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25/07/2015 : United As One Fest # 2 (Poviglio, RE)

Pubblicato il 8/08/2015 da in Live report | 0 commenti


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25/07/2015 : United As One Fest # 2 – Nuclear Assault + Ratos De Porao + Toxic Holocaust + Raw Power + Cripple Bastards + Game Over (Poviglio, RE)

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Poviglio, piccolo comune della bassa reggiana, diventa per un sabato la meta di centinaia di fans di old school thrash metal, hardcore e grindcore.

Arriviamo alla location giusto in tempo per goderci gli ultimi due brani dei ferraresi Game Over (ci spiace aver perso gli openers Black Motel Six) ed il colpo d’occhio fornito dai tanti thrashers presenti è già decisamente buono. L’affluenza considerevole mette di buon umore e la manifestazione, complice il bel tempo ed un caldo meno soffocante della media stagionale, sembra davvero avere il vento in poppa dalle prime regate.

Game Over 1

I GAME OVER, al solito, si muovono sul palco con estrema naturalezza sprigionando un’energia davvero contagiosa. Al di là delle considerazioni sulla mancanza di originalità nel songwriting, ci preme sottolineare come questi giovani thrashers siano realmente in grado di ricreare dal vivo quell’atmosfera ludica e divertente spesso associata al thrash melodico di ottantiana memoria. In mancanza di una macchina del tempo, vale proprio la pena di gustarsi i Game Over dal vivo, e fa piacere vedere un crescente numero di thrashers in erba con le loro t-shirts.

Cripple Bastards 1

Dall’atmosfera gioiosa e divertente dei ferraresi al grindcore incazzato contro tutto e tutti dei CRIPPLE BASTARDS il contrasto è fortissimo. Il frontman Giulio “The Bastard” è come sempre il carismatico presentatore-vocalist di uno show intenso che non fa prigionieri. I Cripple Bastards hanno una loro personalità molto forte e già dai titoli dei loro pezzi più celebri è evidente come il cinismo totale delle loro lyrics sia sempre più attuale.
Per molti versi i Cripple Bastards sono sempre stati avanti, anche nel diffondere messaggi di totale misantropia, misoginia e rigetto assoluto di tantissimi aspetti tipici del nostro Paese. Tra l’intensità dello show ed il coinvolgimento esagerato delle prime file (soprattutto durante i classici del gruppo) ci si avvicina velocemente al termine di un concerto letteralmente volato via. Tra le tante schegge impazzite eseguite ricordiamo l’impatto devastante di “Prospettive Limitate” e “Marchio Catastale”, la veemenza di “Polizia, Una Razza Da Estinguere”, la cantatissima “Italia Di Merda” e la seguente, letale, “Il Tuo Amico Morto”. Uno show da ricordare. Micidiali Cripple Bastards.

Raw Power 3

I RAW POWER giocano in casa ed è evidente la soddisfazione e la sincerità con la quale il frontman Mauro Codeluppi, facendo gli onori di casa, ringrazia tutti i presenti per la loro partecipazione numerosa. Dal vivo i reggiani sono una macchina incendiaria dalla forza d’urto considerevole che fa dell’attitudine “breathless” la propria forza. I Raw Power sono costantemente tarantolati, non stanno fermi un attimo ed in puro stile hardcore di derivazione punk non sanno nemmeno cosa significhi tirare il fiato. Ricordo ancora di aver messo le mani su una loro scaletta ad un Italian Gods Of Metal all’Alcatraz di un po’ di anni fa. La setlist, dopo cinque pezzi veloci tiratissimi eseguiti a inizio set e senza pause, prevedeva un momento per accordare gli strumenti dopo tante scudisciate, con l’espressa dicitura, “altrimenti muoio”, scritto però in un divertente dialetto reggiano.
Brani come “Fuck Authority”, “State Oppression”, “Mine To Kill”, “You Are The Victim”, “Still Screaming” ecc. sono ormai pezzi di storia dell’hardcore tricolore e l’attitudine della formazione è “down to earth”, completamente priva di “ali”, in totale sintonia con l’umiltà di testi che sono sempre dalla parte degli oppressi. Assoluti paladini della musica dura tricolore underground. Encomiabili.

