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29/01/2016 : Grave Digger + guest (Cremona)

Pubblicato il 14/03/2016 da in Live report | 0 commenti


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29/01/2016 : Grave Digger + Adamas + Stormhold (Midian, Cremona)

29012016 - Grave Digger + Adamas + Stormhold - Midian (Cremona)

Dopo aver omaggiato il loro passato con la rivisitazione in studio di “EXHUMATION: The Early Years”, i teutonici Grave Digger ci propongono un’altra celebrazione, quella per il trentacinquesimo compleanno della band, grazie ad un breve tour europeo che ha portato una delle sue tappe italiane al Midian di Cremona. Arredato con uno stile gotico ispirato ai grandi classici del genere horror, il locale si presenta accogliente e sufficientemente capiente per ospitare un discreto numero di fans della storica formazione tedesca.

Stormhold 1

Le danze sono aperte dal classic power metal dei giovanissimi svedesi STORMHOLD. Niente di nuovo sotto il sole dal punto di vista sonoro, con le classiche melodie catchy a stagliarsi su brani fluidi e veloci, ma vedere tanto entusiasmo davanti ad un pubblico ancora piuttosto scarso e nemmeno troppo partecipe fa comunque sempre piacere. La formazione riesce a smuovere da un certo torpore le prime file ottenendo applausi sempre più convinti ad ogni successivo pezzo eseguito. Da ricordare soprattutto la doppietta finale con “Fear Your Death” e “Stormhold”. Probabilmente sentiremo ancora parlare di questi ragazzi.

Adamas 3

Gli umbri ADAMAS propongono un thrash metal piuttosto melodico dai connotati piuttosto moderni che esce un po’ dal seminato di una serata che si annunciava come un vero e proprio power metal party. Il gruppo ha dalla sua una tecnica niente male ed alcuni stacchi strumentali dimostrano chiaramente che gli spoletini non vanno di certo catalogati tra le bands che propongono sempre la stessa tipologia di brano. Un esempio di quanto appena asserito arriva con la bella “Morphine”. Di fatto, gli Adamas appaiono un ascolto interessante per gli appassionati del genere ma senza possedere quell’immediatezza o quel tiro (ad un primo ascolto dal vivo) in grado di scatenare il pubblico italiano presente, al solito sempre piuttosto tranquillo durante il set dei gruppi di supporto. Comprensibilmente, il momento di maggiore entusiasmo è scatenato dall’esecuzione di una cover di “Ace Of Spades” ovviamente dedicata al leggendario Lemmy. Uno show piacevole.

Grave Digger 1

GRAVE DIGGER non hanno mai attirato grandi folle nel nostro paese e negli ultimi anni sembra che le loro calate italiche siano seguite solamente dai più die hard tra i loro fervidi supporters. Questo limitante status di cult band per pochi non è comunque in grado di scalfire la professionalità e la passione con le quali Chris Boltendahl ed i suoi pards calcano il palco. Il grande motivo d’interesse di questo tour è dato dalla possibilità di sentire dal vivo i brani storici riregistrati in occasione della fresca release “EXHUMATION: The Early Years”.
Se un pezzo datato come “Heavy Metal Breakdown” è da sempre presente nelle scalette dei nostri, solitamente come brano conclusivo del set, lo stesso non si può dire per altri cavalli di battaglia come “Headbanging Man” o “Witch Hunter”, qui eseguiti con grinta nella prima parte del concerto.
Le canzoni che però rappresentano le autentiche chicche della serata, quelle che anche il sottoscritto, pur avendo assistito ad almeno sei concerti del gruppo, non aveva mai sentito dal vivo, sono “Stand Up And Rock”, “We Wanna Rock You” e “Fire In Your Eyes”.
Chris Boltendahl si conferma uno dei frontmen più navigati della scena, con una voce inconfondibile ancora in buone condizioni e l’immutato carisma che il suo ruolo richiede. Per stage presence e «physique du rôle» il suo fidato chitarrista Axel Ritt è un degnissimo “compagno d’armi”. Axel è tutto fuor che un chitarrista ultratecnico, ma è uno di quelli sempre sul pezzo in fase ritmica ed in grado di non far calare mai l’energia ed il tiro ad un set sempre intenso e coinvolgente.

Grave Digger 2

La compattezza proverbiale del gruppo dipende molto anche dall’incredibile solidità della sua sezione ritmica, con lo storico connubio tra Jens Becker e Stefan Arnold a formare il motore pulsante della formazione dal secondo capitolo della celeberrima trilogia medievale, e cioè “Knights Of The Cross”, qui omaggiato dalla sempre tellurica titletrack.
Nei novanta minuti di spettacolo c’è anche spazio per la lenta e potente “Season Of The Witch” e per la concitata “Tattooed Rider”, estratte da quello che è ancora l’ultimo platter di inediti da studio, “Return Of The Reaper”.
Tutto sommato, avremmo preferito ascoltare altre rare perle ottantiane come “(Enola Gay) Drop The Bomb”, “Here I Stand” (eseguita in altre date) o “Shoot Her Down” piuttosto che alcuni classici sempre presenti come “The Dark Of The Sun” o “The Round Table (Forever)” ma dopotutto questo tour era una celebrazione del compleanno del gruppo e sarebbe stato incompleto senza molti dei pezzi più conosciuti.
Quelli dei Grave Digger sono 35 anni di carriera portati piuttosto bene da musicisti che hanno sempre fatto dell’onestà, della coerenza, della passione, ma anche del talento compositivo (nel loro ambito creativo) le loro armi migliori.
Lunghi brividi scorrono sulla mia schiena e non solo durante “Rebellion”, brano immortale dal più grande successo discografico della band, quel “Tunes Of War” che al sottoscritto ricorda anche due indimenticabili viaggi nell’affascinante Scozia dei castelli medievali teatri di alcune delle battaglie raccontate dagli immarcescibili Grave Digger. Auf wiedersehen al prossimo tour.

Di seguito altre foto della serata, tutte realizzate dal nostro sempre mitico Massimo “Max Moon” Guidotti.

Stormhold:

Stormhold 7

Stormhold 3

Stormhold 2

Stormhold 9

Stormhold 8

Adamas:

Adamas 9

Adamas 7

Adamas 5

Adamas 15

Adamas 13

Adamas 12

Adamas 10

Grave Digger:

Grave Digger 14

Grave Digger 15

Grave Digger 16

Grave Digger 17

Grave Digger 18

Grave Digger 19

Grave Digger 5

Grave Digger 7

Grave Digger 9

Grave Digger 11

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