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Scala Mercalli

Pubblicato il 28/05/2016 da in Interviste | 0 commenti


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scala-mercalli-logo

Anni e anni di attività, in studio e sopratutto live, hanno temprato gli animi degli heavy metallers marchigiani Scala Mercalli. Un gruppo che non si è mai piegato alle mode, dediti sempre e solo all’heavy metal più puro, quello figlio degli anni ’80. Per noi incontrarli è sempre un piacere, per via della loro disponibilità e umiltà. Oltre alla musica – robusta ed inossidabile – nell’ultimo album “New Rebirth” gli Scala Mercalli si fanno anche portavoci di un messaggio di unità nazionale. Andiamo a scoprirlo..

Ciao ragazzi, è un piacere riavervi sul nostro sito. Direi di partire dal nuovo album “New Rebirth” che vede il vostro ritorno dopo sei anni dal precedente “Border Wild”. Vi va di presentarcelo?

(Sergio) Ciao Alessio, è un piacere anche per noi essere di nuovo qui con voi 😉 Si sono passati ben sei anni dal precedente album, ma come hai visto ci sono stati due cambi in formazione, Luca e Clemente sono i nuovi chitarristi dal 2013 e questo ha richiesto più tempo per rodare la band e preparare le nuove canzoni, avevamo gia molti pezzi pronti con la precedente line-up, ma abbiamo riscritto tutto da capo per rendere partecipi tutti al 100%
”New Rebirth” è inteso come nuova rinascita, ma soprattutto come Nuovo Risorgimento, una sveglia che proviene dalla nostra storia Italiana, verso un popolo che ha bisogno di ricordare da dove veniamo e come siamo nati.. ma poi di questo ne parleremo meglio più avanti. Lo abbiamo comunque composto in tempi abbastanza veloci perchè la nostra attività live è stata sempre abbastanza intensa quindi la stesura dei pezzi è avvenuta nei momenti di pausa diciamo, ma comunque siamo molto soddisfatti del lavoro che è uscito in generale, le idee non sono mancate e non mancano!

Nelle foto promozionali e nei live indossate divise rinascimentali, come mai questa scelta?

(Sergio) Abbiamo pensato di avere un look nuovo e molto più esplicito che indicasse cosa volevamo trasmettere, quindi con le divise creare un collegamento diretto tra noi e le canzoni che parlano del Risorgimento Italiano. Le divise sono state studiate per dare un senso di unità nazionale, infatti sono ispirate ai diversi reparti militari che hanno combattuto da Nord a Sud per l’unificazione dell’Italia. Per L’esattezza due sono dell’esercito di Sardegna, Luca indossa quella del Battaglione da guerra dei carabinieri a cavallo e Clemente della fanteria d’assalto del 26° Bersaglieri (protagonisti proprio nella Battaglia di Castelfidardo), mentre due sono dei reparti garibaldini: Giusy porta quella della cavalleria Lancieri della morte e io quella di Artiglieria pesante, Christian porta invece quella del Battaglione della Morte nato da volontari provenienti da tutte le classi sociali che si sono uniti poi a Garibaldi nella battaglia per liberare il nostro paese dall’occupazione straniera.

SM line up 2 -New Rebirth

Il nuovo disco esce per l’etichetta spagnola Art Gates Records. Come siete arrivati a loro? Avete sondato anche le etichette italiane?

(Sergio) I ragazzi dell’Art Gates Records ci hanno contattato dopo averci visto mente eravamo in tour all’estero e gli siamo piaciuti sia per l’impatto live che musicale , quindi anche se ci hanno fatto subito una proposta abbiamo sondato anche le diverse proposte arrivate sia dall’Italia che dall’Estero, ma la loro sinceramente è stata la più conveniente.
Uscire per etichette Italiane adesso non è molto facile perchè molte stanno soffrendo una pressione enorme, sia per la crisi delle vendite sia perchè sono pressate sia fiscalmente dallo Stato che dalla SIAE, entrambe società a delinquere, cose che all’estero non esistono. Comunque devo dire che ci stiamo trovando molto bene, ci sostengono in pieno sia per la promozione che per i live e qualsiasi cosa si fa, la si fa insieme come un vero Metal Team!

Il vostro disco sembra proporre un discorso rivoluzionario, ma non anarchico come succede in molti di questi casi. Sembra che vogliate “svegliarci”, facendoci vedere quanto è stata importante e piena di sofferenza la nascita dell’Italia e di come al giorno d’oggi si sia smarrita questa unità nazionale. E’ così? E cosa possiamo fare per migliorare le cose?

