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Blasphemy – Fallen Angel Of Doom…. (1990)

Pubblicato il 9/11/2015 da in Classici | 6 commenti

Titolo: Fallen Angel Of Doom....
Autore: Blasphemy
Genere: Bestial Black / Death Metal
Anno: 1990
Voto: 9

Visualizzazioni post:471

Cacchiarola oggi che mi tocca recensire, nient’altro che l’immenso “Fallen Angel Of Doom….” dei canadesi Blasphemy! Dopo esser nati addirittura nel 1984 e aver pubblicato nel 1989 il seminale demo “Blood Upon The Altar”, questi quattro scalmanati devastatori della Musica comprensivi di interminabili e demenziali nomi di battaglia se ne uscirono nel 1990 con un album che di lì a poco avrebbe fatto la Storia inventando quasi da soli (o meglio, insieme ai finlandesi Beherit e agli statunitensi Von) il cosiddetto “War Metal” o “Bestial Black/Death Metal”, oggigiorno molto diffuso nell’underground più marcio e infernale. Insomma, stiamo parlando di un disco parecchio influente che, completo di dieci pezzi (inclusa l’intro “Winds Of The Black Godz”) per soli 30 minuti, all’epoca venne rilasciato dalla statunitense Wild Rags Records.
“Fallen Angel Of Doom…” è puro impatto tanto che certi pezzi durano solo due minuti e poco più. Ma soprattutto possiede già tutte le caratteristiche che saranno proprie del black/death bestiale: i Blasphemy infatti suonano una musica primitiva e caotica dove, prima di tutto, le chitarre sono così cavernose che il riffing, mischiando il death metal più cavernoso con il black più apocalittico, non sempre è ben comprensibile mentre gli assoli (ce n’è almeno uno in ogni pezzo) sono rumore devastante mutuato dal solismo isterico a là Slayer; il batterista riduce a brandelli il suo kit sparando dei blast-beats paurosi (soprattutto in un brano LETTERALMENTE insostenibile come “Demoniac”) pur variando con qualche tupa-tupa non meno pauroso e qualche tempo medio anche groovy caratterizzato spesso da uno-due quasi militareschi tipici dei Blasphemy e mutuati invece dai brasiliani Sarcofago… ma in tutto ciò NON aspettatevi NEANCHE PER SOGNO dei veri tempi lenti perchè da queste parti la pietà non esiste; il comparto vocale è uno fra i più maligni e ignoranti dell’epoca (e se ci pensate anche di oggi) visto che qui regnano sovrani pure dei particolarissimi grugniti rauchi talvolta inspirati accompagnati, anche tramite delle sovraincisioni e un po’ di inquietante eco così da trasmettere ancor più caos, da qualche urlo gutturale, da grugniti un po’ più profondi e c’è pure qualche demoniaca parte sussurrata sul serio da brividi (come nella decelerazione più atmosferica del solito della conclusiva “The Desolate One”). E il basso, vabbè, anche se presente non ha in sostanza voce in capitolo, e guardacaso lo suona il cantante stesso. In pratica, nel primo album dei Blasphemy c’è già tutto del black/death bestiale, effetti e intro piene zeppe di grugniti (come quella di “Darkness Prevails”, che poi sarebbe stata copiata più e più volte dai loro eredi prediletti Black Witchery) compresi. E, ovviamente, la melodia non esiste se non nella già citata “Winds Of The Black Godz” e nell’outro di “The Desolate One”.
Certo, “Fallen Angel Of Doom….”, per quanto io lo adori, non è un album esente da difetti visto che è poco fantasioso, seppur i Blasphemy riescano a variare molto bene il proprio assalto con quel poco che hanno così da rendere almeno un minimo distinguibili fra loro i vari brani. E quindi tale misera fantasia è alla fine un difetto trascurabile. Ma non fatemi considerare come dei difetti le varie “stecche” presenti qui e là, che anzi donano a tutta la musica un che di selvaggio e primordiale che nel metal (ultra)-estremo serve sempre. Peccato solo che, durante l’ascolto del disco, occorra quasi continuamente regolare il volume perché le frequenze fra i pezzi sono un filo sballate ma questo credo che sia un problema della ristampa.
Insomma, cari miei, “Fallen Angel Of Doom….” è un disco a dir poco imprescindibile tanto più che contiene almeno due canzoni che durante gli anni sono state coverizzate un milione di volte, cioè “Ritual” e “Weltering In Blood”, entrambi veri e propri manifesti del black/death metal bestiale, il quale venne ancor più estremizzato nel secondo album del gruppo, “Gods Of War” del 1993 che, più grind nell’impostazione, portò purtroppo allo scioglimento della band, riformatasi nel 2001 con ¾ dell’incrollabile formazione dell’album di debutto contando come unico volto nuovo nientepopodimeno che Ryan Förster degli appena scioltisi Conqueror, altro gruppo devotissimo al verbo dei Blasphemy. Tutto ciò per dare alle stampe nello stesso 2001 “Live Ritual: Friday The 13th” da parte della stessa Nuclear War Now! Prod, celebrando così il ritorno di uno dei gruppi più estremi e incorruttibili del mondo. E dico “incorruttibili” soprattutto perché, particolarità curiosissima, i Blasphemy non producono qualcosa di ufficiale proprio dal 2001 con quel live, in modo da lasciare inalterata la magia dei loro due storici album in studio senza un inutile disco di ritorno.
Quanto sarebbe bello che gruppi come i Metallica imparassero da tipi come i Blasphemy, che per di più hanno da sempre in formazione un afroamericano (cioè il chitarrista Caller of the Storms), alla faccia di quelli che credono che il black/death metal bestiale sia pieno di nazi!

Tracklist:

1 – Winds of the Black Godz (intro)
2 – Fallen Angel of Doom
3 – Hoarding of Evil Vengeance
4 – Darkness Prevails
5 – Desecration
6 – Ritual
7 – Weltering in Blood
8 – Demoniac
9 – Goddess of Perversity
10 – The Desolate One + Outro

Line-up:

Nocturnal Grave Desecrator and Black Winds – voce/basso/effetti
The Traditional Sodomizer of the Goddess of Perversity – chitarra ritmica/voce/effetti
Caller of the Storms – chitarra solista/effetti
3 Black Hearts of Damnation and Impurity – batteria

FaceBook: https://www.facebook.com/OfficialBlasphemy?fref=ts
Etichetta Nuclear War Now! Prod: http://www.nwnprod.com

  1. Metauro Trebisonda says:

    Grande cd!
    Mi ballava il tavolo…ma lo spessore era minore, così l’ho acquistato anche in LP!

  2. Metauro Trebisonda says:

    Ebbene sì…lo ammetto…però una volta abbiamo giocato a palla avvelenata assieme (e l’ho fatto pure vincere…ma poi lui ha dato fuoco alla nonna..dispettoso!)

  3. E pensare che il Tradizionale Sodomizzatore ecc… ecc… è un canadese italianissimo che si chiama Marco Banco! Chissà però se sa parlare sul serio l’italiano…

  4. Metauro Trebisonda says:

    Ma i sodomizzatori non tradizionali che fanno, invece?

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