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12/09/2015 : TrueMetal Fest (Brescia)

Pubblicato il 8/10/2015 da in Live report | 0 commenti


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12/09/2015 : TrueMetal Fest (Circolo Colony, BS)

Truemetal Festival

Neanche il tempo di ritornare operativi dalle ferie estive che subito ci troviamo catapultati nell’atmosfera di un bel festival all’interno del Colony di Brescia. La terza edizione del True Metal Fest si porta in dote il ritorno in Italia di una delle quattro punte di diamante dello Swedish Death Metal, i Vichinghi Unleashed, freschi autori della loro dodicesima fatica da studio, intitolata “Down Of The Nine”, supportati dagli austriaci Belphegor, artefici solo sei mesi fa di un concerto di alto livello di supporto ai Marduk. A far da degno accompagnamento agli headliner troviamo gli storici Distruzione, i “vichinghi bergamaschi” Ulvedharr, i grandi Delirium X Tremens col loro “dolomitic death metal”, accompagnati dai black metallers milanesi Cold Raven e dai grind/deathsters Mindful Of Prypiat. L’occasione per una bella giornata di musica c’è tutta.

Mindful Of Prypiat 1

Ad aprire le operazioni di questa intensa serata vengono chiamati i milanesi MINDFUL OF PRYPIAT, autori di un EP di quindici pezzi, della durata media di un minuto e poco più, intitolato “…And Deeper, I Drown In Doom…” di un mix oscillante tra grindcore e death metal. Dietro al microfono di questa creatura di recente creazione troviamo Tya degli Antropofagus, con la chitarrista Giulia ed il batterista Giovanni che gli danno manforte negli intrecci di linee vocali. A differenza della precedente volta che li vidi live, questa sera è inserito in formazione anche un bassista non presente nella formazione ufficiale. Ovviamente, nella mezz’ora scarsa del loro slot, i Mindful Of Pripyat hanno saccheggiato – come normale –  l’EP dal quale spiccano le varie “Lone In Town”, “Liquidators”, la spietata “Maruta”, “Rusty Skin”, “40 Seconds” e “Mindful Of Prypiat” oltre alla cover dei Defecation “Contagion”. I pezzi sono brevi mazzate nei denti cesellate dal growl di Tya; il drumming è d’impatto e debbo dire che in sede live la presenza di un bassista ha migliorato la resa dell’esibizione. Sotto il palco i pochi spettatori già presenti sembrano apprezzare la proposta, tributando il giusto plauso al termine del concerto.

Cold Raven 1

È il turno dei black metallers lombardi COLD RAVEN, freschi autori del disco d’esordio “Equilibrium And Chaos”, che ci catapultano in mezzo alle loro atmosfere black metal con rimandi al doom, proponendoci estratti dal loro unico full length. La formazione a tre che vede affiancati al cantante UrielRaka i due chitarristi Haures e Vuall, in sede live si completa con due innesti alla batteria e al basso, in modo da dare una quadratura ideale al suono dei nostri.
In ordine sparso trovano spazio nella scaletta “Trapped In A Cult”, “No Mercy”, la titletrack dell’unico disco edito sino ad ora “Equilibrium And Chaos”, giungendo a “In Worship With My Inner Darkness”. L’incedere del set è piuttosto scorrevole, complice la buona amalgama degli elementi della band e dei suoni che sostengono adeguatamente la proposta del combo meneghino, che mostra di tenere anche al lato scenografico, complici facepainting e teschi ad ornare il palco.
Seppure né l’impegno, né le capacità del gruppo siano in alcun modo da criticare, è necessario dire che la proposta in certi frangenti appare troppo ancorata agli stereotipi del genere, sia musicali che attitudinali (vedi lato estetico o le invocazioni a Satana d’ordinanza), che vanno a penalizzare gli spunti comunque pregevoli che talora affiorano dalle composizioni dei nostri. Le note di “The World Is Doomed” segnano il termine del set del quintetto milanese. Lo sparuto pubblico mostra comunque il proprio gradimento.

