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Circolo Colony (Roberto Rosa)

Pubblicato il 6/04/2016 da in Interviste | 0 commenti


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Circolo Colony Brescia logo

Il Circolo Colony di Brescia è diventato un grosso punto di riferimento per i metallari italiani. Sempre più band, di tutti i generi, stanno passando per questo bel locale e molti altri passeranno nei prossimi mesi. Questo inizio del 2016 ci pare l’occasione giusta per incontrare Roberto Rosa, presidente e socio fondatore del Circolo, fare il punto sulla situazione e annotare diversi concerti interessanti..

Ciao Roberto e benvenuto sul nostro sito. Ti ringrazio intanto sia per la disponibilità all’intervista sia per quella generale che hai sempre dimostrato nei nostri scambi di email. Direi di partire dalla storia del Colony. Come e quando è nato? E’ sempre stato a Brescia, in Via Romolo Gessi 14?

Grazie mille a te per lo spazio che ci concedi!!! Il Circolo Colony nasce alla fine del 2011 al primo piano di un piccolo capannone a Ghisalba, in provincia di Bergamo, per poi trasferirsi a Settembre 2012 a Travagliato (Bs), dove ahimè ce ne capitano di tutti i colori, quindi a Luglio 2013 troviamo questa location, in via Romolo Gessi, dove fortunatamente abbiamo a che fare con una amministrazione che rispetta e applica le leggi, e infatti siamo ancora qua.

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Quante persone lavorano con te al Colony e/o fanno parte dello staff?

Lo staff è composto da una decina di persone fisse che seguono la biglietteria, il tesseramento, il controllo all’ingresso, il banco bar e la supervisione in generale del locale, poi ci affidiamo ad un service esterno, la Media Factory, per quanto riguarda il discorso fonici/tecnico luci, e ad una agenzia per il discorso sicurezza.

Sei soddisfatto della attuale location, sia come dimensioni e spazi sia per l’ubicazione, alla periferia di Brescia? Cosa potrebbe mancare al Colony per crescere ancora?

Direi che sono molto soddisfatto!!!! Sono sincero, siamo stati molto fortunati nel trovare un locale così!!! La struttura all’interno è perfetta per le nostre esigenze: biglietteria, uno dei palchi più grandi d’Italia (anche se non sembra, il nostro palco è un bel metri 12 x 8), un enorme zona backstage con bagni e docce, un grande spazio di fronte al palco e un altrettanto grande spazio di relax. All’esterno nessun problema di parcheggi, abbiamo addirittura potuto ospitare in contemporanea due tourbus con relativo collegamento elettrico…. Se devo cercare il pelo nell’uovo, lo vorrei un paio di metri più alto per sfruttare al meglio le luci, ma ahimè non si può……

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In che modo vengono scelti i concerti che vediamo poi programmati?

Sono diversi i fattori che incidono sulla decisione se prendere un concerto o meno. Partendo dal presupposto che siamo interessati a valutare tutti i concerti in ambito metal che ci vengono proposti, la prima cosa è valutare se la produzione è fattibile o meno da un punto di vista tecnico, e mi spiego: alcune date non le abbiamo potuto produrre per richieste tecniche che non potevamo soddisfare, tipo una altezza minima del retropalco per mettere la scenografia, l’esigenza di avere bombole di gas propano sul palco, ecc.ecc.
Appurato che da un punto di vista tecnico si possa fare il concerto, si passa alla valutazione economica, quindi valutare se, ad un prezzo di ingresso congruo, ci possa essere un numero sufficiente di spettatori per coprire i costi di produzione. Passato anche questo scoglio, si analizza la programmazione degli altri locali simili al nostro, per evitare sovrapposizioni di date che nuocerebbero a entrambi. Passato anche questo controllo, si valuta se, all’interno della nostra programmazione, questo evento si può fare o meno (ad esempio, non ha senso fare due eventi dello stesso genere in due sere consecutive, abbiamo eventi che hanno bisogno di almeno due giorni di pre-produzione, ecc.ecc.) Passati tutti questi step, si da la disponibilità all’agenzia e si attende fiduciosi in una risposta positiva (non sempre la proposta corrisponde ad una conferma, anche se si accettano le condizioni).

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Questa intervista non sarà solo piena di complimenti! Ecco infatti una delle note dolenti, una cosa che fa storcere il naso ai più, quell’ingresso riservato ai soci ACSI con 10 euro l’anno di tessera, anche per chi viene una volta sola e per di più con tessere sempre diverse da locale a locale (Arci, Aics, fino a quelle “personalizzate” valide solo in un locale). Come mai questo tesseramento obbligatorio? Possiamo ipotizzare che senza di esso non esisterebbe il locale?

