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Infernal Curse – Apocalipsis (2016)

Pubblicato il 17/06/2016 da in Nuove uscite | 0 commenti

Titolo: Apocalipsis
Autore: Infernal Curse
Genere: Bestial Black / Death Metal
Anno: 2016
Voto: 8,5

Visualizzazioni post:197

Sono passati ormai ben due anni dall’EP “The End Upon Us” (recensito ovviamente da me su queste stesse pagine) ed ecco che, a parte un altro EP, stavolta di due pezzi uno dei quali registrato dal vivo nel 2013 nientepopodimeno che in Sri Lanka (!), ritornano gli Infernal Curse, un eccellente trio argentino. E lo fanno con il secondo album, “Apocalipsis”, uscito a Gennaio 2016 su CD per la greca Kill Yourself Productions e il 26 Febbraio su vinile per la tedesca Iron Bonehead Productions. Inutile dire che gli Infernal Curse si ripetono su ottimi livelli, con qualche leggera novità.
“Apocalipsis”, lungo 33 minuti e mezzo per sette pezzi + intro e outro, mette in mostra un gruppo sempre indaffarato con un black/death metal bestiale dalle chitarre ultra-cavernose (ora forse più che mai), dai grugniti ora resi ancor inumani perché sono stati sia riverberati che distorti un casino e da blast-beats violentissimi alternati con tempi medio-lenti (che spesso fanno partire le canzoni) e qualche tupa-tupa, il tutto in una struttura abbastanza agile e dalle buone trovate capaci di brutalizzare ancor di più l’intero assalto.
Dal marcissimo e semplice riffing death metal (ma non mancano intuizioni più black) emergono degli assoli feroci neanche così infrequenti, anzi. Fra l’altro, rispetto a “The End Upon Us”, sono state accorciate le canzoni, seppur non manchi persino un tour de force da sette minuti come “Adharma”, nel quale i nostri si danno di più alle parti lente, come dimostra la lunga intro strumentale.
Dal titolo del pezzo suddetto però, avrete capito che dal punto di vista tematico è cambiato qualcosa. Infatti, ora gli Infernal Curse affrontano frequentemente tematiche dal sapore orientale tanto che un brano (fra l’altro, uno dei migliori) è stato intitolato addirittura in arabo ma che, tradotto, significa “semplicemente” “il canto della morte”.
Questo nuovo tipo di tematiche (che ormai stanno andando sempre più di moda specie fra i gruppi ultra-black/death) si riflette pure sulla stessa musica, infondendole un’atmosfera leggermente occulta e da rituale, soprattutto in pezzi come “Adharma” e “Upon Death He Dwells”. Di conseguenza, molto contestuali sono le outro, che spesso chiudono i brani e di cui segnalo specialmente il mantra di “Chant Of Death”.
Quello che è stato confezionato è insomma un album veramente eccellente, specie nei pezzi dalla violenza più insostenibile come il trittico “Sin Of Iblis”/”Chant Of Death”/”Obituaries”. Per giunta, gli Infernal Curse sono stati capaci di rivedere un po’ il proprio stile alla luce delle nuove tendenze estreme senza però snaturarlo (come invece hanno fatto gli statunitensi Abysmal Lord con il loro album, una volta ben più thrash). Croce e delizia sono le chitarre fottutamente cavernose, ragion per cui vi consiglio caldamente di ascoltare il disco in cuffia così da poter capire meglio i vari riff. Almeno in teoria…

Tracklist:

1 – O o soahX
2 – Litanies Unto Djinn
3 – Sin of Iblis
4 – نشيدالموت
5 – Obituaries
6 – Fragments of Annihilation
7 – Adharma
8 – Upon Death He Dwells
9 – Etreum

Line-up:

Nocturnal – voce/chitarre
Deicidal Abominator – basso
Bestial Offensor – batteria

FaceBook: https://www.facebook.com/infernalcurseofficial
Etichetta Kill Yourself Productions – http://killyourselfprod.weebly.com
Etichetta Iron Bonehead Productions – http://www.ironbonehead.de

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