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Unaussprechlichen Kulten – Baphomet Pan Shub-Niggurath (2014)

Pubblicato il 28/01/2015 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: Baphomet Pan Shub-Niggurath
Autore: Unaussprechlichen Kulten
Genere: Death Metal
Anno: 2014
Voto: 6,5

Visualizzazioni post:281

Ritorna finalmente da queste parti il Cile e pure in grande stile (e ho fatto pure la rima!) visto che stavolta ospitiamo gli Unaussprechlichen Kulten, cioè uno dei gruppi di punta della scena odierna del death metal internazionale, nati nel 1997 come Spawn per prendere l’attuale denominazione due anni dopo.
L’Unaussprechlichen Kulten – cioè, “culti innominabili” o “impronunciabili” in un tedesco non proprio impeccabile – è il libro maledetto inventato dal creatore di Conan il Cimmero Robert Erwin Howard su imitazione del Necronomicon di H.P. Lovecraft (suo amico) e la band omonima ha rilasciato quest’anno il terzo album “Baphomet Pan Shub-Niggurath” via Iron Bonehead Records. Adesso preparatevi a un bel bagno di sangue perchè questi nove pezzi per 29 minuti circa di death metal antico come si deve non potranno lasciarvi di certo indifferenti… anche se stavolta temo di dover andare in controtendenza…
Il disco parte con “Prologue” la cui intro, composta nientemeno che da Mike Browning, chitarrista dei primi Morbid Angel (quelli di “Abominations Of Desolation”, per intenderci), ricorda un po’ le atmosfere claustrofobiche dei film di Carpenter con in più delle tastiere “ectoplasmiche” da paura.  “Prologue” diventa una vera e propria canzone nella quale, senza l’ausilio di nessun tempo veloce (unico caso in tutto l’album), si assiste ad un’orgia di death metal vecchia scuola caratterizzato da un vocione ultra-classico del genere (e che perlomeno evita le tonalità super-cavernose che ultimamente vanno tanto per la maggiore), chitarroni cattivi come Cristo (non) comanda (e c’è anche l’assolo) e bla bla bla. Una cosa parecchio strana viene dalla produzione, incredibilmente pulita (forse pure troppo…).
La solita roba, direte voi. E invece no perchè, a partire dalla seguente “The Hooded Baphomet Bleated”, gli Unaussprechlichen Kulten scatenano tutta la propria furia picchiando come ossessi (anche se qui e là c’è qualche sana parte doom) ma allo stesso tempo partorendo canzoni dinamiche nelle quali protagoniste assolute sono le due chitarre, che interagiscono continuamente fra di loro come capita in pochissimi gruppi del genere, seppur gli assoli si contino sulle dita di una singola mano in tutto l’arco dell’album. Fra l’altro, il riffing è parecchio interessante dato che, pur essendo sostanzialmente radicato nel death metal americano, talvolta si sparano delle belle dissonanze magari un po’ black.
Ma queste non sono le uniche caratteristiche curiose degli Unaussprechlichen Kulten. Infatti, pensate che spesso le canzoni non raggiungono i tre minuti di durata, cosa alquanto rara nel death metal. Inoltre, strutturalmente parlando i pezzi sono molto fluidi, si basano molto su sequenze di passaggi parecchio rapide e fra l’altro gli stacchi e le pause sono perlopiù assenti. E alla fine si arriva a considerare incredibilmente soffocanti brani più brevi della media, un paradosso veramente assurdo!
Ecco, a ‘sto punto siamo arrivati alle fatidiche note dolenti. Va bene, gli Unaussprechlichen Kulten sono purissimo death metal infernale, massacrano come pochissimi e vomitano un’ottima personalità ma il fatto è che io li trovo troppo freddi, vuoi per la struttura TROPPO controllata dei pezzi, vuoi per il suono TROPPO curato della batteria, vuoi per gli assoli suonati TROPPO con il contagocce e… insomma, c’è di meglio in giro (chi ha detto Demonic Rage?), e così si finisce di ritenere “Epilogie”, il pezzo più doom di tutti, il migliore del lotto.
Per carità, l’album si becca sempre una bella sufficienza ma mi aspettavo decisamente qualcosa di meglio. Adesso però devo rifugiarmi in un bunker anti-nucleare per evitare di essere linciato dagli adoratori (e sono tanti!) degli Unaussprechlichen Kulten… ma anche da quelli di Shub-Niggurath, AIUTOOOO!

Tracklist:

1 – Prologue
2 – The Hooded Baphomet Bleated
3 – La Recta Provincia
4 – Yogge-Sothothe
5 – Ceremony of Belial
6 – Kadath in the Cold Waste
7 – Nomen Mysticum
8 – Spirals of Acrid Smoke
9 – Epilogie

Line-up:

Joseph Curwen – voce/chitarra
Herbert West – chitarra solista
Namru Impetradorum Mortem – basso
Butcher of Christ – batteria
Mike Browning (ospite) – intro

ReverbNation: http://www.reverbnation.com/unaussprechlichenkulten
Etichetta Iron Bonehead Records – http://www.ironbonehead.de

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