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Black Twilight Circle – Desert Dances And Serpent Sermons (2015)

Pubblicato il 30/04/2016 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: Desert Dances and Serpent Sermons
Autore: Black Twilight Circle
Genere: Black metal
Anno: 2015
Voto: 7,5

Visualizzazioni post:336

Vi ricordate del Black Twilight Circle? Ve ne parlai in occasione della recensione del magnifico “Aq’Ab’Al” dei Volahn, disco uscito a fine 2014 (oddio, quanto tempo è già passato!) a cui appioppai uno dei miei folli 9,5 (che ancora oggi si merita tutto). E i Volahn fanno appunto parte del Black Twilight Circle, una cricca black metal modellata sulle francesi LLN (Les Légion Noires) di gruppi californiani di origini messicane parecchio creativi e uniti fra di loro tanto da pubblicare frequentemente degli split ma anche delle compilation atte a celebrare il proprio movimento. E tutto il loro materiale, fra l’altro molto attaccato alle proprie origini con particolare riferimento alla cultura Maya e Azteca, viene edito dalla Crepúsculo Negro, l’etichetta del movimento che spesso collabora con la tedesca Iron Bonehead Productions.
Ecco infatti uscire un interessante split a quattro pubblicato prima su cassetta dalla Crepúsculo Negro il 20 Luglio 2015 e poi su CD dalla statunitense The Ajna Offensive il 18 Dicembre 2015 e poi ancora su vinile dalla Iron Bonehead Productions il 20 Febbraio 2016. Ed è proprio quest’ultima versione che recensisco quest’oggi. Aspettatevi però un lavoro molto difficile, anche perché ogni pezzo dura più o meno sistematicamente sui 10 minuti. Ma, cari miei, scoprirete qualcosa di originalissimo.
Il primo gruppo dello split sono proprio i Volahn, progetto solista dell’omonimo personaggio che qui si cimenta con “Chamalcan”, 10 minuti e 40 di pura magnificenza i quali iniziano con una lunga intro (un’altra costante di tutte le canzoni) che spiazza completamente l’ascoltatore grazie a una chitarra calda e “desertica” che poi sfocia in una cavalcata country & western! Dopodichè, senza pause, ecco finalmente emergere il black metal tempestoso, dinamico e melodico di Volahn, qui molto equilibrato fra tempi medio-lenti, tupa-tupa e assalti in blast-beat dal piglio tremendamente maestoso enfatizzato per di più da delle occasionali tastiere e da degli assoli molto belli e anche tecnici, di sicuro molto lontani dai solismi cari al più ortodosso black metal come invece lo sono le urla rantolanti, distanti e riverberate del nostro, che stavolta però non canta in spagnolo bensì in inglese come, del resto, gli altri tre gruppi dello split.
Ma, per come suona questo pezzo e per come è strutturato (con l’intro che viene ripresa alla fine con una fluidità pazzesca dopo un climax eccellente), “Chamalcan” già si candida a essere uno degli episodi migliori di questo split.
Si continua poi con gli Shataan, un giovane trio che non ha fatto ancora nessun album e che risulta composto dall’omonimo cantante/chitarrista/flautista (ebbene sì, avete letto bene!), dallo stesso Volahn al basso e dall’eterno compagno di merende di quest’ultimo, Murdunbad alla batteria.
Gli Shataan (che dovrebbero essere anarchici come si evince da una loro foto) hanno tirato fuori un pezzo di 11 minuti suddiviso addirittura in ben tre, diciamo, “movimenti”: “Caminando Del Deserto” (l’intro), “Desert Smoke” e “Walls Run Dry”. In tutto questo arco di tempo, i nostri mostrano un black metal molto particolare che, radicato molto nel folk statunitense (tanto che, in una ripartenza in mid-tempo da un bellissimo stacco atmosferico, vi è presente addirittura un’armonica a bocca!), sa essere violento attraverso dei blast-beats anche piuttosto ossessivi ma con una sua elegenza veramente inaspettata. Per dire, Shataan canta totalmente pulito, anche con una voce evocativa da mantra (ed è proprio questa la sensazione che da un certo punto in poi si respira compiutamente) ma anche per la presenza abbastanza costante del flauto, il quale ingentilisce tutto il brano. E anche per il riffing, melodico ma sempre semplice, contrariamente a quello più intricato di Volahn.
