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Any Face (Davide)

Pubblicato il 2/02/2015 da in Interviste | 1 commento


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Un benvenuto agli Any Face sulle pagine di Heavy Metal Webzine! Il nuovo album è risultato particolarmente interessante al nostro Paolo “PaulThrash” Porro (che poi sarei io che scrivo… ma così faceva più figo), che ha deciso di proseguire un’intervista cominciata lo scorso luglio per una fanzine cartacea in toni davvero fuori dai soliti luoghi comuni, con un Davide Stura (bassista ed unico membro fondatore della band rimasto) sempre pronto alla sagace risposta… le prime cinque sono le domande storiche apparse su carta, il resto il prosieguo della nostra chiacchierata… enjoy!

Due anni per avere una risposta alla mie mail: no ma dico, siete rimasti al 2000, quando la band si è formata? C’era già internet in quegli anni, non vorrete farmi credere che fate ancora tape trading… aggiornatevi! E ditemi un po’ che avete combinato in questi 14 anni…

Siamo tape traders incalliti: anzi, rimpiangiamo quel periodo. Ci abbiamo messo due anni a farci vivi con te proprio perché prima abbiamo registrato le risposte, poi, per risparmiare, abbiamo riavvolto le cassette con la matita per riascoltarle (io le riavvolgevo con la penna Bic! N.d.A.). A tempo perso abbiamo anche inciso un demo (2001), un EP autoprodotto (2003), un EP sotto etichetta (2008), un promo (2009) e tre album sotto contratto (2006, 2010 e 2014). Abbiamo poi suonato molto in giro.

Come ci si sente a fare death metal senza capelli lunghi? Un po’ come un gruppo symphonic metal senza la figona di turno, immagino… e delle band a cui vi ispirate che mi dite? Di seghe tecniche nei pezzi che ho avuto modo di ascoltare se ne sentono parecchie (non che dispiaccia al sottoscritto, anzi), di certo John Ricci è il vostro chitarrista di riferimento…

Ci sentiamo benissimo e il nuovo look ci dona molto. Siamo proprio dei bei figurini. I capelli lunghi li abbiamo avuti per una vita fino a un paio d’anni fa, poi ci hanno annoiato, li abbiamo tagliati e ci siamo messi a cercare la figona da te citata. Non ci ispiriamo a nessuno… cosa credi!? Siamo geniali! John Ricci degli Exciter? Ma chi cazzo è: un tuo amico???? Ora abbiamo noi una domanda per te: dicci la verità, il tuo intervistatore di riferimento è Gigi Marzullo… giusto?

Avete da poco pubblicato il vostro terzo album, per Nadir Music: ma chi ve l’ha fatto fare di riprovarci ancora? Come descrivereste “Perpetual Motion Of Deceit” a chi si affaccia solo ora alla vostra proposta? (non sono ammessi aggettivi tipo: capolavoro, unico, originale, intrigante, sbarazzino, ecc.)

Alla Santa Messa della domenica ci hanno chiesto un nuovo lavoro. Pur di non sentire più il fastidioso suono della voce del prete preferiscono stordirsi con la nostra Arte a tutto volume. Li abbiamo accontentati. Il nostro album è un capolavoro unico ed originale… intrigante e sbarazzino. Aggiungeremmo carismatico ed intellettuale… ecclesiastico ed ecumenico… casto e puro.

Eh, già, lavato con… Qui la domanda si fa ancora più interessante (almeno per il sottoscritto… ma mica sto qui a preoccuparmi di terzi, ci mancherebbe!) rispetto che con gli altri gruppacci che ho intervistato: visto che Varese è anche la mia provincia, che mi dite dell’underground delle nostre zone?

Cazzo, in provincia di Varese c’è gente che suona sotto terra? Allora quelli che sentiamo non sono i suoni provocati dai Morlock che si preparano ad invaderci… che sollievo! A parte gli scherzi, da queste parti è dura non per la mancanza di gente, ma per la mancanza di spazi che motivino la gente a proporre determinati generi musicali… e stiamo parlando solo del nostro ambito.

