Slider by IWEBIX

Profezia – Black Misanthropic Elite – Moon Anthem (2008)

Pubblicato il 3/08/2015 da in Classici | 0 commenti

Titolo: Black Misanthropic Elite - Moon Anthem
Autore: Profezia
Genere: Black Metal
Anno: 2008
Voto: 6,5

Visualizzazioni post:379

E siamo a tre! Abhor, Mourning Mist e Profezia, tutti gruppi accomunati da due cose: il fatto di suonare black metal e quello di avere in formazione Kvasir. E’ ora quindi di occuparci dei Profezia che, nati nel 2000 e diventati da qualche anno un quartetto italo-danese, nel 2008 pubblicarono tramite la tedesca Undercover Records l’album di debutto “Black Misanthropic Elite – Moon Anthem”, da poco ristampato dalla statunitense Moribund Records, che ultimamente sta supportando parecchi gruppi black italiani, compresi gli stessi Abhor.
“Black Misanthropic Elite” comincia con “Overture Psalm”, con la quale il duo composto da Kvasir e Vidharr fa capire fin da subito le sue intenzioni sparando un primitivo black metal norvegese dalle chitarre zanzarose (e a tratti un po’ melodiche), dalla batteria in costante tupa-tupa (a parte una decelerazione dopo uno stacco di chitarra) e dalla voce che in pratica è un urlo di burzumiana memoria che più agonizzante di così si muore (più o meno…). Quindi, da come è la canzone d’apertura, bisogna aspettarsi un disco così dall’inizio alla fine? GIAMMAI!
“Black Misanthropic Elite” è infatti un album abbastanza vario, pur nei limiti di un black metal quantomai purissimo. Più nello specifico, la seguente “Poem For The…” è un pezzo doom con riffing addirittura a là Hellhammer; “Under A Pale Veil Of Unconsciousness – Reckless” è fatto di sole chitarre e voce; “Interlude” è una traccia tutta tastierosa da un minuto; “Hatred” è sulla falsariga dell’iniziale “Overture Psalm” solo in versione ancor più ossessiva e minimalista tanto che la batteria (che curiosamente evita ogni tipo di blast-beat per TUTTO l’album) è sul serio in tupa-tupa costante senza l’ombra misera di una pausa e/o di uno stacco; la titletrack è un brano medio-lento parecchio arpeggiato e con finale paranoico completo di tastiere e pure di chitarra acustica; “Bewitched” è il miglior episodio del disco per il suo severo riffing ispiratissimo, per i suoi tempi medi potenti e per i suoi interventi di chitarra solista qui presenti come non mai (attenzione, ZERO ASSOLI!); infine, “Hungering” è un po’ il pesce fuor d’acqua perché è stato interamente scritto e cantato nientemeno che da Baron Drakkheim Abaddon dei Black Funeral (storico gruppo black statunitense), ergo è un pezzo lento e oscuro avendo inoltre una produzione parecchio diversa da quella degli altri, più cupa e maldestra ma meno zanzarosa. Ecco sommariamente descritti tutti i brani di “Black Misanthropic Elite”, i quali, pur non eccelsi e nemmeno particolarmente memorabili per chissà quali trovate, scorrono bene anche perché NESSUNO di loro raggiunge i sei minuti (in tutto l’album dura soli 34 minuti), quindi non stiamo parlando di un black metal proibitivo come quello degli Absconditus o dei Thy Darkened Shade.
Dei tre gruppi black di Kvasir recensiti su queste pagine, i Profezia sono quelli che mi hanno meno impressionato ma non per chissà quali demeriti, piuttosto perché sono quelli dall’impostazione più classica e minimalista. Ma “Black Misanthropic Elite” è da avere già solo per un brano veramente bello e potente come “Bewitched”… anche se questo non fa dell’intera opera qualcosa di imprescindibile!

Tracklist:

1 – Overture Psalm
2 – Poem for the…
3 – Under a Pale Veil of Unconsciousness – Reckless
4 – Interlude
5 – Hatred
6 – Black Misanthropic Elite
7 – Bewitched
8 – Hungering

Line-up:

Kvasir – voce/chitarre/basso/batteria
Vidharr – batteria

Etichetta Moribund Records: http://www.moribundcult.com
Etichetta Undercover Records: http://www.undercover-records.de

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *