Thy Darkened Shade – Liber Lvcifer I: Khem Sedjet (2014)

Titolo: Liber Lvcifer I: Khem Sedjet
Autore: Thy Darkened Shade
Genere: Black Metal
Anno: 2014
Voto: 9,5

Visualizzazioni post:746

A partire da questi Thy Darkened Shade, da ora in poi vi aspettano in sequenza quattro belle rece TUTTE inerenti gruppi black metal provenienti dalla Grecia, Paese che in questo genere si è sempre fatto rispettare alla grande fin dai primordi non solo creandosi uno stile autoctono ma partorendo ancora oggi formazioni dal suono originale e fresco. Fra cui proprio i Thy Darkened Shade, un duo (oddio, sarebbero in tre ma il batterista è di fatto un session) formatosi nel lontanissimo 1999 ma all’album d’esordio nel 2012, segnalandosi subito come un gruppo incredibilmente innovativo. Il bello è che solo due anni dopo sono riusciti a bissare la bellezza (satanica) del primo album con il secondo, intitolato “Liber Lvcifer I: Khem Sedjet” e uscito per conto della tedesca World Terror Committee in data 31 Ottobre 2014. Preparatevi quindi a un disco dove nulla è stato lasciato al caso, anche perché fate conto che esso dura l’assurdità di 78 minuti 78 e quindi, insomma, sarebbe stato veramente insensato lasciare qualcosa di anche minimamente avventato in tutto questo esorbitante arco di tempo, non credete?
Ma adesso che vi ho messo una bella strizza (sì, perché qui abbiamo a che fare con qualcosa di completamente inumano!), dovete sapere che i Thy Darkened Shade suonano un black metal tremendamente complesso e inventivo che loro stessi definiscono come “Acausal Necrosophic Black Metal” (oddio…). Per dire, i cambi di tempo sono innumerevoli tanto che il batterista sembra una piovra andando da blast-beats scarnificanti ai two-beats, da tempi doom ad altri più groovy (che anzi rivestono un ruolo a dir poco fondamentale, specie in pezzi come “Drayishn Ahriman O Divan”) offrendo sempre e comunque delle partiture mai banali.
Il lavoro di chitarra è eccezionale, non solo perché vi è (quasi) costantemente una seconda ascia (e a volte ce n’è una terza!) a dare manforte alla prima, ma anche perché il riffing è ora tremendamente arzigogolato, ora melodico, ora maestoso, ora spaventosamente dissonante, ora glaciale, ora stranamente virtuoso a livelli che neanche t’aspetti (come in “Revival Through Arcane Skins”). E alla fine rimani sempre a bocca aperta anche perché la precisione è tale da sconfinare quasi in territori death metal. E pensate che ci sono pure gli assoli, seppur questi siano più attenti a creare un’atmosfera che a suonare alla velocità della luce, e non mancano nemmeno delle suggestive parti acustiche spesso a mo’ di intro/outro ai vari brani.
Il bello è che pure il basso, messo in buonissima evidenza, risulta di primaria importanza nella musica dei Thy Darkened Shade inventandosi delle ottime linee. E non è banale neanche il comparto vocale, di base costituito da un rantolo gutturale di una cattiveria rara molto simile a quello usato dai connazionali Heretic Cult Redeemer, che però viene accompagnato frequentemente da delle voci pulite “monacali”, quasi liriche da vero rituale abili fra l’altro a dare una notevole vena drammatica a tutto l’assalto, come nella conclusiva “Δαήμων o φώσφορος”.
Quest’ultima può essere considerata come la canzone sui generis del disco (sui generis perfino per i canoni di questi ragazzi, pensate un po’!). Questo perché è lenta e disperata nei suoi primi minuti nei quali è presente la voce sì pulita ma parlata in greco dell’ospite George Zacharopoulos, in arte The Magus (Principality of Hell, Thou Art Lord, Necromantia, mica cazzi!), dopodichè il pezzo prende il largo offrendo pure le urla da corvo del suddetto rassicurante personaggio. E la cosa assurda è che “Δαήμων o φώσφορος” è, a parte “Holy Lvcifer” e “Black Light Of Sitra Ahra” (che sono pezzi “ritualistici” da un minuto e poco più), il brano più breve del lotto visto che dura “solo” 5 minuti e 20 circa!
In breve, pare assurdo ma ‘sti tre debosciati greci sono riusciti in poco tempo a dare un seguito al primo già “impossibile” album partorendo un disco ancor più titanico e cerebrale (fra l’altro molto curato anche sul piano del concept satanico/occulto), ragion per cui ascoltare questo lavoro è stato per me una vera sfida. E pare assurdo pure questo ma nell’album non ho trovato reali difetti, al massimo nella tracklist che ad un certo punto offre uno dietro l’altro un pezzo da 10 e un altro da 11 minuti, il che equivale a chiedere all’ascoltatore di turno di suicidarsi senza tanti complimenti! Inoltre, pare assurdo (e la faccio finita qui!) ma i nostri sono riusciti anche nell’impresa di coniugare perfettamente la complessità più labirintica con un livello di atmosfera e malvagità veramente esagerato. E ciò, credetemi, è roba da pochi eletti.

Tracklist:

1 – Holy Lvcifer
2 – Revival Through Arcane Skins
3 – Elixir of Azazel
4 – Black Light of Sitra Ahra
5 – Or She-ein Bo Mahshavah
6 – Nox Profunda
7 – Drayishn I Ahriman O Divan
8 – Saatet-ta Renaissance
9 – Liber Lvcifer
10 – Deus Absconditus
11 –  Δαήμων o φώσφορος

Line-up:

The A – voce
George Zacharopoulos – voce (in 11)
Semjaza – chitarre/basso/mantra
H.G. – batteria

Facebook: https://www.facebook.com/pages/Thy-Darkened-Shade/391172430930927
BandCamp: http://thydarkenedshade.bandcamp.com/releases
Etichetta World Terror Committee – http://www.w-t-c.org

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