Queste le parole con cui ci eravamo lasciati coi ragazzi degli Any Face lo scorso luglio, dopo che gli stessi avevano acconsentito a rispondere a domande poco consuete (che sono poi apparse sulla fanzine che Heavy Metal Webzine ha preparato, per il secondo anno consecutivo, per il festival lombardo Rock Inn Somma), giocando e scherzando col sottoscritto. Purtroppo, complice l’infortunio di un membro della band, i Nostri alla fine non hanno nemmeno suonato! E’ così, vero Davide? Vi vedremo alla prossima edizione, o avete in programma altri infortuni?

Innanzitutto grazie mille per questa “Fase 2” della nostra chiacchierata.
A dire il vero quella dell’infortunio è stata una scusa studiata ad arte. Abbiamo saputo che quella stessa sera in TV avrebbero trasmesso una maratona di “Uomini e donne”, “Amici” e “C’è posta per te”. Sinceramente, tu saresti andato a suonare al Rock Inn Somma o saresti rimasto a casa a rincoglionirti come abbiamo fatto noi? Cretinate a parte, la sera della nostra abortita esibizione ero sotto il palco ed ho leccato il culo per tutto il tempo a Gabriele, l’organizzatore. Alla fine l’ho sfinito: pare proprio che nel 2015 ci inviterà nuovamente e che vi potremo davvero asfaltare tutti. Certo che l’igiene perineale di quell’uomo lascia alquanto a desiderare perché da allora ho una micosi terrificante sulla lingua.

Any Face - Perpetual Motion Of Deceit

“Perpetual Motion Of Deceit” è una classica mosca bianca, quell’album che non ti aspetti mai possa uscire in un Paese come il nostro, eppure giunge a smentirti con precisione chirurgica. Techno Death Metal è la mia definizione, voi come la vedete?

Beh, grazie per i complimenti. Sono sempre più che graditi e spero siano meritati. Che dire? Penso i nostri lavori possano essere definiti anche sotto l’etichetta da te citata. Tecnica ce n’è e il Death Metal non manca di certo. Il fatto è che per me Any Face è davvero “tanta roba”, sia dal punto di vista musicale che emotivo. Ragion per cui sono convinto di essere la persona meno indicata per catalogarci.

Alla fine siamo ben forniti qui nello stivale; penso a tutte le band death, techno death, brutal che stanno uscendo ed a quelle che già sono in pista da anni (mi sovvengono nomi come Gory Blister, Illogicist, Kenòs, Septycal Gorge, Coram Lethe, Fleshgod Apocalypse…), che mi dici di questa scena? Voi siete fra i più longevi, complimenti!

Seguo con interesse i nomi da te citati ed essere affiancato a loro è motivo d’orgoglio per noi. E’ una scena ricchissima e competitiva quella italiana. Ormai non c’è più da temere il confronto con le band straniere. Quello che purtroppo ancora vedo mancare è un senso reale di appartenenza e conseguentemente una concreta collaborazione tra i gruppi… una cosa contro cui da sempre combattiamo rendendoci sempre disponibili allo scambio tra band. Certo, le infrastrutture non incoraggiano, ma a prescindere da questo siamo ancora troppo divisi. Noi, poi, siamo decisamente un caso a sé. Sarà a causa della geografia, ma siamo totalmente isolati. Scopriamo solo ora, dopo 14 anni, di avere un seguito reale e tutto sommato nutrito. E ti giuro che non scherzo nel dirlo. Vedere ora che le persone ci conoscono o ci citano è quasi shockante. Non ne sapevamo niente. Questo, almeno a me, dà la misura della reale fatica compiuta in tutti questi anni… anni passati a ripetermi “ma chi ce lo fa fare?” contemporaneamente a “è ciò che ami… non mollare”. Certo… il risultato finale non cambia il nostro approccio: suonare, comporre e registrare è qualcosa che facciamo in primis per noi stessi… è salutare per noi… ma sapere che effettivamente la nostra musica a qualcuno è realmente arrivata è un bel riconoscimento ed è in qualche modo gratificante. Sì… sono andato fuori tema ma volevo dirlo… e allora????

