Revenge – Attack. Blood. Revenge (2001)

Titolo: Attack. Blood. Revenge
Autore: Revenge
Genere: Bestial Black / Death metal
Anno: 2001
Voto: 7

Visualizzazioni post:789

Certo che ultimamente le varie etichette discografiche mi stanno viziando proprio bene. Mi sta arrivando infatti materiale di culto totale come l’ultimo EP dei Morbosidad, il tanto atteso album d’esordio dei Necroholocaust, e adesso, fra gli altri, la ristampa via Nuclear War Now! Prod del primissimo EP dei canadesi Revenge, quell’”Attack. Blood. Revenge” (Dark Horizon Rec, 2001), che ha segnato il ritorno sulle scene di James Read. Pochi sanno chi lui sia, praticamente soltanto i fanatici del black/death bestiale: a voi ignoranti vi basti sapere che James è un uomo iper-impegnato in vari progetti (attualmente suona anche negli strani Blood Revolt – dove collabora insieme ad Alan Nemtheanga dei Primordial – e nei marcissimi Black Witchery) ma è così convinto delle sue idee musicali, sempre orbitanti nel black/death bestiale, che ha fondato i Revenge nel 2000 soltanto per continuare il sentiero tracciato dai suoi Conqueror, autori del leggendario e unico album “War Cult Supremacy” nel 1999, ma scioltisi poco dopo. In pratica, si può quasi dire che i Revenge siano i Conqueror sotto mentite spoglie, anche perché il logo “borchiato” è praticamente lo stesso, solo che i primi esistono ancora oggi avendo pubblicato finora la bellezza di quattro album così simili fra di loro che i titoli, sempre contrassegnati da tre parole d’ordine, sono sostanzialmente gli stessi.
La ristampa comincia con l’EP “Attack. Blood. Revenge”, un monolite di quattro pezzi per 18 minuti di un olocausto sonoro di immani proporzioni. James Read stupra letteralmente la sua batteria con dei blast-beats ossessivi stile mitra e a tratti, come dire?, un po’ militareschi, anche se per fortuna, per “mitigare” almeno un pelo così tanta furia animalesca, a volte ci scappa fuori un rallentamento quasi groovy ma sempre bello isterico che spesso rimanda direttamente all’immancabile “Ritual” dei Blasphemy. Vabbè, la chitarra è così ribassata da essere sostanzialmente seppellita dagli altri strumenti, ragion per cui vi dovete concentrare al massimo per capire la struttura di (quasi) ogni riff, anche se molto probabilmente vi scoppierà la testa già prima di iniziare quest’ardua impresa! Fate conto poi che la chitarra viene spesso “strusciata”, una tecnica che, usata per creare ancor più caos, è stata recentemente ripresa in modo più che efficace dai gruppi neozelandesi (Diocletian in primis), che in un certo senso hanno fatto rinascere il black/death bestiale. Inoltre, tutte le canzoni hanno il loro bell’assolo caotico e rumoroso, spesso posizionato negli ultimi minuti delle stesse. Meglio stendere un velo pietoso sul basso che praticamente, come vuole la tradizione, non ha (quasi) voce in capitolo. E infine lo stesso James Read si stupra letteralmente la voce lanciando all’impavido ascoltatore le sue proverbiali urla rauche, così esagitate da ridicolizzare perfino qualsiasi cantante punk/HC.
Tanto per non farsi mancare niente, ci sono dei grugniti maialeschi ultra-effettati se non addirittura dei vocalizzi spaventosamente alieni (“Annihilate Or Serve”) determinati dal fatto che il nostro ami così tanto distorcere la propria voce da cancellarne ogni parvenza di umanità. Completa il tutto la fantastica cover di “War” dei Bathory, l’unico pezzo del lotto a durare meno di quattro minuti.
Ma non credete che il bombardamento a tappeto sia finito qui perché, per farla breve, a quest’EP segue, in ordine rigoroso, il 7’’ “Superion. Command. Destroy” (War Hammer Rec, 2002), la canzone “Deathless Will” estratta dallo split con i francesi Arkhon Infaustus (Osmose Prod, 2003) e la cover di “Lamb” dei Von (cioè alcuni dei primi maestri del genere insieme ai Blasphemy e ai Beherit) contenuta nella compilation della Nuclear War Now! del 2009. E la musica rimane testardamente sempre quella, come pure il livello scadente della produzione, che anzi peggiora a poco a poco (vedasi per esempio il suono sempre più “scatolato” della batteria).
Insomma, al pari dei Bestial Warlust, dei Black Witchery o degli stessi Von, qua stiamo parlando di un gruppo per veri fanatici che o si ama o si odia, perché per i Revenge tutto ruota intorno alla distruzione più totale, alla disciplina più ferrea e a una fede incrollabile in qualcosa che moltissimi neanche vogliono comprendere, schiacciati come sono da un rumore angosciante e spietato. Risulta quindi difficile giudicare obiettivamente questi folli canadesi, ma la furia e il caos sono tali che non si può essere indifferenti, ed è incredibile ciò che James riesce a fare con la batteria. Certo, i riffs sono spesso incomprensibili, la musica è in fondo ripetitiva ma sinceramente ‘sti gran cazzetti perché qui vige l’ultra-violenza, ergo non pretendete qualcosa che tanto da James non avrete mai. Però fa un po’ ridere che Superion non sia altro che un Transformer!

Tracklist:

1 – Yabssor Born/Blood of My Blood
2 – Vengeance Absolute
3 – War (Bathory cover)
4 – Annihilate or Serve
5 – Blood Division
6 – Superion Revenge
7 – Deathless Will
8 – Lamb (Von cover)

Line-up:

James Read – voce/batteria
Dehumanizer – chitarre (da 1 a 6)
Vermin – chitarre (7 e 8)
Attacker – basso (da 1 a 6)
Pete Helmkamp – basso/voce (7 e 8)

FaceBook: https://www.facebook.com/RevengeofficialSoMpage
Etichetta Nuclear War Now! Productions – http://www.nwnprod.com

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