Parlare dei Raw Power, che questo evento lo hanno fortemente voluto, ci fa venire in mente anche l’organizzazione di questo United As One Fest # 2, quasi impeccabile, con un particolare plauso alla cortesia di molte delle persone dello staff, una componente per nulla scontata ma sempre molto apprezzabile in una kermesse musicale piuttosto lunga ed intensa.

Toxic Holocaust 1

Avevo sentito pareri discordanti sui TOXIC HOLOCAUST. Opinioni che li descrivevano come un gruppo piuttosto anonimo debitore di Venom, Slayer e Motorhead ed altri che invece ne decantavano la capacità di scrivere e suonare brani efficaci che, pur senza far gridare al miracolo, riescono ad essere piuttosto coinvolgenti. Mi sento di avallare maggiormente quest’ultima teoria, che tradotta nel linguaggio del thrash più grezzo e contaminato dal punk (nel sound dei nostri trovate anche i Discharge), implica il fatto che i Toxic Holocaust sono in grado di scatenare un moshpit coi fiocchi nelle tante parti veloci ed un sano headbanging nelle più rare parti cadenzate. La formazione a tre non consente di avere un frontman che può dedicarsi al ruolo di vocalist con la massima libertà di movimento ma questo non è di certo un problema insormontabile. Non avendo una grande familiarità con molti pezzi, il rischio è quello di trovare la proposta dei Toxic Holocaust come una matassa sonora molto heavy ma con poche trame sonore realmente catchy (le vocals sono piuttosto estreme) ad un primo ascolto.
La stage presence dei nostri, così come la compattezza del gruppo, si assesta su livelli decorosi anche se non si parla di certo di un thrash troppo tecnico o ricco di sfumature. Brani come “Nuke The Cross”, “War Is Hell” e “666” fanno decisamente la loro devastante figura. I thrashers di Portland si confermano un act solido, in grado di scrivere e soprattutto suonare thrash old school dalle tinte estreme e dalla forte componente punk in modo credibile, richiamando certamente gli storici nomi citati ma senza sfigurare troppo. E scusate se è poco.

Ratos De Porao 1

I brasiliani RATOS DE PORAO (che in portoghese significa “topi di fogna”) sono il classico gruppo storico di hardcore punk (con forti aperture verso il crossover ed il thrash) il cui unico obiettivo pare essere quello di scatenare l’audience in un moshpit esagerato. Pur non privi di sfumature particolari e di trovate che a volte sono in grado di trasformare brevi brani in scene efferate tratte da violentissimi B movies, i Ratos De Porao puntano soprattutto sull’impatto e riescono da subito a connettere con una buona fetta dell’audience. Nonostante l’annichilente violenza di una proposta musicale davvero estrema per aggressività, e probabilmente poco gradita a molti dei thrashers dai gusti più melodici, i brasiliani guadagnano dei punti grazie alla passione sprigionata on stage.
Il frontman João Gordo è on stage una figura davvero imponente, sorprendentemente in grado di non farsi limitare troppo dalla grande stazza quando si tratta di vomitare la propria rabbia davanti al microfono. Dopo una nutrita serie di evitabili epiteti e bestemmie in italiano, dette probabilmente (e tristemente) per suscitare l’ilarità e l’approvazione dell’audience, arriva anche il turno di un brano “dedicato a tutti i ciccioni come me”. Tra le tante granate sganciate sui presenti vengono eseguiti alcuni dei classici più attesi della storica formazione (attiva dal lontano 1981) come “Beber Até Morrer”, “Crucificados Pelo Sistema”, “Crocodila” e “Crise Geral”.
Rispetto per un bel brandello insanguinato di storia del crossover-hardcore-punk più violento.

