è alla sua prima volta dal vivo ad un concerto dei Fates Warning dopo essersi fatto il tragitto Roma-Brescia per cantare ogni singolo brano dello show (non senza l’occhio lucido in alcuni momenti).
L’atteggiamento con cui questi musicisti ricambiano i presenti, nonostante la scarsa affluenza, è quello di chi ama suonare la propria musica e come anche i sassi sanno i Fates Warning lo fanno in modo tecnicamente esemplare. La risposta dei fans presenti è davvero straordinaria, il viatico migliore per una serata davvero da ricordare.
Ottima la decisione della band, dichiarata fin da subito dal frontman Ray Alder, di cambiare almeno sei pezzi rispetto al precedente concerto dell’anno precedente, una dimostrazione di grande rispetto e attenzione verso le richieste dei supporters della band. La setlist ci dà quindi l’occasione di gustarci una perla melodica come “Pale Fire”, la vecchia “Quietus” da “No Exit” e l’efficacissima “Part Of The Machine” (con un Bobby Jarzombek portentoso dietro alle pelli) da “Perfect Simmetry”, con Alder a ricordarci che quest’anno il disco è arrivato al suo venticinquesimo anniversario. Ben portati direi, come ci conferma l’accoglienza per le memorabili melodie di “Through Different Eyes”.
Ray ci mette un paio di brani prima di cominciare davvero a carburare, manterrà una buona voce per il resto delle due ore del set anche perchè nel giudizio si dovrebbe tenere conto del touring schedule massacrante di un concerto per sera, un mezzo suicidio per chi deve cantare note acute in brani tanto impegnativi.
La scaletta è molto equilibrata, oltre al terzetto di pezzi nuovi – “Firefly”, “I Am” e “One Thousand Fires” – già piuttosto noti, c’è il tempo per un piccolo tributo all’immenso “A Pleasant Shade Of Gray” e per l’atteso sing along dell’immancabile “One” da “Disconnected”. La sorpresa della serata è l’inserimento di ben tre brani dal sottovalutato “FWX”: “Simple Human”, “Another Perfect Day” e “Wish”. In tal senso quest’ultima è uno degli apici del concerto e ci ricorda come i Fates Warning non siano mai stati ossessionati dagli assoli ma dalla ricerca delle note giuste, anche se poche ed atmosferiche, quelle che ti toccano il cuore, come i controcanti di “Monument” con un Joey Vera (mostruoso al basso) a battersi la mano sul cuore davanti ai cori imponenti dei fans o la conclusiva catarsi collettiva di una “Point Of View” (con un testo su cui riflettere) tutta da cantare a squarciagola. Certi concerti sono una salutare, bellissima, terapia di gruppo. Che funziona davvero.

Di seguito altre foto della serata, tutte realizzate dal nostro Massimo “Max Moon” Guidotti.

Neverdream:

Neverdream 5   Neverdream 4

Headless:

Headless 3  Headless 4   Headless 5  Headless 7   Headless 2

Fates Warning:

Fates Warning 8  Fates Warning 10  Fates Warning 11  Fates Warning 12  Fates Warning 13   Fates Warning 17   Fates Warning 18

Fates Warning 4  Fates Warning 6

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