Premessa: La Stato, per aiutare l’associazionismo di persone che condividono le stesse passioni, ha creato questa cosa che si chiama Circolo, in parole povere un gruppo di persone che condividono le proprie passioni e per aiutarle in questo scopo, ha fatto si che i Circoli possano avere delle agevolazioni sia fiscali che normative. Per poter accedere ai Circoli bisogna chiaramente essere soci, altrimenti se l’ingresso fosse libero a tutti sarebbero tutte attività commerciali e da qua nasce l’obbligatorietà di essere tesserati, quindi possiamo dire che essere soci di un Circolo significa condividerne i fini e le attività. Detto questo, purtroppo sui Circoli esiste una enorme confusione a livello normativo e sfruttando questi deficit molti aprono un Circolo solo con il chiaro scopo di aprire locali in zone e strutture non idonee ad attività commerciali, inoltre molti Circoli vengono gestiti in modo “birichino” eludendo la legge (ad esempio non si possono consegnare subito le tessere perchè c’è un preciso iter normativo da rispettare prima della consegna, non si possono fare attività culturali non espresse nel proprio statuto, diciamo anche che il ballo da discoteca non è un’attività culturale).
Detto questo, se non fossimo un Circolo a quest’ora avremmo chiuso da un bel pezzo, purtroppo campare solo di metal è veramente dura e infatti la principale questione di discussione dell’ultima assemblea è stata se rimanere un Circolo dedicato al metal oppure chiudere tutto e aprire come un attività commerciale dove chiaramente il metal passa in secondo piano, impossibile coprire i costi di una attività commerciale solo con questo, quindi spazio a serate disco, concerti di musica leggera e quant’altro. La decisione presa è stata quella di autotassarci aumentando il prezzo della tessera per cercare di restare aperti e rimanere un punto di riferimento del metal nella zona; ormai noi metallari siamo in pochi, ma sufficienti, nel nostro caso, per sopravvivere.
Io capisco che per chi viene una volta 10 euro diano fastidio, ma non abbiamo trovato soluzione migliore per sopravvivere. Restare con una tessera a 5 euro avrebbe significato aumentare i biglietti dei concerti e aumentare i prezzi delle consumazioni, quindi sicuramente più di 5 euro a concerto per ogni concerto, il che significava penalizzare tutti quelli che il Circolo lo frequentano assiduamente, ed eliminare tutti quei concerti con una certa percentuale di rischio di perdita (che sono la maggior parte).
Io credo – e i numeri in questo momento ci stanno dando ragione – che chi veramente supporta e si sbatte per questa musica, i 10 euro all’anno li spenda volentieri per mantenere in vita un locale che propone non meno di 120 concerti all’anno, e tutti metal. Inoltre questo aumento ci consente di destinare un buon gruzzoletto all’organizzazione di serate dedicate alle bands underground, abbiamo già avuto più di 50 bands italiane, tutte con ingresso gratuito, quindi direi che l’aumento è più che giustificato e serve anche per una buona causa. Se devo essere polemico, potrei dire che avremmo potuto togliere la tessera e mettere i diritti di prevendita in ogni nostro evento – altro che 10 euro all’anno – e nessuno si sarebbe lamentato………

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Mi pare che per qualche mese si sia affiancato al Colony un nuovo locale, lo Zythum, che ora ha chiuso i battenti. Ci vuoi parlare di questa esperienza?

L’idea era quella di affiancare un locale più piccolo dedicato alle produzioni “minori” e ad un servizio cucina più completo rispetto a quello che, per motivi di spazio, potevamo proporre al Circolo. Purtroppo seguire entrambe le attività mi era diventato impossibile, non avevo più il tempo necessario per seguire entrambi in modo decente, da qui la decisione di “sacrificarlo” per continuare a concentrarsi sul Colony.

Veniamo alla parte più “succosa”! Quali concerti sono finora programmati nel 2016?

Questa è la parte più piacevole dell’intervista hahahhahahah. Al momento ne abbiamo già fatti una ventina, ma molti sono in arrivo. Nel breve periodo segnalo Dirkschneider con l’unica data italiana dove presenterà solamente i pezzi fatti da lui con gli Accept, i Death To All, i Primordial, Manilla Road, Riot V, Marduk, e molti altri che ancora non possiamo annunciare.

Nel corso degli anni hai incontrato una miriade di artisti. Ci piacerebbe sapere quali sono stati più simpatici e alla mano e quali invece quelli, senza voler entrare nei particolari, più difficili da gestire.

