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Khthoniik Cerviiks – SeroLogiikal Scars (Vertex Of Dementiia) (2015)

Pubblicato il 14/04/2016 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: SeroLogiikal Scars (Vertex Of Dementiia)
Autore: Khthoniik Cerviiks
Genere: Black / Death Metal
Anno: 2015
Voto: 7

Visualizzazioni post:309

Quest’album l’ho aspettato con una certa trepidazione. Il demo “Heptaedrone”, recensito ormai a fine 2014, mi aveva infatti impressionato come pochi tanto da meritarsi un bell’8. E finalmente quei tre tedesconi folli degli Khthoniik Cerviiks se ne sono usciti il 2 Dicembre 2015 con il loro spaventoso album di debutto che, intitolato “SeroLogiikal Scars (Vertex Of Dementiia)” e pubblicato su vinile tramite la connazionale Iron Bonehead Productions non prima della versione su CD della sua alleata Necroshrine Records, mostra sette nuovi pezzi pronti pronti per annichilirvi non solo il fisico ma anche l’anima.
Oddio, sette pezzi sì ma il primo, cioè “Schizophradio”, è una lunga intro di quattro minuti e mezzo prima ambientale con tanto di suoni inquietanti e poi musicata con quelle chitarre strane e malate tipiche degli Khthoniik Cerviiks, le quali fanno presagire cose molto brutte ma belle (almeno per le mie orecchie devastate). Passata “Schizophradio”, comincia la (prima) titletrack, cioè il pezzo “normale” dal minutaggio più breve (cioè quasi sei minuti), praticamente una strumentale per i primi due minuti circa che si trasforma poi in una marea di blast-beats accompagnati da una chitarra talvolta dalle melodie veramente curiose nonché dagli spasmi torturati del cantante, ora riverberati più che mai (e notare che il nostro, come nel recente passato, tira sempre delle urla isolate anche all’interno della lunghissima intro di questo stesso pezzo). Ma…
…ma sapete cosa c’è? Va bene, questa titletrack fila come un treno in un’abnorme corsa eppure non si fa segnalare per delle trovate particolarmente memorabili. Idem per la seguente “Miindwrecked (Project Eigengalaxy)”, che però contiene nei suoi otto minuti non solo le prime parti doom del disco ma anche il primo assolo di chitarra (e gli assoli non sono MAI veramente fondamentali per questo terzetto). Queste impressioni non del tutto positive derivano anche dal fatto che la struttura dei brani sopraccitati è abbastanza controllata e schematica, ergo siamo ancora lontani dal caos da Apocalisse elettrica che caratterizzava il demo. Ecco, per quella si comincia a fare sul serio dalla seconda parte di “Biinary Epitome (Spyder’s Web)” in poi, infatti, la succitata canzone (un tour de force da ben otto minuti e mezzo!), oltre a partire con un’intro “tranquilla” ma ipnotica con basso in primo piano, diventa delirante intorno al quinto minuto, cioè quando riprende una parte doom precedente ma questo è solo un attimo perché il ritmo diventa bruscamente un pochino più veloce così da trasformare in breve tempo il brano in una distruzione auricolare furiosa e totalmente imprevedibile. E così, ecco spianata la strada per la seconda titletrack, “SeroLogiikal Scars (Sequence 2.0: Veiled Viiral Vektor)” che, introdotta da due colpi sul rullante, spiazza tutto e tutti con un grind da infarto per poi rallentare considerevolmente dopo 20 secondi in un modo che dire folle è un eufemismo. E questo pezzo, oltre a contenere momenti di una violenza abbacinante, si fa segnalare anche per dei riff black metal totalmente raggelanti e altri tecnici e rapidissimi.
Ed eccoci così arrivati ai nove minuti e mezzo di “Cranial Leftoverture (Angel’s Pyramid)”, altro delirio che conta dei passaggi schizzati quasi jazz oltre a una bella interazione vocale fra il chitarrista e il bassista e a un finale paranoico di ben quattro minuti che non solo viene alternato fra blast-beats e tempi doom ma riprende in parte l’intro “Schizophradio”. La cosa ancor più folle è che l’outro (da un minuto, per puro miracolo!) “Voiidwarp (KC Inhalement 2.0: Meta Material Monolith)” riprende l’ipnotico riff finale proprio del pezzo precedente attraverso… attraverso… naaah, scopritelo da soli!
Allora, riassumendo, l’album di debutto degli Khthoniik Cerviiks parte male ma finisce bene grazie soprattutto agli ultimi due pezzi (l’outro non si conta, beninteso!) i quali mostrano, finalmente, il vero black/death metal folle, dissonante, caotico, malato e schizzato del trio, che però adesso pare aver assunto un suono più black e meno death del solito.
Ma, a questo punto e mi dispiace dirlo, i nostri si beccano soltanto un comunque dignitoso “7”, frutto di un’aspettativa altissima in parte non rispettata. Ma quel “7” vi pare comunque poco?

Tracklist:

1 – Schizophradio (KC Exhalement 2.0: Technocide Inertiia)
2 – SeroLogiikal Scars (Sequence 1.0: Vertex of Dementiia)
3 – Miindwrecked (Project Eigengalaxy)
4 – Binary Epitome (Spyder’s Web)
5 – SeroLogiikal Scars (Sequence 2.0: Veiled Viiral Vektor)
6 – Cranial Leftoverture (Angel’s Pyramid)
7 – Voiidwarp (KC Inhalement 2.0: Meta Material Monoliith)

Line-up:

Okkhulus Siirs – voce/basso
Khraâl Vri*il – chitarre/voce
Ohourobohortiik Ssphäross – batteria

FaceBook: https://www.facebook.com/Khthoniik-Cerviiks-1667196730203180/
Etichetta Iron Bonehead Productions – http://www.ironbonehead.de
Etichetta Necroshrine Records – http://necroshrinerecords.de

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