E allora non è che abbiamo tutto lo spazio del mondo per te, testina! Poi la gente si stanca a leggere, io sono già al 15simo sbadiglio… vabbé, proseguiamo che prima si finisce e meglio è… Cosa è cambiato nel vostro modo di suonare e comporre degli esordi? A parte il sesso del/della cantante, s’intende!

Grazie a Dio non ho mai avuto modo di verificare il sesso di Luca, ma ad occhio direi che sì, è un’uomo. (siccome sono stronzo, lascio un uomo scritto con l’apostrofo come da risposta ricevuta: grazie Davide, finalmente ho smesso di sbadigliare e torno a seguire con attenzione l’intervista, sperando in altri “orrori”!!! N.d.A.)
La differenza fondamentale è che nei primi anni suonavamo male… ora suoniamo male da Dio!
Fortunatamente negli anni siamo migliorati come musicisti e sono aumentate sia la consapevolezza che la sicurezza sugli strumenti. Invece le modalità di composizione non sono cambiate tanto. La nostra è molto tipica: qualcuno si presenta in sala prove con un riff o, più spesso, con un brano pronto e si lavora tutti insieme per dargli la miglior resa possibile. Siamo diventati maniacali sugli arrangiamenti; ecco, questo è un fattore nuovo in atto negli ultimi anni. Quello che è cambiato radicalmente è il tasso di democrazia. Nei primi sei anni sono stato un dittatore. Da quel che ricordo, ero l’unico che 8 volte su 10 proponeva brani interi: così erano… così andavano suonati. Punto. Anche gli altri avevano proposte, ma ero talmente egocentrico ed asfissiante che trovavo mille scuse per silurare le loro idee. Ergo, se i nostri primi lavori hanno fatto schifo a quei 3 o 4 che li hanno ascoltati, all’80% la colpa è solo mia. Insomma, sono stato un vero stronzo. (dai, siamo in 2, consolati, N.d.A.) Ora non è assolutamente così: ogni idea ha il suo spazio, ogni proposta viene valutata e rielaborata dalla band e non dal singolo. Dopo aver costruito basi solide, abbiamo trovato un buon equilibrio e direi che i risultati finali ne hanno giovato.

Any Face

Il nuovo e terzo album esce per Nadir, etichetta ormai nota in Italia, mentre il secondo full length era uscito nel 2010 per Buil2kill (fra l’altro siete stati la loro prima release), che sembra sempre collegata a Nadir ed al suo ufficio stampa. Correggimi se sbaglio, e nel frattempo dimmi cosa pensi di questo sodalizio, quali sono i pregi e quali sassolini dalla scarpa vi ha permesso di togliervi…

Le tue informazioni sono corrette. Uno dei pregi più importanti è stato l’essersi trovati di fronte a persone consapevoli di dove sarebbero potute arrivare con i nostri prodotti e che dunque non hanno cercato di vendersi a noi promettendo mari e monti. Tutto ciò che hanno detto che avrebbero fatto per noi è stato veritiero. Ne’ più, ne’ meno. Sembrerà una stronzata, ma prendere il telefono e aver dall’altra parte qualcuno che parla la tua lingua, poi, è stato fattore determinante. Nessuno ha tentato di giocare con le parole… al contrario di quanto avvenne per il primo album con l’etichetta francese per cui firmammo. Tra il terribile inglese del boss della label e il mio francese più che scolastico penso proprio che lui ne approfittò… e difatti il rapporto non si concluse bene. Ci siamo tolti diverse soddisfazioni: le ottime recensioni sui nostri lavori sono sicuramente una bella spinta a proseguire per la nostra strada. Sul versante live abbiamo suonato con band di carico notevole e, in alcuni casi, con idoli di gioventù e fonte di ispirazione. Per questo dobbiamo ringraziare Saverio della Eagle Booking… ciao bestia!!!! Sassolini da togliere dalle scarpe direi che non ne abbiamo mai avuti: abbiamo venduto milioni di copie a partire dal nostro primo demo e suoniamo in tutto il mondo grazie ai nostri ultimi due album, siamo richiestissimi e famosissimi…cosa possiamo volere di più?