Delirium X Tremens 1

Sono i deathsters veneti DELIRIUM X TREMENS a prendere possesso del palco del Colony, ed il gruppo bellunese non ci mette molto a mostrare le proprie qualità in sede live. I suoni sono ancora da affinare sulle note di “33 Days Of Pontificate (Vatican Inc)”, in particolare la voce di Ciardo è sommersa dalla parte strumentale, ma il quartetto non pare badarci, tanto che in corso d’opera ci sono dei sensibili miglioramenti.
I Delirium X Tremens si presentano on stage sempre con l’abbigliamento tipico delle loro vallate alpine, ostentando orgogliosamente i loro vessilli comunali. Come normale che sia, l’ultimo album “Belo Dunum” è quello maggiormente saccheggiato, ma dopo le ottime “Teveròn, The Sleeping Giant” e “The Legend Of Càzha Selvàrega”, i nostri propongono una nuova canzone che entrerà a far parte del prossimo disco, intitolata se non ho capito male “The Giant Of Stone” che tratta l’argomento della pietrificazione dei morti e che mi ha dato delle buone sensazioni per il prossimo lavoro in studio. Un rapido tuffo nel passato con “New-Clear File”, tratto dal loro primo disco che aveva un retroterra lirico maggiormente ispirato alle nuove tecnologie, per chiudere con una vera e propria gemma della musica estrema italiana: quella “Artiglieria Alpina” che trasuda orgoglio e senso di appartenenza nei confronti del Corpo degli Alpini.
Anche quest’oggi i Delirium X Tremens hanno dimostrato, di fronte ai fans già sopraggiunti, di essere un ensemble solido e meritevole di supporto.

Setlist Delirium X Tremens:

33 Days of Pontificate (Vatican Inc)
Teveròn, the Sleeping Giant
The Legend of Càzha Selvàrega
The giant of stone (?) (nuovo pezzo)
New-Clear File
Artiglieria Alpina

Ulvedharr 1

Sono i bergamaschi ULVEDHARR ad avere ora il pallino delle operazioni e non ci mettono molto a far capire agli spettatori cosa intendono fare: coinvolgere il maggior numero di persone con un’attitudine molto caciarona e comunicativa, suonando un death/thrash metal incentrato su tematiche vichinghe. Cosi come per i Delirium che li hanno preceduti anche gli Ulvedharr devono condensare in trenta minuti la loro proposta, ma i nostri decidono di spingere forte sull’acceleratore con “Bergheim”, “War Is In The Eyes Of Berserker” e “Legion” mostrando un piglio molto essenziale e diretto, senza particolari sussulti, ma che pare fare presa su un gruppo di spettatori. Il cantante/chitarrista Ark Nattlig Ulv, pur con qualche smagliatura vocale, cerca di conquistare il pubblico facendolo partecipare ai cori, così dopo “Battle For Asgard” e “Skjaldborg” giunge il momento di “Onward To Valhalla”, che scatena la platea.
A conti fatti l’esibizione degli Ulvedharr ha raggiunto gli scopi prefissati dal loro death thrash tanto genuino quanto convenzionale, conquistandosi comunque gli applausi al termine dell’esibizione.

Setlist Ulvedharr:

Bergheim
War is in the eyes of Berserker
Legion
Battle for Asgard
Skjaldborg
Onward to Valhalla