Anche qua parto dal fondo che è più veloce: artisti difficili da gestire ne ho incontrati pochissimi, piuttosto direi che i problemi arrivano con tour manager che di fatto non lo sono oppure che cercano il di più per dimostrare alle bands che loro sono professionali e sono questi che creano nervosismo. Un artista è comunque una persone come tutti, con il suo carattere e il suo modo di fare, ma nel momento in cui lo rispetti, lo tratti come persona e gli fai trovare sul palco e nel camerino il pattuito, non credo tu avrai mai nessun problema. Certo che se per cena gli servi pasta con il ketchup è chiaro che si incazza (fatto realmente successo, non da noi chiaramente). Resta il fatto che quasi tutte le bands che sono già passate da noi sono sempre felici di ritornarci, quindi sono tutti simpatici.
Fare una classifica di merito a questo punto è impossibile, con troppe persone ho un rapporto che si avvicina all’amicizia, mentre se devo nominare una band che non mi sognerò più di fare sono i Therion.

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Quali sono stati, finora, i concerti che ti hanno fatto sentire più orgoglioso?

Direi Queensryche, Geoff Tate e Annihilator, perchè sono state due delle bands più influenti della mia infanzia. Mi mancano i Maiden, i Metallica e gli Anthrax, e poi direi che tutti i sogni di bambino saranno realizzati ahahahahahhaha!

E’ un po’ un sogno di ogni metallaro aprire un locale e far suonare le band che ama. A mio parere ci deve essere un compromesso tra band che attirano gente e band che si amano. Cosa ne pensi? Ti capita di chiamare band che – musicalmente parlando – proprio non sopporti?

Hai perfettamente ragione, sia dal punto di vista economico che dal punto di vista di proposta musicale. Bene o male sopporto tutti i generi, ho sicuramente il preferito come ho sicuramente quello che mi piace poco, però credo che come Circolo si debba dare spazio a tutte le facce del metal, anche per un discorso economico, non si può puntare solamente ad una fascia di clientela per sopravvivere, bisogna fornire un servizio il più ampio possibile per aumentare gli introiti.

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Nel corso dei mesi, leggendo i tuoi post su Facebook ti sei spesso lamentato della carenza di pubblico, sopratutto di quello delle tue zone. Come mai secondo te succede questa cosa? Siamo davvero così menefreghisti al punto di lamentarci sempre e comunque salvo poi essere dispiaciuti quando un locale chiude?

Sinceramente non lo so, se lo sapessi probabilmente avrei già risolto il problema. Credo che ci siano due problemi principali che fanno sì che la scena si stia lentamente spegnendo: il mancato ricambio generazionale (è un dato statistico, a livello numerico ci sono molti meno giovani, ad esempio ti posso dire che della mia classe, nel mio paese, siamo in 110, classi tipo il ’90 sono in 30, questo significa che ne mancano 80 per ogni anno per ogni paese……) e la pigrizia di non voler scoprire nulla di nuovo perchè ormai abbiamo tutto a portata di un click mentre una volta si andava nei locali per scoprire qualcosa. Poi ci possiamo aggiungere la crisi, la continua offerta di live che fanno sì che uno debba per forza scegliere, i musicisti che non si sopportano/supportano tra di loro, idem dicasi per i locali (ad esempio il mio “concorrente” in provincia di Brescia, come lui ama definirsi, è arrivato a ricattare le bands di non frequentare il Circolo pena l’eliminazione dalla sua programmazione……) e molti altri motivi ancora più piccoli ma che se messi tutti insieme fanno l’attuale situazione.

CircoloColony2

Avrai sicuramente da raccontarci un sacco di aneddoti e curiosità su artisti e band che sono passati per il Colony. A te la parola, noi ci aspettiamo richieste di vergini da parte dei Gorgoroth, capre e agnelli di ogni tipo per gli Impaled Nazarene, mutandoni di pelo per i Nanowar, birra per i Folkstone, sangue fresco per Lizzy Borden, ecc.ecc.

Qui cadiamo nella monotonia, l’unico comune denominatore è…..l’alcool ahahahahahahah! A parte gli scherzi sì, ho veramente tanti bellissimi ricordi di questi anni, ogni data ti riserva sempre un qualcosa di speciale. Direi che quello più bello riguarda una storia d’amore nata qua oltre due anni e mezzo fa al primo concerto che abbiamo fatto, protagonisti un membro degli Hypocrisy e una ragazza che frequentava il Circolo, si sono conosciuti, sono ancora insieme e ogni volta che tornano in Italia non mancano di venire a trovarmi.

L’intervista è finita, ti ringraziamo per la tua cortesia e ti lasciamo l’ultima parola. Ci si vede on stage (naturalmente al Colony) nel corso del 2016!

Che dire, grazie per lo spazio, spero di non avervi tediato ma non sono molto avvezzo a interviste o cose simili, speriamo di continuare ancora per tanti anni a vederci sotto qualche palco, significherà che il metal non sarà morto.

Sito ufficiale: http://www.circolocolony.org
Facebook del Circolo Colony: https://www.facebook.com/Circolo-Colony-306071276076837/

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