Slayer – Show No Mercy (1983)

Titolo: Show No Mercy
Autore: Slayer
Genere: Thrash Metal
Anno: 1983
Voto: 8

Visualizzazioni post:1025

Era il 3 dicembre 1983 quando vide la luce il primo album in studio degli Slayer, “Show No Mercy”, pubblicato dalla Metal Blade Records.
Il disco ha un’impronta storica, insieme a “Kill’em All” dei Metallica, per il debutto della scena Thrash Metal statunitense, anche perché all’epoca la musica rock “più dura” veniva chiamata Heavy Metal. Così i primi gruppi iniziarono a spingersi oltre quel genere, e tra questi gli Slayer.
“Show No Mercy” è un album indimenticabile. A mio parere è l’album più melodico degli Slayer, molto ispirato a band heavy metal come Iron Maiden e Judas Priest, ma che si scontra con velocità e rabbia pazzesche – impensabili ai tempi – e con un sound molto grezzo. I brani appaiono cattivi e dannatamente selvaggi, la voce di Araya è alternata da acuti taglienti e voci demoniache. King e Hanneman si alternano suonando assoli veloci e Lombardo suona ritmiche pesanti e precise con una grande tecnica. L’album alterna pezzi veloci e ossessivi (“Evil Has No Boundaries”, “Black Magic”, “Fight Till Death”) a quelli più heavy metal (“The Antichrist”, “Die By The Sword”, “Tormentor”) e tratta argomenti inerenti la seconda guerra mondiale e l’inferno (“The Final Command”).

Tracce:

“Evil Has No Boundaries”: prima traccia dell’album, ha una potenza incredibile, velocità, e il timbro di Araya è molto acuto.
Si prosegue con “The Antichrist”, la sua introduzione a base di lunghi fraseggi di chitarra ricrea il metal classico di quel periodo, sporcato però dalla velocità di King e Hanneman.
“Die By The Sword”: il riff di apertura ha  le caratteristiche del thrash classico con un palm muting cattivissimo, i tempi sono medi e durante il ritornello ci sono numerosi fraseggi delle due chitarre. La voce di Araya diventa cupa, gli assoli di chitarra sono strazianti e creano un’atmosfera infernale.
“Fight Till Death”: arriva come un pugno in faccia, potenza pura del thrash metal mischiato con il punk, la voce di Araya è meno maligna rispetto alle altre tracce e nel finale si percepisce un po’ di growl. Il testo, scritto da Hanneman, parla di guerrieri affamati di sangue che vogliono ridurre il mondo in cenere.
“Metal Storm/Face The Slayer”: traccia stupenda, possente! Mostra tutta la vena creativa degli Slayer. Araya canta in modo cupo, macabro e inquietante. Canzone con molti cambi di tempo, le rullate di Lombardo sono veloci e precise, il testo è scritto da King e si ispira ad una mitologia antica.
Ecco per me la canzone più bella del disco, “Black Magic”: riff iniziale che va crescendo, i colpi di Lombardo mantengono il tempo, mentre l’intensità cresce con violenti stop and go e qui cresce l’anima violenta degli Slayer. La voce di Araya mostra parti molto alte in tonalità acide e graffianti. Testo scritto da King, parla delle sventurate conseguenze di una stregoneria e il personaggio combatte contro le forze del male.
“Tormentor”: la voce di Araya è più malleabile anche se il timbro è sempre maligno; traccia che è molto legata all’influenza degli Iron Maiden e Judas Priest ma molto più violenta. Testo scritto da Hanneman, parla di una ragazza impaurita da tutto ciò che la circonda e dipinge uno scenario tetro e oscuro.
“The Final Command”: traccia ispirata alla corrente heavy metal ma con un approccio punk, la voce di Araya raggiunge toni alti in scream acido. Il testo scritto da King parla del potere distruttivo della Germania.
“Crionics”: la canzone più cupa e oscura del disco.
Siamo arrivati alla fine del disco dove troviamo l’ultima canzone, la title-track “Show No Mercy”: l’inizio di batteria mostra tutta la potenza di Lombardo dietro le pelli, la voce di Araya diventa cupa e cattiva. Anche “Show No Mercy” viene scritta da King, il testo parla di demoni che sorgono dagli inferi per portare distruzione totale.
A mio parere con questo album di debutto gli Slayer mostrano di che pasta sono fatti, fondando così inconsapevolmente un nuovo genere musicale così forte da coinvolgere tanti appassionati del genere e portare la band a guadagnarsi di diritto il posto tra i fondatori del Thrash Metal.

Tracklist:

1. Evil Has No Boundaries
2. The Antichrist
3. Die by the Sword
4. Fight Till Death
5. Metal Storm / Face the Slayer
6. Black Magic
7. Tormentor
8. The Final Command
9. Crionics
10. Show No Mercy

Line-up:

Tom Araya – Vocals, Bass
Dave Lombardo – Drums
Kerry King – Guitars
Jeff Hanneman – Guitars

Sito ufficiale: http://www.slayer.net
Facebook: https://www.facebook.com/slayer

Recensione realizzata da Gerardo di Slaytalian Army

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.