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Provocator – Antikristus (2014)

Pubblicato il 16/02/2015 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: Antikristus
Autore: Provocator
Genere: Black Metal
Anno: 2014
Voto: 7

Visualizzazioni post:359

E’ proprio vero che le sorprese ci sono sempre quando meno te le aspetti. Pensate, dal nome i Provocator sembravano un gruppo thrash metal. Dalla copertina di “Antikristus”, con quella motosega in bella evidenza che fa molto Bestial Mockery, sembravano un gruppo black/death/thrash ma di quelli veramente marci. E poi, dall’etichetta che ha pubblicato quest’anno l’album d’esordio dei Provocator, cioè la Moribund Records, capisci che da queste parti si parla di black metal nudo e crudo, non ci sono santi che tengano! Però, a un certo punto scopri che gli sloveni Provocator non soltanto sono il solo-progetto di tal Hellscream (un soggetto poco raccomandabile parecchio attivo in altri fronti) ma hanno come batterista… una drum-machine, e qui, AHIA!, ti aspetti il peggio. E invece col cazzo, e scusate il francesismo!
Introdotto dall’inutile intro di 9 secondi “Let Jesus Fuck You”, “Antikristus” è un album diretto composto da sette pezzi per soli 28 minuti. La musica è  un black metal dal riffing tremendamente glaciale e minimalista e dall’assalto ben equilibrato fra tempi sparatissimi e più lenti, facendo però risultare il tutto in un modo ancor più freddo grazie a una drum-machine che, seppur sia stata programmata in una maniera un po’ troppo semplice e ripetitiva (vedasi l’uso prevedibilissimo dei piatti), riesce a infondere in pezzi come “Profanation Of The Cross” e “Black Star Of Lucifer” (due dei migliori del lotto) una marzialità da brividi. E quindi, alla fine, Provocator diventa un progetto realmente interessante.
Oltre a ciò il nostro possiede altri punti di forza che lo fanno un po’ emergere dalla massa: il primo deriva dalla chitarra solista, che in quasi tutti i brani se ne esce con degli assoli caotici (e talvolta neanche così brevi) suonati sempre nel posto giusto al momento giusto. In altre occasioni invece, soprattutto nelle introduzioni (spesso lente e atmosferiche), la chitarra solista viene usata per rifinire meglio il lavoro della ritmica e così il discorso diventa meno banale nonostante le apparenze iniziali.
Il punto di forza maggiore viene dal cantato, uno dei più malati, repellenti e fantasiosi che io abbia sentito ultimamente. La voce di base è un urlo bello distorto, ma poi l’ascoltatore viene seppellito da grugniti, gargarismi, parti pulite, voci da rituale (le canzoni sopraddette sono belle anche per questo!), e fra l’altro si sprecano veramente gli “UAH!” e “HAH!” di celtic frostiana memoria. E poi certe linee vocali sono devastanti. In parole povere, quello di Hellscream è un cantato sorprendentemente divertente tanto che dopo un po’ ti metti a ridere come un pazzo a ogni sua trovata!
Attenzione però, non ritengo “Antikristus” un capolavoro, visto che ha i suoi bei limiti. Citato il lavoro un po’ rivedibile della drum-machine, bisogna dire che fra pezzo e pezzo i deja-vù non mancano (per esempio, le intro delle stesse “Profanation Of The Cross” e “Black Star Of Lucifer” si somigliano, pur avendo degli sviluppi differenti). Inoltre i volumi sono praticamente sballati, nel senso che un brano è stato impostato su frequenze abbastanza normali mentre quello successivo su frequenze bassissime, quindi alla fine ti ritrovi a dover regolare continuamente il volume dello stereo per ascoltare decentemente ogni canzone.
Detto questo, “Antikristus” rimane pur sempre un disco consigliatissimo di black metal freddo ma, nonostante tutto, per niente monocorde eppure, come da tradizione del genere, un po’ ossessivo in certi momenti. Curiosamente l’ultimo pezzo, cioè la titletrack, è quello meno violento di tutti non avendo neanche un blast-beat mentre nell’album c’è qui e là qualche riff black/death a là Beherit utile a rendere la musica ancor più grezza e feroce. Tutto ciò vi basta?

Tracklist:

1 – Let Jesus Fuck You (intro)
2 – Unholy Rape of the Holy Whore
3 – 7 Storms of Eternal Damnation
4 – Conqueror of Blasphemous Revenge
5 – Profanation of the Cross
6 – Kirkebrann
7 – Black Star of Lucifer
8 – Antikristus

Line-up:

Hellscream – voce/chitarre/basso/drum-machine

Facebook: http://www.facebook.com/Provocator.Cult
Etichetta Moribund Records – www.moribundcult.com

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