12/04/2015 : Dragonfest (Haggard + guests) (Brescia)


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12/04/2015: Dragonfest (Haggard + guests) – Circolo Colony, BS

locandina haggard

Domenica 12 aprile il Circolo Colony di Brescia ha fatto l’ennesimo “colpo grosso” ospitando il Dragonfest, evento itinerante capitanato dalla band (o forse dovremmo dire orchestra?) tedesca Haggard. Purtroppo, però, complici il giorno infelice (domenica sera) e forse anche il fatto che la band headliner fosse già passata dall’Italia in tempi non troppo lontani (nell’autunno dell’anno scorso), l’affluenza di pubblico ha lasciato alquanto a desiderare.
In più, essendo la scaletta della serata molto ricca, il tutto è iniziato presto (alle 18.30) e, ahimè, non mi è stato possibile arrivare in tempo per assistere all’esibizione di Lionsoul e Arcana Opera. Posso dire, però, che Aevum e Sound Storm si sono rivelati all’altezza dell’evento, eseguendo i propri brani con passione e precisione.

Aevum 1

Impossibile non rimanere attratti dalla singolare performance degli AEVUM, che si sono presentati sul palco indossando vestiti stravaganti e “goticheggianti” e un’inquietante maschera nel caso del tastierista.
Punto forte di questa band è appunto la teatralità dell’esibizione, rafforzata anche dalla presenza di una comparsa che affiancava i sette musicisti aggirandosi per il palco prima vestita da sposa durante alcuni brani e poi da sinistro cardinale incappucciato durante il brano “The Inquisition”. Al di là dell’aspetto scenico, sia la parte vocale (maschile e femminile) che quella strumentale ci sono apparse ben curate e piacevoli da ascoltare.

Sound Storm 1

Dopo di loro hanno fatto la loro comparsa i torinesi SOUND STORM, che hanno portato sul palco il loro symphonic power metal pieno di energia, arricchito da influenze progressive e tocchi orchestrali dati dalla tastiera, proponendo brani tratti dal loro ultimo lavoro “Immortalia”. Purtroppo, non essendo un’adepta del genere e mancando l’espediente scenico della band precedente, è stato difficile per me cogliere tutte le sfumature e le particolarità di questa band senza dubbio abile e molto promettente.

Haggard 6

Infine è arrivato il momento dei tanto attesi HAGGARD, che, dopo alcuni problemi di sound check, sono riusciti a dare il via alla loro missione di calare il Colony in un’atmosfera medievale. Naturalmente mancavano molti membri, essendo la band un’orchestra a tutti gli effetti e di conseguenza troppo numerosa per garantire la presenza di tutti i musicisti ad ogni concerto. Nonostante questo, però, l’esecuzione è stata ottima e si sentiva poco la mancanza degli assenti: chitarra e batteria dominavano il lato sinistro del palco, archi e fiati lo sfondo, basso e soprano il lato destro e al centro non poteva che esserci il buon Asis Nasseri, voce e mente dell’intero progetto.
Parte dell’interazione con il pubblico era lasciata a Claudio, chitarrista italiano, ma anche lo stesso Asis, come ad ogni concerto nelle nostre lande, non perdeva l’occasione di trasmettere la propria passione per il nostro Paese quando presentava i brani tratti dall’ormai storico album “Eppur Si Muove”, dedicato alla figura di Galileo Galilei.
L’orchestra tedesca ha proposto una carrellata di brani tratti da “And Thou Shalt Trust… The Seer”, “Awaking The Centuries”, il già citato “Eppur Si Muove” e “Tales Of Ithiria”, ultimo lavoro ormai datato 2008 e che ha lasciato per molti anni i fan in attesa di una nuova uscita, che tarda ancora ad arrivare.
Per farsi perdonare e allo stesso tempo dimostrare di essere al lavoro, Asis e compagni ci hanno regalato due brani inediti tratti dall’album che è ancora in fase di preparazione e che sarà ispirato alle fiabe dei fratelli Grimm. Proprio durante l’esecuzione di uno di questi il puntiglioso frontman ha interrotto a metà la canzone per fare una sfuriata ad alcuni tra il pubblico che, a detta sua, stavano disturbando troppo.
Nonostante questo inconveniente, il resto del concerto è proseguito senza ulteriori intoppi, oscillando fra le melodie tipicamente classiche e quelle tipicamente medievali, la voce cristallina femminile e quella del cantante-bassista contrapposte al cupo growl di Asis, i riff di chitarra che davano un tocco più metal al tutto e l’energica presenza scenica di Claudio che compensava la staticità di Asis, bloccato dal microfono e dalle sue chitarre.
Devo ammettere che è stato per me un vero piacere rivederli dopo tanti anni e riprovare le stesse emozioni, soprattutto durante brani immensi come “Eppur Si Muove” e “Awaking The Centuries”, lasciata giustamente come gran finale. Mi auguro anche che, dopo quest’attesa che si è protratta per moltissimi anni, la band possa presto allietarci con il nuovo disco.

Di seguito altre foto della serata, tutte realizzate da Gloria “Morwen” Mambelli.

Aevum:

Aevum 3  Aevum 4  Aevum 5  Aevum 6 Aevum 2

Sound Storm:

Sound Storm 2  Sound Storm 5  Sound Storm 4  Sound Storm 3

Haggard:

Haggard 4

Haggard 9

Haggard 2

Haggard 3

Haggard 8

Haggard 7

Haggard 1

Haggard 10

Haggard 5

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