(Sergio) Hai colto in pieno nel segno, è proprio cosi!! la nostra intenzione è ricordare agli italiani di oggi che non siamo nati dopo una consulta elettorale pacifica e sia i Borboni che gli Austriaci, lo Stato Pontificio e quant’altri avevano interessi sul nostro territorio, non se ne sono andati tranquillamente, ma abbiamo dovuto lottare intensamente, ci sono state delle rivolte popolari da Nord a Sud che sono costate numerose vite. Il sangue dei primi patrioti, così mi piace ricordarli, scorre ancora nelle nostre vene, dobbiamo solo ricordarcelo e per fare questo basta solo cercare tra i nostri avi in famiglia, bisnonni magari, in ogni casa italiana abbiamo sicuro avi che hanno lottato per noi e il nostro Paese.
Cosa possiamo fare? Di sicuro non rimanere fermi a subire ancora tutte le ingiustizie che nei vari settori colpiscono tutti, è evidente che siamo governati da delinquenti di ogni tipo al servizio delle banche, delle multinazionali e delle potenze straniere, che ci usano solo per i loro interessi, quindi per sostenere la Rivoluzione trovate il modo di non pagare le tasse che ritenete ingiuste (sono la loro linfa vitale..), siete musicisti quindi via dalla Siae, altra associazione a delinquere legalizzata, non votate i soliti partiti che si alternano da 30 anni, cercate tra nuove persone Oneste. Boicottate le informazioni dei media che sono quasi tutte manipolate.. Impariamo ad aiutarci a vicenda al di là delle false ideologie che sono create dai partiti e dalle religioni solo per tenerci divisi e farci litigare, è in questo modo che diventiamo facilmente governabili, tanto da permettergli di continuare a sfruttarci e a distruggere il nostro paese.
Ricominciamo a lottare uniti come quando siamo nati come nazione libera, non fatevi spaventare se inizialmente possiamo essere in pochi, perchè ricordate che in pochi hanno iniziato a lottare e sono riusciti comunque a renderci un paese Libero!! Noi già stiamo cercando di fare tutto questo che vi abbiamo elencato.. per iniziare!!!

SM Ok 3

Vi definite orgogliosamente NWOIHM (New Wave Of Italian Heavy Metal), come vedete la scena metal italiana in questo momento?

(Sergio) La scena italiana è artisticamente molto intensa e molto valida qualitativamente, non abbiamo da invidiare niente a nessuna delle famose band straniere che infatti spesso vengono ad attingere da musicisti italiani. Purtroppo all’interno la scena è ancora un pò troppo divisa, alcune band più o meno giovani non hanno chiaro che non è solo suonare o come ci si veste che ci fa essere metalheads, ma avere un attitudine di unione o di “Brotherhood” come si diceva agli negli 80’s.
Questo potrebbe fare la differenza e far sì che anche sul nostro territorio il Metal possa prendere piede come succede all’estero. Se si collabora si può attirare l’attenzione dei grandi media, dei locali e di tutti gli addetti al settore e far sì che ce ne sia beneficio veramente per tutti!! Fortunatamente una buona parte delle vecchia scuola è ancora ben salda e unita quindi confidiamo che il nostro buon esempio di supportarsi a vicenda venga recepito nel giusto modo !

(Clemente) La scena italiana heavy metal da qualche anno a questa parte si sta riprendendo e diverse band si sono formate o riformate. La cosa che manca è un po’ più di supporto e purtroppo c’è poco ricambio generazionale; cosa che comincerà a farsi sentire tra qualche anno.

Avete ormai una lunga carriera alle spalle, quali sono stati i momenti più belli e quali i momenti più tristi?

(Sergio) Per me il più triste probabilmente aver fatto sfumare delle bellissime occasioni di contratti musicali nei 90’s, quando eravamo troppo giovani e incoscienti, ma ad oggi dico meglio così, perchè da quegli errori abbiamo imparato molto a tal punto da suonare poi negli anni a seguire in grandi platee e per band che non avrei mai immaginato di incontrare sullo stesso palco, come appunto Wasp, Tarja, Exodus, Shaaman, Blaze ecc. ecc.. Adesso speriamo che i momenti più brutti siamo passati e cerchiamo di lavorare per quelli più belli.. la Rivoluzione!

