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Chaos Echoes – Transient (2015)

Pubblicato il 19/10/2015 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: Transient
Autore: Chaoes Echoes
Genere: Black/Death/Doom metal avanguardistico
Anno: 2015
Voto: 8,5

Visualizzazioni post:145

Oltre a rilasciare la roba più grezza e violenta possibile del pianeta, la californiana Nuclear War Now! Prod supporta molto volentieri anche gruppi eccentrici. E’ per esempio il caso degli australiani StarGazer, di cui ho recensito su queste stesse pagine l’ultimo lavoro dandogli pure un votone. E ora è il caso dei francesi Chaos Echoes che, nati nel 2011 dalle ceneri dei Bloody Sign prendendo il nome proprio dal titolo del loro terzo e ultimo album, sono guidati dai fratelli Ilmar e Kalevi Uibo, cioè due pazzi sperimentatori molto attivi nel mondo della musica (non solo metal) e dell’arte in generale. Costoro, insieme ad altri due compari e dopo un paio di produzioni minori, hanno dato vita quest’anno a “Transient”, un ambizioso album di debutto comprensivo di sette pezzi per 61 minuti circa di deliri sonici LETTERALMENTE inauditi.
La struttura del disco è bizzarra ma allo stesso tempo tipica di certo metal estremo di oggi. Infatti, i pezzi dispari sono quelli metal mentre quelli pari, denominati “Interzones” (una serie che, ispirata alle Interzone burroughsiane, continua dai primi lavori del gruppo), sono più che altro d’atmosfera e da rituale anche se comunque musicati. Entrambi i tipi di pezzi sono collegati direttamente fra di loro, ragion per cui l’album è da considerare come un tutto continuo anche perché certi motivi di quelli pari si trovano pure in quelli dispari. L’unico problema è che, come ben sapete, a me i brani d’atmosfera non piacciono molto, ergo anche in quest’occasione, dopo averli ascoltati una volta, ho preferito buttarmi a capofitto con quelli più metal. Che però si sono rivelati quantomai folli… e geniali.
Prima di tutto, questi ultimi non sono vere e proprie canzoni. Ciò perché sono perlopiù strumentali (per dire, la voce nell’interminabile “Advent Of My Genesis” si fa viva dopo sei minuti!) e mega-ossessivi. Più nello specifico, l’iniziale “Senses Of The Nonexistent” è una specie di death/doom lentissimo e claustrofobico di ben nove minuti che si sviluppa praticamente sulle stesse cose in un crescendo di tensione del tutto particolare; “Advent Of My Genesis” dura la bellezza di 14 minuti nei quali, più o meno sullo stesso possente e paranoico riff black/death, il batterista varia più e più volte i propri ritmi picchiando pure con dei blast-beats un po’ irregolari… ma poi arriva quell’organo hammond che rende il tutto ancor più alieno… prima ancora di un finale pazzesco dove i due chitarristi suonano lo stesso riff ora insieme ora no (ci avete capito qualcosa, vero?) creando così un effetto raramente disturbante; “Kyôrakushugi” è in un certo senso la più facile da descrivere perché è quella dall’anima più black ma anche perché è basata tutta su dei blast-beats che si fermano ogni volta dopo 10 secondi circa per poi ripartire, anche nel finale dall’atmosfera stranamente rarefatta; nella conclusiva “Soul Ruiner”, invece, i due chitarristi si scatenano con una valanga di assoli impazziti e interminabili dopo che in tutti i precedenti brani non ne hanno suonato nemmeno uno mentre il finale della canzone, che si conclude in un modo totalmente brusco, è veramente di quelli ossessivi e allo stesso tempo rumorosi da far paura. Capito adesso con che gruppo si ha a che fare?
Se non lo avete ancora capito, è ora di parlare del comparto vocale. Premesso che nei Chaos Echoes cantano tutti e che ogni brano è costituito da uno/due tipi di cantato, da queste parti si passa da varie voci pulite da rituale a delle urla gutturali fino a una specie di grugniti bizzarri, segno che il gruppo vuole stupire a ogni livello.
Alla fine “Transient”, la cui copertina è stata curata dal bassista Stefan Thanneur, è una vera e propria esperienza di quelle da vivere a prescindere. Bisogna fare solo attenzione a non esagerare perché questo è un album da gustare a piccole dosi, a meno che non si vogliano ascoltare solo i pezzi metal o quelli d’atmosfera. Io ho scelto soltanto i primi e quello che ne è venuto fuori è un qualcosa di magnifico e totalmente malato. In parole povere e se soprattutto avete le palle cubiche, ASCOLTATE QUEST’ALBUM!

Tracklist:

1 – Senses of the Nonexistent
2 – Interzone IV: Intoxicating Beauty
3 – Advent of My Genesis
4 – Interzone V: Ignorance Is Bliss
5 – Kyôrakushugi
6 – Interzone VI: Realization
7 – Soul Ruiner

Line-up:

Kalevi Uibo – chitarra/voce/organo hammond/fiddle/effetti
Etienne Testart – chitarra/voce/effetti
Stefan Thanneur – basso/voce/effetti
Ilmar Uibo – batteria/voce

Sito ufficiale: http://chaosechoes.org
Facebook: https://www.facebook.com/chaosechoes
Etichetta Nuclear War Now! Prod: http://www.nwnprod.com

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