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I Royal Hunt sono apparsi per la prima volta nel 1989 e da quel momento sono diventati un punto di riferimento, riuscendo a creare un genere che unisce AOR a progressive metal con inserti di elementi classici. Dopo tredici album ed una carriera che comprende tour mondiali e quasi due milioni di copie vendute non ci sono dubbi circa le qualità di questa fantastica band, e il nuovo “Devil’s Dozen” non fa che confermare tutto questo. Dalla reunion del 2011 con DC Cooper i Royal Hunt hanno registrato due dischi e questo nuovo lavoro ci mostra una band in forma che sa come produrre ottima musica.
Partenza diretta con “So Right So Wrong” con le tastiere belle presenti che lanciano un pezzo che definirei classico nella produzione della band; strofa ritmata con synth in sottofondo che lancia un ritornello immediato e ben armonizzato. Il brano si sviluppa in lunghezza con la ripetizione dei ritornelli a tonalità diverse e con il supporto costante delle coriste, ma che nonostante tutto scorre via senza diventare noioso. Piano e voce aprono la successiva “May You Never (Walk Alone)” con una successiva apertura in un pezzo veloce dove il basso fa da colonna portante nelle strofe per arrivare in crescendo ad un ritornello dalla ottima linea vocale. Gli assoli rimbalzano da chitarra a tastiera, sempre al punto giusto e mai con l’intento di impressionare l’ascoltatore con sacchi di note ma con la cura del particolare; l’utilizzo di synth/arpeggiatori come punto di stacco tra soli e ritornello diventa un particolare presente in molti brani. Gran pezzo anche “Heart On A Platter” per la sua vicinanza a produzioni passate del gruppo, con tutti i pezzi forti sempre presenti ed ovviamente con la voce di DC che fa la differenza. Stesse considerazioni per la successiva “A Tear In The Rain” che si dimostra un bel pezzo anche se rimane sempre l’ombra di soluzioni melodiche già sentite. Spazio per una ballad – immancabile nei dischi dei Royal Hunt – ecco “Until The Day” con la voce di DC che si fa accompagnare dal piano di Andre che inserisce elementi sinfonici ed elettronici, per un effetto decisamente più interessante del solito combo piano/voce. Non un pezzo lento in realtà, ma un mid tempo dopo tutti gli strumenti entrano in gioco; a conti fatti uno dei pezzi migliori del disco. Ritmi tribali e flauti in apertura di “Riches To Rags”, anche qua un bel pezzo potente ma decisamente più vario dei precendenti. La ricerca di sonorità differenti è un bene e il risultato è un altro punto a favore di questo disco. Si torna su terreni consolidati per “Way Too Late” e si termina con la bonus “How Do You Know” dal sapore più rock anni ’80.
Giudizio finale sul disco? Viste le premesse e la carriera del gruppo, mi aspettavo qualcosa di più. Ben prodotto, sound e mix cristallino e copertina dai colori molto caldi…però manca qualcosa. L’idea di fondo è che i Royal Hunt sanno fare bene il loro lavoro e solo in un paio di occasioni ricercano quel qualcosa in più. Quindi un voto discreto, un altro buon disco nella discografia della band.
Tracklist:
01. So Right So Wrong
02. May You Never (Walk Alone)
03. Heart On A Platter
04. A Tear In The Rain
05. Until The Day
06. Riches To Rags
07. Way Too Late
08. How Do You Know (Bonus)
Line-up:
DC Cooper – Voce
Andre Andersen – Tastiere
Andreas Passmark – Basso
Jonas Larsen – Chitarra
Andreas Habo Johansson – Batteria
Sito ufficiale: www.royalhunt.com
Facebook: www.facebook.com/royalhunt
Etichetta Frontiers Records – www.frontiers.it