(Christian) Sono passati molti anni anche per me che sono entrato nella band nel 2002, tanti momenti belli… penso alle prime registrazioni, i primi concerti in giro per l’Italia e all’Estero, i momenti più belli sono stati i concerti con Tarja, uno su tutti il concerto a Sofia davanti a 5000 persone in un palazzetto dello sport con un impianto pazzesco e un pubblico molto caloroso, mentre il momento più brutto è stato quando siamo rimasti senza bassista e chitarrista ritmico nel 2006 e abbiamo anche rischiato in quel periodo di rimanere anche senza l’altro chitarrista, è stata dura ma ci siamo rialzati!
Questa è la vita ci sono alti e bassi, la cosa che conta è lottare sempre.

(Giusy) I momenti belli sono stati tantissimi, in particolare durante trasferte italiane ed estere! Siamo tipi simpatici e alla mano e sia tra noi che con altri ci divertiamo sempre, basta un po’ di metallo e qualche battuta spiritosa! Bellissima la sensazione di unione e fratellanza che si sente tra metallari! Bellissimo il momento subito dopo un live in mezzo al pubblico!
Il momento più triste? Sicuramente la tristezza deriva anche da fattori esterni alla band e alla carriera in sè! Lavoro, famiglia, salute sono a volte motivo di tristezza e sgomento, ma nella band cerchiamo a volte forza e comprensione che altrove non riusciamo a trovare!

SM live 2016 Ok

Avete realizzato finora due video, quello di “Time For Revolution” e quello di “September 18, 1860”. Per il secondo in particolare avete scelto una location “storica”, ce ne volete parlare?

(Giusy) Abbiamo scelto una location storica Italiana e precisamente quella del Monumento di Castelfidardo, anche perchè parlare di fatti che ci rappresentano e appartengono da vicino crea un interesse comune nei confronti dell’appartenenza, bisogno spesso ignorato o sottovalutato!

(Clemente) E’ stato scelto questo monumento perche è stato dedicato proprio ai caduti della battaglia. Il testo di “September 18, 1860” parla appunto della battaglia di Castelfidardo nella quale si scontrarono il Regno di Sardegna contro lo Stato Pontificio. La vittoria del Regno di Sardegna permise l’annessione di Marche e Umbria. Dato che Garibaldi aveva liberato il Sud Italia, da lì a pochi mesi, grazie a questa vittoria, ci fu la proclamazione del Regno d’Italia.

(Christian) E’ stata una bellissima esperienza poter girare un video all’interno di un monumento storico che ricorda una grande battaglia per l’Unità d’Italia, vinti e vincitori un ricordo importante per tutto il Paese!

Negli ultimi anni avete fatto delle date estere a supporto di nomi importanti (Exodus, Wasp, Tarja). Che impressioni avete avuto e che differenze avete notato rispetto all’Italia (se ne avete notate)?

(Christian) La cosa che abbiamo notato è che all’estero il pubblico ha ancora fame di live, si diverte e partecipa come si faceva qua in Italia anni fa. La gente non vede l’ora di stringerti la mano e di farsi una foto con te nell’Est Europa, in Italia in molti hanno perso il gusto delle cose, dico tutte le cose, si dà tutto per scontato come se fossimo tutti allenatori, tutti musicisti, tutti imprenditori, abbiamo consigli per tutti, ma di fatti spesso non se ne vedono, chiacchierare solamente non basta, bisogna fare!

(Clemente) Considerando comunque il contesto, ovvero palchi grandi e pubblico molto numeroso, abbiamo notato, specialmente in Germania, l’eterogeneità degli ascoltatori. Al nostro concerto erano presenti persone di ogni età e non per forza solo i tipici ‘’metallari’’. Sicuramente delle date in Est Europa ricordo con piacere l’immenso calore straordinario del pubblico; cosa purtroppo che qui inizia ad essere rara… Senza contare che il metal in quelle nazioni non è un genere per forza di nicchia o di serie B.

SM line up 1 -New Rebirth

Ho notato nel nuovo album una grande crescita del vostro cantante Christian Bartolacci. Pensi che l’esperienza acquisita in questi anni nei numerosi live possa averlo aiutato?