L’impressione finale è affascinante come poche, magari non riuscita totalmente anche perché, a parte una batteria non così incisiva (piccolo difetto, comunque soprassedibile, comune anche a Volahn), gli Shataan sembrano aver riunito due pezzi (più intro) in uno creando così un discorso un po’ frammentario.
Il terzo pezzo, invece è quella tortura di “Ropeburn Mutilation In The Outskirts oO Life” di Arizmenda, progetto solista nato nel 2007 e già con tre album all’attivo del già citato Murdunbad.
E qua cambia un po’ la musica perché il pezzo di Arizmenda, che parte con un triste e malinconico coro femminile da brividi tratto da chissà dove, mostra un black metal purissimo e raggelante caratterizzato da saliscendi emotivi fra tupa-tupa insistenti e tempi ultra-doom magari con arpeggi agghiaccianti, prima del gran finale in blast-beat e assolo di chitarra in un climax molto ben congegnato e sofferto. Sofferto proprio come la voce del nostro, un urlo torturato veramente da pelle d’oca come se stessero squartando Murdunbad completamente vivo, il quale fra l’altro si è inventato un testo assurdo e disgustoso che farebbe inorridire anche i Mayhem dei tempi d’oro.
Tutto questo fa del pezzo qualcosa di fantastico e di unico in questo split, vuoi perché è il più puramente black metal, vuoi perché non ha nessun rimando alle più tradizionali sonorità folk americane.
Infine, lo split si conclude con i 13 minuti di “Falling Into The Horizon, Burning Into The Black Twilight”, sorta di auto-celebrazione del movimento partorita dai Kallathon, duo costituito, appunto, da Kallathon (voce/chitarre/basso) e dall’onnipresente Volahn (batteria), vero musicista infaticabile e in un certo senso vero cuore pulsante del Black Twilight Circle.
La canzone dei Kallathon parte con una lunga intro di sola chitarra che poi diventa evocativa anche grazie alla momentanea voce pulita del nostro (che poi per tutto il pezzo rantola e basta) la quale rimanda un po’ a quella degli Shataan. Ed ecco così emergere, dopo ben quattro minuti di intro, il black metal dei Kallathon che prima si sviluppa in un mid-tempo epicheggiante à la Bathory di “Hammerheart”, poi si sviluppa in un blast-beat non così violento ma comunque ossessivo con tanto di riffing un po’ melodico. E alla fine, ennesima costante dello split, anche qui c’è una (interminabile) parte solista alla fine della canzone.
L’unico problema è che i Kallathon rappresentano l’anello debole in questa catena perché non dicono molto, soprattutto quando si inchiodano testardamente su quei blast-beats che alle volte paiono non finire mai. E così si ha l’impressione che il pezzo non duri 13 minuti ma 26!
In definitiva, “Desert Dances And Serpent Sermons” (oh, eccovelo il titolo dello split, quasi dimenticavo!) mette in mostra quattro gruppi black metal molto diversi fra di loro, alcuni dei quali anche parecchio originali pur essendo tutti fondamentalmente vecchia scuola.
Tutti loro evocano un’atmosfera propria e particolare: tempestosa (e inizialmente “desertica”) quella dei Volahn, ritualistica quella degli Shataan, di pura sofferenza Arizmenda ed epica i Kallathon. Ma i migliori sono sicuramente i Volahn e Arizmenda, le cui rispettive canzoni sono dei veri capolavori black metal mentre gli Shataan convincono fino a un certo punto e i Kallathon deludono dopo un inizio promettente.
Ma tutti, credetemi, esprimono un approccio al black metal molto interessante. Però cacchio che rece interminabile!

Tracklist:

1 – Chamalcan (Volahn)
2 – Caminando del Destino/Desert Smoke/Walls Run Dry (Shataan)
3 – Ropeburn Mutilation on the Outskirts of Life (Arizmenda)
4 – Falling Into the Horizon, Burning Into the Black Twilight (Kallathon)

Line-up:

Volahn:

Volahn – voce/chitarre/basso/batteria

Shataan:

Shataan – voce/chitarre/flauto/armonica a bocca
Volahn – basso
Murdunbad – batteria

Arizmenda:

Murdunband – voce/chitarre/basso/batteria

Kallathon:

Kallathon – voce/chitarre/basso

Volahn – batteria

FaceBook Volahn: https://www.facebook.com/volahn
FaceBook Arizmenda: https://www.facebook.com/arizmenda
Etichetta Crepúsculo Negro – http://crepusculonegro.blogspot.com
Etichetta Iron Bonehead Productions – http://www.ironbonehead.de
Etichetta The Ajna Offensive – http://www.theajnaoffensive.com

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