Distruzione 1

Ci troviamo ora al cospetto di uno dei gruppi più longevi del panorama estremo italiano, quei DISTRUZIONE che, al netto di pause e momenti di stasi, hanno comunque abbracciato un grande arco della storia metal italiana partendo dall’EP “Olocausto Cerebrale” targato 1992, giungendo fino all’omonimo “Distruzione” uscito quest’anno. Proprio con l’ultimo disco i nostri hanno ulteriormente continuato il processo di indurimento del proprio suono, passando da un melo death/thrash ad un lavoro maggiormente incentrato sul death metal di scuola europea.
Il quintetto parmigiano decide di non perdersi in tanti fronzoli, optando per una performance grintosa e molto sentita – seppure inizialmente il setting dei suoni non sia ottimale. “Il Signore Delle Mosche”, “Stultifera Navis” e la titletrack del secondo disco “Pianeta Dissolvenza” ci danno subito la dimensione della verve agonistica dei nostri che – orgogliosamente – ci tengono a presentare nella maniera migliore il nuovo materiale.
Il cantante Devid Roncai non si risparmia dietro il microfono, scandisce le parole in modo da rendere intellegibili i testi (tutt’altro che banali), sovrastando il riffing work dei chitarristi Gianluca De Lillo e Massimiliano Falleri, mentre la sezione ritmica martella a dovere. “Il Dolore Della Fine”, seguita dalla selvaggia “Lo Scultore” , da “Minotauro” e “Senza Futuro” scatenano un gruppo di aficionados in sala; visto e considerata la grande abnegazione profusa dalla band è il minimo sindacale. Il finale del set odierno viene affidato alla seminale “Olocausto Cerebrale”, succeduta dalla “Cornice Dei Superbi”. La sublimazione finale di “Neoplasma” e “Nel Tuo Nome” mettono il sigillo su di una prova onesta e meritoria da parte di un’entità encomiabile del nostro panorama musicale.

Setlist Distruzione:

Il signore delle mosche
Stultifera navis
Pianeta dissolvenza
Il dolore della fine
Lo scultore Minotauro
Senza futuro
Olocausto cerebrale
Cornice dei Superbi
Neoplasma
Nel tuo nome

Belphegor 1

Avevamo lasciato i BELPHEGOR sei mesi fa sulle assi dello stesso palco in un convincente concerto di supporto ai Marduk e ce li ritroviamo stasera ben decisi a confermare il buon momento di forma. L’esperienza del gruppo capitanato da Helmut è cosa assodata e conclamata, ma ciò che più colpisce è sempre la professionalità nell’affrontare il concerto con il giusto approccio, sia che ci sia un pubblico infervorato e nutrito (come a marzo), sia che sia meno numeroso.
Lo show di stasera era annunciato come speciale nelle locandine, ma a conti fatti ci son stati tre innesti rispetto alla setlist della precedente calata italica, oltre all’esibizione su “Pest And Terror” di un incappucciato con maschera antigas e crocefisso rovesciato, accompagnato da un tanfo di incenso. Gli austriaci passano in rassegna le varie “Feast Upon The Dead”, “Gasmask Terror” e “Belphegor – Hell’s Ambassador” in un mix di cliché e blasfemia.
Le strutture death/black dei pezzi sono rodate e tra blast beat e parti più rallentate, i nostri riescono a coinvolgere le prime linee. Anche dal punto di vista scenico il gruppo segue un copione collaudatissimo con un facepaint d’ordinanza, teschi collocati su delle aste e tutto il kit “politically uncorrect” richiesto dal genere. Gli estratti da “Conjuring The Dead” la fanno da padrone, ma non per questo il gruppo capitanato da Helmut rinuncia in chiusura a proporre pezzi maggiormente datati come “Lucifer Incestus” e “Bondage Goat Zombie” entrambe titletrack degli album di riferimento chiudendo con “Bleeding Salvation” dall’album “Goatreich – Fleshcult”.
L’ora abbondante del loro show scorre piuttosto velocemente, con un’esibizione più che degna da parte dei Belphegor, che hanno potuto usufruire di suoni all’altezza.