(Sergio) Sicuramente Christian ha fatto molti progressi, ma come spero anche tutti noi.. 😉 comunque sì è vero che l’intensa attività live che fa con tutti i suoi progetti lo ha fatto crescere molto, ma secondo me che lo conosco dal 2002 quando era agli esordi come singer, posso dire che è cresciuto molto anche grazie al suo impegno personale nello studio intenso e continuativo del canto, ha seguito diversi insegnanti e ha fatto esperienza anche in Teatro che è una buona scuola indubbiamente per qualsiasi cantante. Ha una mente molto aperta come ogni bravo artista, ascolta e studia di tutto, poi ovvio la sua attitudine e passione è il Metal nel quale riversa tutto quello che impara!!
Essendo poi una persona tenacissima, ma anche molto tranquilla e umile (forse dalla grinta che ha sul palco non si direbbe ah ah ah..) continuando così potrà solo migliorare ancora!

Ci volete dire una parola sulla copertina dell’album? Chi l’ha disegnata e cosa vuole rappresentare?

(Sergio) La copertina è stata disegnata da Fabio Cucco dello studio Infograf, che è il nostro grafico di fiducia dal primo album. Essa è un’interpretazione in chiave Scala Mercalli del primo stemma del Regno d’Italia che è stato adottato appena dopo l’unità nazionale, se andate a vedere infatti esso è disposto nello stesso modo, le bandiere ai lati sono state sostituite con quelle dell’Heavy Metal, mantenendo un fiocco tricolore in cima, la corona sopra allo scudo SM contiene la sigla NWOIHM (New Wave of Italian Heavy Metal), nella collana dorata che gira sotto alla scudo, in mezzo ai sismografi, abbiamo mantenuto la scritta FERT che tra i diversi significati storici che gli vengono attribuiti per noi significa “fedeltà nel salvaguardare la Patria”. Sommando tutto uno può capire e interpretare benissimo cosa significa la copertina per noi.. 😉

scala-mercalli-new-rebirth-2015 - CopiaRegno d Italia

Con la promozione del nuovo disco state suonando molto in giro, come sono i responsi del pubblico? Quali secondo voi i brani che piacciono di più?

(Christian) Siamo molto contenti, sta andando piuttosto bene, al pubblico il nuovo album e il nuovo look piacciono, penso che “Nightmare Falls” e “September 18, 1860” siano i brani più apprezzati.

(Clemente) I responsi del pubblico sono stati ottimi; ad ogni concerto riceviamo complimenti e vendiamo parecchi album. Sui pezzi che piacciono di più invece la risposta è molto soggettiva ed ogni persona ha espresso una preferenza diversa. Per quel che mi riguarda le mie preferite sono “September 18, 1860”, “Eternity” e “Spit On My Face”.

Una curiosità per te, Sergio. Abbiamo una passione in comune che è quella per gli Iron Maiden, ma tu sei veramente maniacale! Finora quante volte li hai visti dal vivo?

(Sergio) Ahahah … sì, è vero, sono la mia band preferita, con cui sono cresciuto e che seguo intensamente dall’86, li ho visti 27 volte e quest’anno spero di avvicinarmi a 30! Ma di gente che Può Giocare con la Pazzia come me o più di me ce ne sono moltissimi.. io personalmente ne conosco tanti di “Children of… EDDIE“ ah ah ah.. Comunque devo dire che studiando la loro storia ho veramente imparato molto, cosa che ovviamente consiglio a tutti !

Sergio Ciccoli degli Scala Mercalli con Alessio Torluccio.

Sergio Ciccoli degli Scala Mercalli con Alessio Torluccio.

Siamo giunti alla fine, come da tradizione l’ultima parola è per voi! Grazie ancora per la vostra (consueta) disponibilità e ci vediamo sicuramente on stage, terremotanti come sempre!

(Sergio) Non fatevi intimorire da nessuno, reagite e restate uniti.. se avete bisogno di uno stimolo, venite a vederci Live \m/,

(Christian) ringraziamo HeavyMetalWebzine per lo spazio che ci avete concesso e tutti i lettori che si soffermeranno su questa intervista.. Still United !

(Giusy) Stay TRUE forever!!!!

(Clemente) Supportate la scena , Supportate il Metal fatto con passione, soprattutto quello Tricolore!!!

Sito ufficiale: http://www.scalamercalli.com
Facebook: https://www.facebook.com/Scala-Mercalli-380880702120586
Etichetta Art Gates Records – http://www.artgatesrecords.com
Qui la nostra recensione di “New Rebirth”

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