Un lucano, ovvio! Per il breve spazio cartaceo a disposizione, non mi avevi riportato i nomi dei vostri numi tutelari (un pessimo leader, lasciatelo dire!), delle band dalle quali traete ispirazione; la vostra è sicuramente una proposta personale, ma, come sottolineato in sede di recensione, io qualche influenza l’ho sentita… chi vale davvero la pena di ascoltare oggigiorno?

Sul fatto che io sia pessimo non ci piove… e ne vado fierissimo! Sull’essere un leader beh… cazzo, non sminuirmi così!!!! Anche a questa domanda la risposta che posso dare è molto tipica e comune, ma ti assicuro che nel nostro caso è vera. Noi ascoltiamo di tutto e tutto ciò che ci piace ci influenza e lo elaboriamo, a prescindere dai generi. Qualche sera fa ero in auto con Antonio… ed aveva i Beatles a tutto volume. Con Omar il batterista, non è raro spendere ore ad ascoltare progressive rock anni 70, o Billy Idol, o i Tears For Fears ad esempio. E se entri nella sala di casa mia il più delle volte in sottofondo potrai ascoltare qualche album new age, jazz o trip hop. Insomma… siamo meritevoli di scomunica da parte di ogni vero metallaro degno di tal nome. Certo… poi nello studiolo di casa mia c’è una parete piena di cd che vanno dai Nasum ai Testament… dagli Obscura ai Cripple Bastards. Ma ripeto, siamo onnivori di musica. Credo che a livello di ascolti i ”defender” della band siano Omar chitarrista e Luca, anche se so che quest’ultimo ama visceralmente band come Queen e simili. Le influenze che hai sottolineato in fase di recensione indubbiamente ci sono: io, Toni e Omar C. siamo cresciuti divorando gli album di quelle band. Ma garantisco che non è mai stata e mai sarà nostra intenzione scopiazzare qualcuno. Quello che facciamo è amalgamare e rielaborare, non copiare. Non so dirti chi valga la pena ascoltare oggi, posso solo segnalare quelle band che nel nostro ambito mi colpiscono positivamente e altre che adoro da sempre. Se proprio vuoi una lista… eccola: Decapitated; Origin; Deadborn; Animals As Leaders; Misery Index; Tesseract; Gorod; Nero di Marte; The Faceless; Whitechapel e… boh… mille altre. Gli amori di sempre… alcuni almeno: Cynic; Death; Pestilence; Atheist; Meshuggah; Martyr; Morbid Angel; Suffocation; Carcass; Dillinger Escape Plan; Gorguts; Napalm Death; Cephalic Carnage ecc.

“Perpetual Motion Of Deceit”: è un titolo importante, non si capisce se l’avete ideato solo per attirare i nerd del metal progressiv-intellettuale, o perché ha davvero un senso… in quest’ultimo caso, spiega in breve qual è il concetto dietro ad esso!

Ovviamente solo per attirare i nerd… cosa credi? Manco sappiamo tradurre il titolo del nostro lavoro.
Ammetto che più che per ogni disco precedente siamo stati dei “paraculi”. “Perpetual Motion Of Deceit”… “Il moto perpetuo dell’inganno”… è un titolo che dà spazio a mille interpretazioni e dà la possibilità di affrontare mille tematiche diverse. Sono i tempi che viviamo a permetterlo. Non vogliamo però indottrinare nessuno… non ci interessa farlo: parliamo dei nostri punti di vista su ciò che ci circonda. Ogni componente della band dà significati diversi al “concept” dell’album. Il mio: essere se stessi; puntare il dito contro l’omologazione a tutti i costi; ricercare ed essere sempre fedeli al proprio IO. I miei compari ti darebbero definizioni diverse.

Siete ritornati da poco ad essere una formazione a cinque elementi: scelta obbligata (viste le partiture di chitarra spesso armonizzate) o voluta?

