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The Wakedead Gathering – Fuscus: Strings Of The Black Lyre (2016)

Pubblicato il 12/05/2016 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: Fuscus: Strings Of The Black Lyre
Autore: The Wakedead Gathering
Genere: Death metal con influenze Black e Doom
Anno: 2016
Voto: 6,5

Visualizzazioni post:316

E’ uscito il 5 Febbraio 2016 per la coraggiosa etichetta nostrana I, Voidhanger Records il terzo album di The Wakedead Gathering, il progetto solista fondato nel 2007 di Andrew Lampe, che ogni tre anni, a partire dal 2010, se ne esce con un disco con cui, nella tradizione solcata da King Diamond, intende sempre raccontare una storia. Stavolta, come recita la presentazione del disco, con “Fuscus: Strings Of The Black Lyre”, si racconta “la storia di un cacciatore di streghe che diventa a sua volta preda” con “i figli dei cosiddetti “giusti” che si trasformano in… qualcosa di non completamente umano”. Insomma, è la storia di vendetta della Grande Strega Grigia che si dipana in sette pezzi (compresa la silenziosa intro “Into The Gyre”) per 37 minuti di una musica interessante ma che poteva riuscire molto meglio.
L’album mostra un death metal bello cupo ricchissimo di spunti e di idee. Ma, attenzione, si tratta di un death metal spurio perché influenzato un casino dal black metal, infatti molte canzoni partono subito con delle intro oscure se non raggelanti (“Lungwort”). Le influenze black, spesso così pesanti che la musica di The Wakedead Gathering potrebbe essere definita praticamente come black /death metal, si sentono già parecchio nel primo vero brano “Blood From The Earth”, anche grazie a degli arpeggi tipici del genere se non attraverso delle urla (comunque molto controllate) alternate molto bene con dei grugniti belli profondi più caratteristici del death metal.
Oltre alle influenze black, molto importanti sono quelle doom, le quali vengono sublimate specialmente in “The Harrowed Column” (l’unica canzone priva di qualsiasi tempi veloce) dando però vita a un doom dinamico e imprevedibile che precede la conclusiva “An Ancient Tradition”, il tour de force del disco con i suoi nove minuti caratterizzati perlopiù dai tempi medio-lenti tanto da inoltrarsi persino in territori cari al funeral doom.
Ma questa cosa di proporre di seguito due pezzi praticamente lenti non mi è sembrata molto azzeccata. Se poi si pensa che il quinto pezzo, cioè “Amnioticysts” (dove è presente qualche riff, diciamo, “melodico”), comincia bene per poi rallentare dopo due minuti inchiodandosi così anch’esso su tempi medio-lenti attraverso uno stacco con varie voci, beh, allora la tracklist mi sembra un po’ sballata, seppur una “The Harrowed Column” funzioni comunque benissimo.
Altri pezzi che funzionano benissimo sono quelli più equilibrati dal punto di vista ritmico (contando, ovviamente, anche i blast-beats) sparando un dinamismo anche inaspettato e a volte quasi schizzato, tanto che in “Blood From The Earth” vi è pure un breve stacco acustico totalmente folle. A ogni modo, la canzone migliore del lotto e quella che esemplifica meglio l’approccio sopraddetto, è sicuramente “Deepwoods Nonesuch”, che in cinque minuti e mezzo vomita di tutto, persino dei passaggi più thrash in tupa-tupa da headbanging.
A tutto ciò si aggiunge una chitarra solista spesso pronta a dar manforte alla ritmica (che non poche volte è stridente in un modo che fa molto death metal americano à la Immolation) così da rendere più profondo l’intero discorso. Ma stranamente, da queste parti di veri e propri assoli (quasi) non ce n’è traccia.
Insomma, “Fuscus: Strings Of The Black Lyre” è un album death metal dalle fortissime influenze black e doom molto fantasioso e dall’atmosfera talvolta teatralissima (come percepibile nel finale dai sussurri soffocati della Grande Strega Grigia presenti in “Blood From The Earth”) mentre la bella copertina è stata curata dal nostro Francesco Gemelli. Ma la tracklist, come già scritto, nella sua seconda parte non ha molto senso mentre “Lungwort” poteva essere sviluppata meglio.
Ecco, in generale quest’album, per le sue idee e per la sua cupa atmosfera, si meritava decisamente un voto migliore ma, per come sono state messe le cose, si becca un semplice 6,5. E adesso spero solo che la Grande Strega Grigia non si voglia vendicare pure per questo voto!

Tracklist:

1 – Into the Gyre
2 – Blood from the Earth
3 – Deepwoods Nonesuch
4 – Amnioticysts
5 – Lungwort
6 – The Harrowed Column
7 – An Ancient Tradition

Line-up:

Andrew Lampe – voce/chitarre/basso/batteria

BandCamp: http://thewakedeadgathering.bandcamp.com
FaceBook: http://www.facebook.com/thewakedeadgathering
Etichetta I, Voidhanger Records – http://www.i-voidhanger.com

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