Nuclear Assault 1

Prima del concerto dei NUCLEAR ASSAULT, Dan Lilker, storico bassista fondatore della band dal curriculum esagerato in ambito thrash-death (fondatore dei Brutal Truth, ex Anthrax e Stormtroopers Of Death), si aggira per la location e non ha problemi a farsi fotografare con diversi fans. Non c’è dubbio sul fatto che gli occhi di Dan parlino più di molte parole, in particolare della vita di un personaggio che spesso non ha di certo disdegnato gli eccessi. Anche la parabola sonora del nostro, passato dal thrash a tratti piuttosto catchy al metal estremo più brutale è stata un “trip” notevole.
Nonostante la buona volontà ed un soundcheck piuttosto lungo, con tutta la band sul palco per cercare di ovviare ad ogni problema tecnico, quello dei Nuclear Assault è stato uno spettacolo divertente e tecnicamente dignitoso (i nostri non sono mai stati dei draghi) ma che non è riuscito a mantenere quella magica tensione che rende epico un grandissimo concerto thrash. La security sotto al palco è scarsa numericamente e probabilmente non troppo abituata ai concerti di queste sonorità con un pubblico numeroso. Fatto sta che dopo un paio di brani, con suoni ancora migliorabili (e volumi non all’altezza di un act headliner), il vocalist e chitarrista John Connelly interrompe lo show per diversi minuti per manifestare il suo disappunto sul fatto che è stato chiesto ai fans di non salire sul palco. I Nuclear Assault vogliono invece che i fans siano liberi di farlo a loro piacimento. Il tutto fa perdere quasi dieci minuti in modo assolutamente assurdo e non sarà l’unica lunga pausa dello show.
La scaletta pesca a piene mani nei primi dischi con i classici “Lesbians”, “Hang The Pope”, “Brainwashed” “Critical Mass”, “F #, “New Song” e “Betrayal” ad infiammare un’audience che non aspettava altro. Non manca nemmeno un piccolo push al recente EP “Pounder”, dal quale sono state tratte “Analogue Man In A Digital World” e “Died In Your Arms”. Connelly purtroppo decide di interrompere nuovamente il set mostrandosi preoccupato per l’incolumità dei suoi fans impegnatissimi a pogare e fare stage diving. In un concerto thrash come si deve, ognuno (band, tecnici del suono e delle luci, security, roadies di palco ed ovviamente il pubblico) deve fare la propria parte. Se provi a mettere la pausa durante una performance thrash, l’accumulatore di tensione si spegne immediatamente e devi ricominciare a crearne altra da capo. Un vero peccato. Aveva ragione Totò quando diceva che “chi si ferma è perduto”. Nonostante questi difetti, lo show è stato godibile, senza troppe sbavature ma anche decisamente meno indimenticabile di quello che si sarebbe sperato. Il festival invece, ecco, quello ce lo ricorderemo molto a lungo. Congratulazioni a tutti coloro che hanno contribuito alla sua realizzazione. La scena underground ha bisogno di questi eventi.

Di seguito altre foto della serata, tutte realizzate dal nostro Massimo “Max Moon” Guidotti.

Game Over:

Game Over 3

Game Over 2

Cripple Bastards:

Cripple Bastards 4  Cripple Bastards 5  Cripple Bastards 2  Cripple Bastards 3

Raw Power:

Raw Power 1  Raw Power 2  Raw Power 4  Raw Power 5  Raw Power 6  Raw Power 7

Toxic Holocaust:

Toxic Holocaust 3     Toxic Holocaust 2

Toxic Holocaust 6

Ratos De Porao:

Ratos De Porao 3  Ratos De Porao 4  Ratos De Porao 5  Ratos De Porao 2

Nuclear Assault:

Nuclear Assault 7  Nuclear Assault 8  Nuclear Assault 9

Nuclear Assault 10

Nuclear Assault 11  Nuclear Assault 12  Nuclear Assault 2  Nuclear Assault 3  Nuclear Assault 4  Nuclear Assault 5

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