Setlist Belphegor:

Feast Upon the Dead
In Blood – Devour This Sanctity
Gasmask Terror
Belphegor – Hell’s Ambassador
Black Winged Torment
Rex Tremendae Majestatis
Pest and Terror
Lucifer Incestus
Conjuring The Dead / Pactum in aeternum
Bondage Goat Zombie
Bleeding Salvation

Unleashed 1

Alle ore 23:30 sono gli headliner UNLEASHED a sublimare questa terza edizione del True Metal Fest, ed il gruppo svedese ha intenzione di onorare con tutti i crismi il ruolo affidato loro dall’organizzazione. A parere di chi scrive gli Unleashed sono sempre stati i meno bravi del quartetto seminale del leggendario death metal svedese, con Dismember, Entombed e Grave che hanno sempre dimostrato di avere delle marce in più rispetto al gruppo di Johnny Hedlund, il quale, dal canto suo ha dimostrato una forte coerenza ed abnegazione alla causa del death metal, che ha fatto sì che i nostri non abbiano mai perso la loro fan-base.
Con la semplicità che li ha sempre contraddistinti i nostri si presentano sul palco ed attaccano con un tris di tutto rispetto formato da “Legal Rapes”, “Destruction (Of The Race Of Men)” e dall’avvincente “The Longships Are Coming” che scatenano subito il pubblico presente, invero non numerosissimo. Il mastodontico Johnny è un frontman navigato e carismatico: sa cosa il pubblico vuole e glielo dà senza indugi. I suoni potenti coi quali le asce affilatissime di Tomas Olsson e Fredrik Folkare accompagnano il granitico drumming di Anders Schultz colpiscono duro, complice una scaletta che passa in rassegna il meglio degli ultimi lavori, accompagnati agli immarcescibili classici.
Stranamente – anche se vista la qualità del disco strano non è – l’album che vanta più estratti (tre) è “Sworn Allegiance”, mentre dall’ultimo “Down Of The Nine” vengono proposte solo “Where Is Your God Now?” e “A New Day Will Rise”. La grande capacità di creare ritornelli che rimangono impressi non può far altro che pagare in sede live, dove sulle varie “Winterland”, “Midvinterblot”, “Fimbulwinter”, passando per le mitiche “To Asgaard We Fly” o la tellurica “Hammer Battalion”, si scatenano i fans in sala che supportano vocalmente Johnny. Il calore del pubblico italiano anche in questa occasione non è venuto meno e gli Unleashed dopo la fine del set ordinario son richiamati sul palco per l’esecuzione dei bis. “Death Metal Victory” annichilisce la sala con i cori che rimbombano, mentre la leggendaria “Before The Creation Of Time” mette il punto esclamativo su una prova di tutto rispetto.

Termina così la terza edizione del True Metal Fest con un bilancio positivo: tutti i gruppi hanno fatto del loro meglio, i suoni sono stati all’altezza ed il timing delle esibizioni è stato rispettato al secondo; quello che è mancato è stata l’adesione del pubblico in maniera più significativa, come avrebbero meritato l’evento e la sua organizzazione. I presenti, ad occhio e croce meno di 200, hanno fatto il massimo per supportare i propri beniamini.

Setlist Unleashed:

Legal Rapes
Destruction (Of the Race of Men)
The Longships Are Coming
Where Is Your God Now?
If They Had Eyes
Winterland
The Avenger
A New Day Will Rise
Midvinterblot
Fimbulwinter
To Asgaard We Fly
Hammer Battalion
Death Metal Victory
Before the creation of time

Di seguito altre foto della serata, tutte realizzate dal nostro Leonardo “Dismember” Borinelli.

Mindful Of Prypiat:

Mindful Of Prypiat 3  Mindful Of Prypiat 2  Mindful Of Prypiat 5

Cold Raven:

Cold Raven 5  Cold Raven 3

Cold Raven 8  Cold Raven 6

Delirium X Tremens:

Delirium X Tremens 3  Delirium X Tremens 2  Delirium X Tremens 5

Delirium X Tremens 4

Ulvedharr:

Ulvedharr 4

Ulvedharr 5  Ulvedharr 6  Ulvedharr 2  Ulvedharr 3

Distruzione:

Distruzione 4  Distruzione 5  Distruzione 6

Distruzione 3

Distruzione 2

Belphegor:

Belphegor 2

Belphegor 4   Belphegor 3

Unleashed:

Unleashed 3  Unleashed 4  Unleashed 5

Unleashed 2

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