Voluta… per rendere giustizia alle canzoni composte. L’ultimo album, musicalmente, lo abbiamo composto in tre, ma è stato concepito per due chitarre. Per due chitarre anche tutti i lavori precedenti. Quindi scelta obbligata. Ti ho confuso eh!?

Cosa riserva il futuro agli Any Face ed ai loro supporters? Avete già nuovo materiale pronto, per uscire con una nuova release?

Ingrasseremo. E daremo una mano a Madre Natura per imbruttirci ulteriormente. Poi saremo in giro per tutte le discoteche del mondo a proporre lo show di striptease maschile che stiamo preparando.
Stronzate a parte, sì, abbiamo del nuovo materiale su cui lavorare e ci stiamo impegnando per suonarlo il meglio possibile; ti assicuro che non è affatto semplice… oltre ovviamente a dedicarci alla preparazione per i vari live in programma nei prossimi mesi. Chi ci segue non può far altro che aspettarsi musica a là Any Face. Essendo tutto in fase embrionale non so ancora quale sarà il risultato finale. Posso però anticipare che in maniera del tutto naturale stiamo estremizzando le varie componenti che ci hanno caratterizzato negli ultimi tempi: le parti prog saranno ancora più prog, le parti fusion-jazz saranno più fusion-jazz e le parti violente saranno furiose come mai prima. E, come sempre per quanto ci riguarda, cercheremo di ampliare lo spettro musicale delle nostre composizioni. Nella nostra storia tra l’uscita di un album e quello successivo c’è sempre stato un intervallo di circa quattro anni. Non è mai stata cosa voluta ed è sempre stata cosa frustrante. Abbiamo tutte le intenzioni per non ripeterci e la determinazione per accorciare i tempi questa volta.

Visto che l’abbiamo citato e che sicuramente ho mancato la domanda che più ti sarebbe piaciuto ricevere (nel caso sia così, ovviamente non ti pubblico l’intervista perché sono una prima donna!), la prossima è esattamente questa: fatti una domanda e datti una risposta!

Finalmente… evviva!!!!!! Marzullo docet… Vespa rules… fanculo alle prime donne!
Domanda – sadgpojsdfhoiàjnhb mcZX c waeftw3t656 x<vdsfhtkj ??????
Risposta – Mmmmm… direi di sì. Grazie per essertelo chiesto.

Ti lascio il compito di chiudere l’intervista come meglio preferisci, scrivi quello che vuoi… una sola cosa: gente, recuperate l’ultimo album della band, non so come e in che formato, ma ascoltateli e dategli un chance, vale decisamente la pena! Come diceva un idolo (sicuramente) in comune: “let the metal flow!”

Ohhh… ci speravo davvero! Mi dai modo in primis di istruirti caro Paolo… come alcolista fai davvero pena e la “Fase 1” della nostra conversazione lo conferma. Il Cygnus Tasca D’Almerita è un’ottimo ([/stronzo mode ON]Beccato! Eccolo il secondo orrore! N.d.A.[/stronzo mode OFF] vino rosso affinato per 14 mesi in barili di rovere e lasciato in bottiglia per 4 prima di essere messo in commercio. Ha un sapore molto deciso ma non è affatto pastoso, e dunque berlo è un gran piacere. Da bravo piemontese quale sono, ti consiglio questo prodotto… siciliano. 14 gradi di misto d’uve di Nero D’Avola e Cabernet Sauvignon. Poi… una precisazione. La “Fase 1” della nostra chiacchierata, contrariamente alla 2, non è solo farina del mio sacco, ma l’unione di quattro menti eccelse e spettacolari. E con questo puoi farti un’idea della media di Q.I. di questa band… una cosa a dir poco inquietante! Per il resto, grazie mille per l’intervista e per il supporto: lo apprezziamo davvero tanto. Cito anche io una frase tipica del nostro ambiente, ma che è l’unica in cui credo davvero: “Supportate la musica, non le dicerie”. (92 minuti d’applausi! Stessa fonte, stessa saggezza… N.d.A.) Saluti e baci.

Sito ufficiale: http://www.any-face.com
Facebook: https://www.facebook.com/anyface.metal

  1. Grande Pol!! bella intervista!! 😉

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